PRIMO PIANO/DOCUMENTARI/Festival dei Popoli di casa a NY

di Samira Leglib

Dal 26 al 30 Maggio torna, con cinque giornate d'intensa programmazione, la terza edizione del New York Documentary Film Festival. Parte ormai integrante del Festival dei Popoli, il più antico festival internazionale del documentario che venne istituito a Firenze nel 1959, l'edizione newyorkese si assume il compito di esportare un estratto della ricca collezione di pellicole d'archivio (oltre 50.000 titoli) contribuendo così a perseguire l'obiettivo del progenitore italiano nella promozione e studio del documentario a indirizzo sociale.

Dopo una prima edizione a Staten Island, il New York Documentary Film Festival s'insedia a Manhattan presso l'Anthology Film Archives che anche quest'anno si riconferma sede ottimale. Lo dice pure Francesco Fadda, Vice Presidente della Fitzgerald Foundation of Florence, la fondazione che si prende cura di far attraversare l'oceano al festival: «Con questa edizione confermiamo Manhattan e la partenship con l'Anthology Film Archives che si è rivelata sede ideale per il Festival dei Popoli proprio per la combinazione di intenti dei due partner che oltre al cinema fanno anche archivio. Confermate anche le partenship con la New York Women in Film & Television e la PGA-Producers Guild of America».

In occasione della prima serata, mercoledì 26, il festival aprirà con TRIBUTO A GIANFRANCO ROSI per la premiere americana de Below Sea Level (2008) presentato in concorso alla 65esima Mostra del Cinema di Venezia. Il documentario di Rosi si cala nella quotidianità di una comune che vive ai confini della società, accampata in una base militare dismessa a 250 km a Sud-Est di Los Angeles a 40 metri sotto il livello del mare. Sei personaggi -dubito in cerca di autore- che per quattro anni Rosi ha seguito con la sua telecamera là dove la società li ha spinti per non vederli. È illegale dormire all'aria aperta in LA, dice uno. È ancora illegale trasferirsi sulle montagne se non hai una casa da qualche altra parte. E allora non resta che il deserto a raccogliere quel che vi è di restante delle vite di veterani, medici, parrucchiere che per una ragione o per un'altra -ma per una scelta di fondo- tornano allo stato hippie.

Sean Penn propone un ritratto della medesima comunità nel suo Into the Wild, ma Rosi è forse il primo a coglierne i sapori reali, meno romanzati e "country folk", per cui arriva intatta l'assenza di tutto quello a cui la società moderna ci ha abituati, comprese le persone. Ottima la fotografia firmata dallo stesso Rosi. Pluripremiato a livello internazionale, il documentario riceve a Venezia il premio come miglior documentario. «Abbiamo scelto di aprire questa edizione con Rosi -spiega sempre Fadda- perché volevamo alternare un regista italiano dopo che l'anno scorso abbiamo avuto Albert Maysles. Il film di Rosi è uno spaccato degli Stati Uniti diverso dal solito visto con gli occhi di un regista italiano».

Il New York Documentary Film Festival proseguirà poi con altre tre sezioni per un totale di 18 film documentari che ritraggono la realtà e la storia così come filtrata dall'estetica di registi unici fra loro.
La retrospettiva THE FEELING OF BEING THERE (1958-1965): Sette anni di cinema documentario, è un entusiasmante viaggio attraverso le forze creative che hanno lasciato un segno nel cinema documentario moderno in un periodo di grande fervore che, non ha caso, corrisponde anche alla nascita del Festival dei Popoli. In questa sezione saranno proiettati 11 cortometraggi che portano le firme di registi leggendari quali: Robert Frank, D. A. Pennebacker, John Schlesinger, Ivars Kraulîtis, Joyce Chopra, Richard Leacock, Joris Ivens, Agnès Varda, Michel Brault, Gilles Groulx, Cecilia Mangini e Sandro Franchina. Il programma è parte della medesima retrospettiva proiettata a Firenze nell'ultima edizione del festival e sarà presentato il 28 Maggio dalla Producers Guild of America.

