Scatti nei siti del patrimonio italiano

di Giuseppe Ponderati

Rimarrà aperta fino al 16 giugno, presso la Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University (24 West 12st St), una bella e interessante esibizione fotografica relativa ai siti italiani inseriti nella World Heritage List curata da Tommaso Gavioli. La mostra, sponsorizzata dalla National UNESCO Commission presso il Ministero degli Affari Esteri, è una riedizione in misura ridotta della mostra realizzata nel mese di aprile a Tivoli (dove sono state esposte circa 522 foto) ed è una grande opportunità per vedere le immagini fotografiche attraverso le quali l'autore, Luca Capuano, non solo è in grado di rappresentare dei siti di particolare valore dal punto di vista storico, artistico e ambientale, ma riesce anche ad andare oltre, sottolineandone l'unicità dei luoghi.  

Con questo progetto dedicato ai siti italiani, Luca Capuano fotografa scrivendo e ragionando in forma di libro cercando di produrre la percezione di un movimento e non parole, frasi o lunghi sermoni. Come se vedere per lui voglia dire accompagnare "il lettore" entro passaggi motivati, guidandolo alla scoperta di qualcosa che da solo non avrebbe mai visto.

Per il critico fotografico Pierfrancesco Frillici, "pur trattandosi di monumenti storici molto famosi gli elementi interni alla singola immagine vengono sempre scelti ed organizzati in modo da apparire autonomi da tutto il resto. Ci offrono il destro la Basilica di Assisi e il Duomo di Pienza: due esempi paradigmatici per la dialettica instaurata con i loro ‘d'intorni'".

Ha detto Luca Capuano: "Questa esperienza mi ha coinvolto sia emotivamente che intellettualmente: tra ricerca, viaggio ed infine immersione, confronto e dialogo con molti tra i monumenti più significativi del patrimonio culturale italiano. E' stato necessario individuare una chiave di lettura personale, generata dall'unione tra un approccio fenomenologico e uno studio dei siti, in grado di far emergere il rapporto tra luogo, identità e contesto culturale".

Inoltre, per scelta del curatore, Tommaso Gavioli, dell'evento queste foto (circa 80) sono state collocate secondo un ordine cronologico che va  dal 1979 (La Val Camonica) al 2009 ( Le Dolomiti).
L'autore ha svolto un esercizio di equilibrio tra l'esigenza di documentazione, la non scrittura (la determinazione di un linguaggio tecnico) e la definizione di un linguaggio espressivo personale, l'immagine quadro. Tutto questo ha comportato per la prospettiva visuale, un adattamento all'ambiente.  Per esempio a Siena, "per rappresentare il Duomo, un edificio gotico che nella sua architettura preannuncia già la prospettiva rinascimentale, la drammatizzazione prospettica diventa un aspetto formale determinante. L'edificio stesso suggerisce questo modo di ritrarlo" sottolinea Luca Capuano.

Un altro caso è quello della necropoli etrusca di Cerveteri, "dove ho scelto di lavorare su un paesaggio piuttosto che addentrarmi all'interno delle tombe. In quanto secondo il mio modo di vedere, la necropoli al crepuscolo, immersa in una atmosfera di mistero e pace, era il modo migliore per descrivere una dimensione sacra senza necessariamente addentrarmi nei particolari. Al contrario a Pompei ho deciso di concentrarmi sul dettaglio per esprimere al meglio l'eleganza, la ricercatezza e la magnificenza degli affreschi pompeiani" ci descrive Capuano.

A detta di molti l'Italia è il Paese più bello del mondo, certamente quello con maggior numero di Siti dichiarati dall'UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) come patrimonio dell'umanità ed inseriti dalla stessa Organizzazione Internazionale nella World Heritage List, ossia la lista delle eccellenze che rappresentano la punta di diamante non soltanto per bellezza, fascino, storia ed arte, ma soprattutto per la loro unicità. "Questi Siti oggi sono nel mondo 890 (689 culturali, 176 naturali, 25 misti), dislocati in 148 paesi, l'Italia è in testa alla classifica con 44" ha affermato Arianna Zanelli, Segretario dell'Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO. Questa leadership comporta una responsabilità di rilevante spessore e complessità per il nostro Paese.