Le relazioni tra uomini e ragazzi nell’antica Grecia

di Chiara Benni

Un tuffo nell'antica Grecia martedì alla Casa Italiana Zerilli Marimò della Nyu per la presentazione del libro "Images of Ancient Greek Pederasty" della professoressa Eva Cantarella e del professor Andrew Lear. I due illustri hanno spiegato quello che è lo studio del libro: la relazione socialmente riconosciuta tra un adulto ed un ragazzo ai tempi della Grecia tra il 6° e il 4° secolo a.C.
In questa relazione si definiva erastes l'uomo adulto ed eromenos il ragazzo. Tale relazione, pur essendo a sfondo erotico-sessuale, si arricchiva tuttavia di molteplici aspetti relazionali e di contenuti pedagogici. L'erastes infatti insegnava all'eromenos, il fanciullo amato, il senso civico, la cultura e l'amore. In cambio, egli si aspettava dall'eromenos gioia e piacere fisico. In ogni caso, secondo la morale sessuale greca, l'eromenos non doveva concedersi subito all'erastes, ma importante era il corteggiamento attuato dall'erastes nei suoi confronti, come appunto raffigurano vasi e coppe dell'epoca classica nel libro prese a testimonianza di questo fenomeno sociale.

L'erastes inoltre doveva prendersi cura dell'eromenos, anche con denaro o proteggendolo politicamente. L'età dei ragazzi era compresa tra i 12 e i 13 anni che se per la nostra società potrebbe essere considerata pedofilia, per quei tempi non lo era affatto. Infatti le ragazze si sposavano tra i 12 e i 14 anni. Altra cosa interessante è che a livello sociale questa relazione era considerata un' iniziazione per il ragazzo, quindi non potevi esimerti dall'averne una. Tutto quello che ti era concesso era rifiutare la corte di qualcuno per poi eventualmente accettare quella di qualcun altro, ma il rifiuto totale della pratica non era possibile. Senza iniziazione non si diventava adulti. A livello sessuale poi il ragazzo era passivo, e solo al termine della relazione, quindi quando non era più un ragazzo ma diventava adulto, poteva cominciare a giocare un ruolo attivo. Più o meno la relazione finiva quando il ragazzo compiva i 18 anni.

Andrew Lear ci ha poi illustrato la serie di immagini iconografiche dei vasi dell'epoca, analizzate e prese come fonte a conferma di questa dinamica sociale. Le immagini in questione ritraggono il momento del corteggiamento di questa relazione e raffigurano l'erastes (adulto) mentre porta doni come galli da combattimento o conigli all'eromenos, il ragazzo. In queste immagini la figura del ragazzo è riconoscibile perchè privo di peli e/o barba - dalle fonti scritte prese in esame nel libro trapela infatti che la crescita del pelo era vista come indiscutibile segno di crescita del ragazzo e di passaggio all'età adulta. Andrew ci spiegava appunto che la pratica del corteggiamento prevedeva che ci fosse uno scambio: l'adulto che per primo dona beni materiali, il ragazzo che se accetta si concede sessualmente. In tutti i vasi ritrovati i ragazzi raffigurati sono sempre belli e con corpi statuari, perchè così erano visti dalla società: bei corpi da conquistare, formare, istruire, condurre alla maggiore età. Non è ben chiaro cosa fosse previsto per i ragazzi che nascevano brutti, forse semplicemente erano gli ultimi ad essere scelti e corteggiati.