PUNTO DI VISTA/Ritorno al feudalesimo

di Toni De Santoli

Ho la nausea. A procurarmela non è stata però maionese andata a male o ricotta anch'essa avariata. Questa nausea, che si accentua col passar delle ore, me la procura l'assassinio della libertà in atto in Italia a opera del Governo Berlusconi, a opera dei fantaccini del governo che siedono al Parlamento. Cari lettori,- come avrete già appreso attraverso i servizi di cronaca - il Senato ha approvato il disegno di legge sulle intercettazioni, che va ad aggiungersi ai giri di vite decisi dall'Esecutivo ai danni della stampa. Presto questo famigerato ddl sarà legge. Legge dello Stato Italiano. La coltre dell'impunità si stenderà così sulla nazione. Dell'impunità per chi vorrà seguitare a fare i propri comodi, vale a dire per quei detentori del Potere che vorranno, e otterranno, più potere ancora, più ricchezza materiale ancora, in uno sfarzo già pacchiano e volgare che rappresenta un insulto quotidiano ai milioni di italiani per i quali la vita è una corsa a ostacoli, un "percorso di guerra".

La democrazia in Italia, che, tuttavia, non ha mai avuto un aspetto proprio florido, è sull'orlo della fossa scavata dal Centro-destra. Ora nella tomba basta soltanto spingercela. Di lei rimarrà solo un ricordo, un ricordo che, col passar del tempo, anziché rafforzarsi e acquisire ancor più anèlito, sbiadirà, si opacizzerà, fino a svanire del tutto. Gli uomini "forti", i politici di professione e i tanti che si sono gettati in politica per ambizione, per sete di popolarità, per megalomania, gioiranno ancora di più, potranno spadroneggiare ancora di più, comodi e saldi sulla posizione di una legge che in un sol colpo ha ucciso altre leggi... "Questa" legge - non illudiamoci che accada il contrario - provocherà l'ulteriore incanaglimento della società italiana. Favorirà la corruzione, invece di ridurre la corruzione. Si cercherà di conservare quel poco che abbiamo. Per farlo, saremo anche disposti a stringere patti col Diavolo. Più non ci sentiremo tutelati, non ci sentiremo protetti: ricorreremo allora al "capataz" della nostra città o al "capo-caseggiato" versione Terzo Millennio. L'uno e l'altro potranno chiederci addirittura l'anima e noi la nostra anima gliela daremo... Potranno anche chiederci le nostre mogli, le nostre figliole... Noi spereremo allora che con esse loro non siano poi tanto volgari, poi tanto sguaiati... Più non vivremo in una società civile: vivremo in una "marca", in un "marchesato". L'Italia è già tornata al Feudalesimo, questa è la verità. Duecento e rotti anni dopo l'abolizione della pena di morte sancita nel Granducato di Toscana, l'Italia è, sì, tornata al Feudalesimo, ma senza le Arti di allora, senza la sagacia del mondo del lavoro di allora, senza l'antico principio secondo cui era un onore valorizzare il talento altrui.

Si dice in queste ore che il Popolo Viola si stia mobilitando di nuovo. Lo conosciamo il Popolo Viola. Vi notiamo, qua e là, un'aria, anzi, una arietta da "happening" d'una volta, ma senza la magnifica musica d'una volta, senza la meravigliosa moda d'una volta. Il Popolo Viola s'accontenta d'esibirsi nelle strade e nelle piazze, tutto comincia a finisce lì, con baci, abbracci, spiritosaggini varie, slogan, slogan che però non mostrano nessuna efficacia, nessuna originalità. Il Popolo Viola è animato da grandi sentimenti, ma il suo encefalogramma è piatto. Il Popolo Viola è figlio della "civiltà del tempo libero"... Anche la protesta rientra nel "tempo libero"... Non ci sono speranze.

Il Partito Democratico mercoledì scorso non ha voluto partecipare alla votazione sul ddl delle intercettazioni. Non lo ha voluto per poter così esprimere il proprio dissenso... Bella schiera di novelli aventiniani... Il bacillo dell'Aventino, come vedete, è ancora in vita e pare che goda di una certa salute. Non che non ci sono più speranze.

Un requiem per l'Italia. Una prece... Ma noi dall'Italia mai ce ne andremo. Non ci piace il fuoriuscitismo...