Libera

La caduta degli dei

di Elisabetta de Dominis

SIamo ritornati al tempo degli dei. Non solo in Grecia ma, a quanto sembra, anche in Italia. Perché dovremo fare sacrifici ma, come abbiamo già capito, li faranno tutti meno gli dei. Infatti i sacrifici si fanno per gli dei.
Siccome gli dei, al giorno d'oggi, stanno in terra e sono quelli che Berlusconi capeggia e che volgarmente ha chiamato gerarchi (perché lui vorrebbe avere il potere assoluto di Mussolini), non serve fare l'attacco al cielo, basterebbe buttarli giù dal piedestallo. Lo Zeus nostrano con il suo Olimpo di libertà sta già perdendo quota nei sondaggi, perché la gente non ama gli dei che non fanno i miracoli. E il Nostro li ha promessi per troppo tempo. Tant'è che ha fatto dare a Letta l'annuncio che ci aspettano sacrifici, mentre lui ha continuato a dirsi ottimista. Ovvio, per uno che sostiene che la sua ex-moglie saprà risparmiare ricevendo da lui - solo - 300 mila euro al mese.
Il popolo della libertà sta cominciando a capire che la libertà è di Berlusconi e degli dei che a lui gerarchicamente dipendono. Emma Marcegaglia ha rifiutato la proposta di entrare nell'Olimpo come ministra delle attività produttive, probabilmente perché non ha voglia di perdere la sua libertà come presidente di Confindustria. E non ha bisogno di innamorarsi di Berlusconi perché un posto al sole ce l'ha già. Va be' che le ha offerto di stare al suo fianco, ma gli dei, si sa, sono sempre stati maschilisti: hanno preso il potere prima affiancando la Grande Dea, che era l'unica divinità, come amanti, mariti, fratelli, e poi esautorandola.
Ecco la proposta indecente per Marci:
 "Come vedreste Emma Marcegaglia di fianco al presidente del Consiglio per dargli una mano come ministro delle attività produttive? Chi dice di sì alzi la mano. Nessuno alza la mano? E allora non potete più prendervela con il governo. Noi siamo dei poveracci che hanno ereditato una situazione di decenni precedenti, governi che dall'82 al ‘90 hanno moltiplicato il debito pubblico".
A parte che il Nostro ha governato 5 anni, con un intervallo di 2 anni, e adesso è al governo da altri 2, quando decise di candidarsi sapeva benissimo che avevamo un alto debito pubblico. Ma a lui interessava ridurre quello privato. Il suo. E così è stato. Non risulta invece che sia sceso quello del Paese.
Sembrava di guardare una di quelle demenziali trasmissioni televisive, dove affiora tutta l'ignoranza degli italiani e, forse, il premier avrebbe preferito che i convenuti stessero al gioco. Non ha capito che non era né il luogo né il momento per scherzare. Si parlava di lavoro normale, non di comparsate in tv di gente che non sa fare niente se non raccontarla come lui.
Ma che ha detto la Marcegaglia? Tutto e niente. Ha dato "pieno sostegno alla linea di rigore", ma era tutta imbronciata e ha fatto al Nostro la ramanzina: "Il governo deve assumere decisioni all'altezza dei problemi... si chiuderebbe nell'insuccesso la grande politica del fare... Incontriamoci subito: diamoci l'obiettivo di una grande intesa per la crescita entro l'estate".
Ma troveranno il tempo o ci accadrà qualche altro scandalo nazionale che farà perdere di vista l'obiettivo? Considerando che l'estate è domani, quando tutto si fermerà per le meritate vacanze. La piccola borghesia (ossia il nuovo proletariato) che era usa fare le vacanze in Grecia, resterà a casa a far musina per pagare i debiti della Grecia (se no come potrebbe dare lo Stato italiano il suo contributo?). La grande borghesia, invece, sta già volando in Grecia ad acquistare immobili in svendita. Poi ci sarà chi - parliamo di dei - trascorrerà le vacanze a casa Berlusconi, chi in barca. Intanto lo yacht Force Blue di Briatore è stato sequestrato, perché avrebbe evaso 4 milioni di euro di Iva, e l'imbarcazione di 63 metri dovrebbe essere destinata alla lotta per il contrabbando oppure per scopi sociali o ambientali. Suggerisco lo scopo sociale: caricare tutti gli dei su Force Blue e fare volta verso Terranova, visto che è un rompighiaccio: o la va o la spacca. Magari ci liberiamo di tutta l'Olympic Class. Poi la rivedremo al cinema: Titanic 2.  E, siccome siamo teneri di cuore, verseremo pure qualche lacrimuccia.
(Che coincidenza: Olympic Class era il nome della compagnia britannica del Titanic).