“La bocca del lupo” di Pietro Marcello/La dignità e il coraggio dei vinti

di Liliana Rosano

Enzo (Vincenzo Motta), emigrato siciliano a Genova, torna a casa  dopo 17 anni trascorsi in carcere dove ha conosciuto Mary (Mary Monaco), un transessuale che è diventata la compagna di una vita..

Mary in strada ed Enzo in carcere si sono aspettati e voluti sin dal tempo del loro incontro dietro le sbarre, quando ancora si mandavano messaggi muti. Una casetta in campagna sopra la città e il suo mare, resta il loro sogno. Enzo scende al volo da un treno in una livida città portuale. Attraverso il dedalo delle strade scorre il racconto di una vita che si chiude con un dialogo tra i due davanti alla telecamera. Un dialogo che testimonia la durezza della vita per gli emarginati ma anche la bellezza dei sentimenti veri.
A metà tra un documentario e una fiction Pietro Marcello, che con questo film ha vinto lo scorso festival del cinema di Torino e due premi a Berlino, dipinge un'umanità di vinti che conserva una propria dignità e coraggio. E lo fa con un linguaggio unico: quello di mettere insieme immagini di vecchi cineamatori, di seguire la narrazione con un ritmo ora metafisico ora neorealista, ricorrendo a citazioni pasoliniane ( specialmente nell'uso delle musiche di Buxtehude).

Drammatico e intenso, il film è un piccolo capolavoro del cinema italiano.
 
La Bocca del Lupo di Pietro Marcello- Lunedì 7 Giugno 6:20