Il Modugno di Philadelphia

di Generoso d’Agnese

Le sue origini portano oggi la targa di Campobasso e della regione Molise ma c'è poco da fare con il suo amore per la terra degli avi. Roberto Luigi Ridarelli ama definirsi abruzzese, quando si scriveva "Gli Abruzzi" e quando la sua terra confinava direttamente con la Puglia, meta terminale di quella transumanza che partiva dagli stazzi appenninici del Gran Sasso e della Maiella per svernare nelle pianure pugliesi.

Nato nel 1942 a Filadelfia, Roberto usa il suo nome di battesimo solo tra parenti e amici. Il cognome ancora meno. Perché per i suoi fan lui è solo e semplicemente Bobby Rydell, e per alcuni è semplicemente "Mister Volare", in onore della canzone di Modugno che lui più di altri ha saputo interpretare al meglio.
Figlio di Adrio Ridarelli e di Sapienza De Lemmo (detta Jennie), Bobby in realtà unisce ben tre regioni nei suoi ricordi del cuore. Perché quando il padre emigrò partì dagli Abruzzi, ma oggi lui è per metà molisano e per metà marchigiano. Un'origine - quella materna - che causò anche una simpatica querelle con il collega Perry Como (originario di Palena, Abruzzo): per il grande Como l'amico Bobby era infatti per metà straniero, arrivando per lui l'Italia solo fino ai confini settentrionali dell'Abruzzo!

Avviato alla musica dal padre, all'età di cinque anni Roberto iniziò a conoscere la batteria e dopo soli due anni fu capace di suonare in un club di Philadelphia. Coccolato dalle televisioni locali il piccolo artista divenne una presenza regolare nello show di Paul Whiteman.
Proprio in questi anni decise di trasformare artisticamente il il proprio cognome adottando quello di Rydell. Negli anni dell'adolescenza il batterista si esibì con una band chiamata "Rocco and the Saints" e che contava tra le sue file il giovane trombettiere Frankie Avalon.

Ingaggiati più volte negli spettacoli estivi di Atlantic City, i giovani della band facevano affidamento sempre sulla verve artistica del giovane Bobby, fin da allora ottimo intrattenitore. E fu proprio il manager del gruppo, Frankie Day a volere per Bobby una carriera da solista, scontrandosi con la dura realtà del mondo dello spettacolo. Dopo anni di tentativi infruttuosi, e grazie all'appoggio del padre Adrio, il manager riuscì a far incidere al suo giovane talento il primo disco per la Vecko Records: "Fatty, Fatty". Un prodotto scadente e finito presto nel dimenticatoio.

Avvicinatosi a Bernie Lowe, produttore della Cameo Records, Bobby Rydell riuscì infine a farsi conoscere come solista con il suo primo singolo "Please Don't Be Mad" pubblicato nel 1959. Il secondo disco -  "All I Want Is You" - uscì nello stesso anno ottenendo lo stesso tiepido successo, mentre i dischi dell'amico Frankie Avalon ottenevano ottime referenze.

Scoraggiato e avvilito, Bobby iniziò a riflettere sull'opportunità  di tornare al lavoro di batterista e incise quasi di malavoglia "Kissin' Time" che nel giro di tre mesi si trasformò in una vera e propria Hit, dopo essere passata in Tv. La carriera di Rydell era finalmente iniziata. A 17 anni
Concerti e inviti iniziarono a punteggiare le giornate del giovane cantante che con "We Got Love" fece ancora centro. Le due canzoni ("Kissin' Time" e "We Got Love") entrarono prepotentemente nelle Hit americane trasformando il giovane batterista nel solista talentuoso. Nel 1960 Rydell toccò quota un milione con le vendite di "We Got Love" e preparò il terreno al successo di "Swinging School".
Nella stessa estate l'italoamericano decise di incidere il pezzo "Volare" di  Domenico Modugno, intuendone lo straordinario potenziale. Non sbagliò. Nel giro di pochi mesi e per il resto della sua carriera, Roberto Ridarelli divenne per gli americani Mister Volare. I successi di Rydell divennero un appuntamento fisso dell'America degli anni '60.

"Good Time Baby",  "I've Got Bonnie", "I'll Never Dance Again",  "The Cha-Cha", and  "Wildwood Days" entrarono tutti nelle top 20 mentre "Forget Him"  superò  nel 1963 ampiamente il milione di copie vendute.
Nello stesso anno il giovane artista debuttò a Broadway con lo spettacolo "Bye Bye Birdie"  e "West Side Story". Nel 1964 partecipò al Festival di Sanremo con i brani "Un bacio piccolissimo" e "L'inverno cosa fai?", quest'ultimo non ammesso alla serata finale della manifestazione.

Bloccato temporaneamente nella sua crescita artistica dalla chiamata alla leva nellla Philadelphia National Guard, l'artista osservò impotente la marea dei successi inglesi e tornò ai vertici della musica popolare americana solo nel 1969 con il disco "It's Getting Better", seguito da "The River Is Wide". La carriera di Rydell entrò nel vorticoso mondo degli spettacoli. Negli anni '70, dopo aver abbracciato la musica Pop, l'italoamericano recitò ancora una volta nel musical "Bye Bye Birdie", questa volta nella parte del padre.

Negli anni Novanta, assieme agli amici e colleghi Frankie Avalon e Fabian costituì il trio The Golden Boys, con il quale ha continuato a mietere successi per un totale di circa 50 singoli ed oltre 30 Lp, piú di 25 programmi, quattro film e il doppiaggio di due cartoni animati.