“Florens 2010” presentata a New York

di Maria Vittoria Solomita

E' stata fissata per l'autunno prossimo la settimana internazionale dei Beni Culturali e ambientali in Toscana. Un summit per promuovere la storia e le potenzialità artistiche della regione, ma anche per massimizzarne le capacità produttive ed economiche. Che si voglia fare dell'accattivante marketing è chiaro, sin dalla scelta del nome "Florens 2010", traslitterazione fonetica dall'inglese Florence, oltre che termine latino per "fiorente, ricco".

In effetti la culla del Rinascimento ha molto da offrire. Non solo moda, design e natura, ma industria meccanica, beni di lusso e alti standard qualitativi. Queste potenzialità sono ben chiare ad alcune istituzioni italiane: Confindustria e CNA Firenze, Intesa Sanpaolo e Banca CR Firenze. Enti che, in un periodo di crisi economica internazionale, si approcciano ad un mercato globale con prospettive lungimiranti. "Florens 2010 è pensata come una biennale. Ritorneremo nel 2012" ha sottolineato con orgoglio Valerio De Molli, tra gli organizzatori dell'evento, nella European House Ambrosetti. "Stiamo implementando lo studio dei maggiori investitori interessati al made in Italy e analizzando le strategie dei Paesi in cui la cultura ha supportato o risollevato il sistema economico. Gli Stati Uniti sono tra i primi sei".

E la biennale è profilata sul prototipo americano dell'ottimizzazione dei tempi: una dieci giorni ricca, a stretto contatto con la cultura italiana, enogastronomica, storica e artistica. Il programma variegato, a cura di Davide Rampello, spazia tra visite nei borghi di Fiesole, Scandicci, Bagno a Ripoli, concerti in Cattedrale, proiezioni a Palazzo Vecchio, tour degli Uffizi e, per una full immersion nel clima e nello stile toscano, riproduzione del miracolo di San Zenobio, santo vescovo della città del giglio.   Ma tra i Paesi da emulare, per il nostro marketing italiano, figurano anche Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna; Paesi in cui si promuovono forum di studi e si procede (spesso) per fund raising, più che per sostegno statale. Dal 18 al 20 novembre, allora, anche "Florens 2010" avrà la sua tavola rotonda, a Palazzo Vecchio, per dibattere sulle politiche di mercato, con esperti di ambiente ed economia, artisti, critici d'arte e creativi. E "Florens 2010" ha anche degli sponsor e dei partner ben quotati: National Geographic, UNESCO, Regione Toscana, Provincia di Firenze. Le mosse sono giuste. Tra i sostenitori risulta pure quel Sandro Bondi, Ministro della Cultura noto agli Italiani per gli ultimi drastici tagli.

Forse, allora, mixare l'eredità rinascimentale con la mentalità imprenditoriale tipica del neocapitalismo è davvero il modo migliore per superare l'impasse del sistema economico. Si spera solo di non dover brandizzare la Toscana, magari (ri)chiamandola Tuscany.