ITALIAN CHRONICLES - Focus on ALESSANDRO ROSSETTO mediante la proiezione dei documentari Feltrinelli (2006), Bibione Bye Bye One (1999), Closing Down (2001) e Fire of Naples (1996). Nel primo dei quattro film Rossetto dipinge un inedito ritratto dell'editore Giangiacomo Feltrinelli, dei suoi ideali e dell'impegno politico che lo portò alla morte saltando in aria sotto un traliccio nelle campagne di Segrate nel Marzo del 1972. Preziosi gli inserti con filmati d'epoca come l'incontro con Castro che alla presenza di Feltrinelli enuncia la ricetta delle lasagne. Anacronistico nel suo andamento, è efficace nel riportarci il senso di un'Italia (forse) perduta e di un passaggio generazionale che lo scrittore Giorgio Bocca -che vediamo in un momento del film- sa ben sottolineare. Il documentario fu originariamente commissionato da Carlo Feltrinelli, figlio di Giangiacomo, che però in seguito cercò di boicottarne la diffusione su territorio nazionale.  

La New York Women in Film e Television presenta come sezione speciale due film della regista ENRICA COLUSSO: Life After Life (1995) e ABC Colombia (2006) dove la regista esplora la realtà di una scuola colombiana i cui studenti talvolta sono costretti a scegliere tra imparare a leggere e scrivere o raccogliere foglie di cocaina che frutteranno 100-200 pesos. Più vicino al documentario classico rispetto alle forme autoriali di Rossetto e Rosi, la Colusso ci fa conoscere una zona della Colombia controllata dai paramilitari da una parte e in balìa delle guerrilas dall'altra.

Giovedì 27 il festival ospiterà una tavola rotonda insieme ai registi Gianfranco Rosi, Alessandro Rossetto e Enrica Colusso presso il Calandra Institute della Cuny: «Quest'anno -aggiunge Fadda- oltre al tempo dedicato al Q&A dopo la visione dei film, abbiamo voluto riservare al pubblico e in particolare agli studenti di cinema interessati all'Italia, la possibilità di conoscere i registi».
Programma:

(Le proiezioni dei film avranno luogo presso l'Anthology Film Archives, 32 Second Avenue. Biglietti disponibili al botteghino, 9$).

Mercoledì 26
Inaugurazione del Festival e Tributo a Gianfranco Rosi con la proiezione del film Below the Sea Level alle 6.30pm.).

Giovedì 27
Tavola rotonda con Gianfranco Rosi, Alessandro Rossetto e Enrica Colussi moderata da Tanja Meding alle 4.30pm presso il Calandra Institute (25 west 43rd Street, 17th floor).
Italian Chronicles: Bibione Bye Bye One (Italy/Germany, 1999) di Alessandro Rossetto alle 6.30pm presso l'Anthology Film Archives. Il regista sarà presente in sala.
Proiezione del film ABC Colombia (Italy/France, 2006) di Enrica Colusso alla presenza della regista alle 8.30pm.

Venerdì 28
Presentazione della retrospettiva The Feeling of Being There con i film: A Happy Mother's Day di Joyce Chopra e Richard Leacock (USA, 1965, 26'), Pull My Daisy di Robert Frank e Alfred Leslie (USA, 1959, 30') e Terminus di John Schlesinger (UK, 1961, 33').
Alle 8.30pm per la sezione Italian Chronicles proiezione del film Feltrinelli (Italy/Switzerland/Germany/France 2006, 81') alla presenza del regista Alessandro Rossetto.

Sabato 29
Life after Life (Italy, 1995, 93') di Enrica Colusso alle 6.30pm.
Dalle 8.30pm per la retrospettiva The Feeling of Being There saranno proiettati i corti: Lambert & Co. di DA Pennebaker (USA, 15'), The Snowshoers, di Michel Brault e Gilles Groulx (Canada, 1958, 19'), La canta delle marane di Cecilia Mangini (Italy, 1961, 10'), A Valparaiso di Joris Ivens (Chile/France, 1962, 28'), Salut les Cubains di Agnès Varda (France/Cuba, 1963, 30'), The White Bells di Ivars Kraulîtis (Latvia, 1961,20').

Domenica 30
Alle 6.30pm Italian Chronicles con Closing Down (Italy/Germany/Finland/UK 2001) di Alessandro Rossetto che sarà presente in sala.
Dalle 8.30pm, all'interno della retrospettiva The Feeling of Being There, proiezione dei cortometraggi: La casa delle vedove di Gian Vittorio Baldi (Italy, 1960, 13'), Collage di Piazza del Popolo di Sandro Franchina (Italy, 1960, 12') e Fire of Naples di Alessandro Rossetto (Italy, 1996, 58').  

Per maggiori informazioni sui film visitare il sito www.nydff.org.