SPECIALE/EVENTI/Casa Sicilia, secondo atto

di Liliana Rosano

Quando fu inaugurata per la prima volta nella sua sfarzosa e prestigiosa sede dell'Empire State Building, "Casa Sicilia" New York, cosi come in altre sedi del mondo, venne ribattezzata "Empire State of Cuffaro", a voler sottolineare la politica della Regione siciliana, sotto l'egida dell'allora presidente Salvatore Cuffaro, di utilizzare "Casa Sicilia" come sedi di sperpero di denaro pubblico e privato piuttosto che di promozione del turismo e di commercializzazione delle imprese.
Con questa sorta di "Spada di Damocle" alle spalle e di consapevolezza che la sfida è ardua e l'impresa difficile, nasce la nuova sede di "Casa Sicilia" a New York, che ha affittato una piccola stanza all'interno di una società di pubbliche relazioni americana in un palazzo sulla 34 esima strada, quasi a voler ribadire la sobrietà e il rigore di questo nuovo inizio.

A farsi carico e ad accogliere con entusiasmo questa sfida, l'associazione privata "I Diplomatici" di Catania, con Claudio Corbino come presidente e Maurizio Caserta, ordinario di Economia pubblica e internazionale presso l'Università di Catania, come gestore di Casa Sicilia.
Corbino ci tiene a precisare subito che il nuovo progetto  si vuole distinguere dalla precedente gestione sia nel metodo che negli obiettivi.
"Non più promozione di sagre e di prodotti all'estero, cosi come un po' è avvenuto in passato, oggi Casa Sicilia ha tre obiettivi principali, dice Corbino: fornire percorsi di studio che favoriscano la mobilità internazionale degli studenti siciliani, creare uno sportello di consulenza per le imprese siciliane interessate al mercato americano e per quelle americane interessate al mercato siciliano, dare vita ad un'agenzia per lo sviluppo del turismo siciliano a New York con particolare riferimento alla comunità italo-americana. Quanto al metodo- continua Claudio Corbino, imminente sarà la costituzione di un Comitato di saggi e garanti per mettere in evidenza la trasparenza e la credibilità di questo progetto".

La legge regionale del 26 marzo 2002 n.2 ha istituito Casa Sicilia a Parigi, Sofia, Tunisi, Montreal, Zurigo e addirittura in Cina a Quingdao, prevedendo un contributo una tantum per lo start up iniziale.
Se dal 2003 al 2009 il finanziamento alle Case Sicilia ammontava a 657.296,00 euro di cui 50.000,00 euro in via di erogazione, mentre la quota prevista nel bilancio 2009 era di 150 mila euro, Corbino  assicura che ad oggi la Regione non ha sborsato un euro per la nuova sede appena inaugurata e che si tratta di un investimento privato che da la possibilità ai giovani ragazzi siciliani di fare parte della gestione della sede di New York attraverso un tirocinio formativo di tre mesi.

C'è però un progetto futuro a cui la Regione crede in maniera particolare e su cui vuole investire. Si tratta di dare la possibilità agli studenti siciliani che si apprestano a concludere il diploma di conseguire la certificazione linguistica per la lingua inglese negli Stati Uniti con un periodo di studio attraverso i voucher formativi che la Regione vuole mettere a disposizione.

"Nel passato la politica estera ha puntato sulla commercializzazione delle imprese siciliane all'estero con Casa Sicilia, ha sottolineato Maurizio Caserta, oggi vogliamo invece puntare sulla formazione e sul futuro dei giovani. Un cambio di rotta che fa leva sulle nuove generazioni e sul capitale umano. Vogliamo dare ai giovani siciliani la possibilità di colmare alcuni gap attraverso l'esperienza della mobilità all'estero e del confronto con il mercato americano, un mercato che non ammette malfunzionamenti e corruzioni".

Casa Sicilia ha anche avviato una partnership con la FIAO (Federation Italian-American Organization) il cui presidente Jack Spatola, presente all'inaugurazione, ha più volte insistito sull'importanza di estendere il progetto Casa Sicilia e di integrarlo all'interno della comunità italo-americana.

"E sulle "vivaci" gestioni che in passato hanno caratterizzato alcune sedi di Casa Sicilia (quella di Parigi  si è trovata con un buco nel bilancio di 400 mila euro, sulla quale è in corso una verifica da parte della Regione e un parere dell'Ufficio Legislativo e Legale, quella di Buenos Aires che ha già chiuso i battenti qualche anno addietro) Corbino esprime il suo parere:  il nostro rischio più grande, oltre che nei risultati  sta nella nostra credibilità. La struttura associativa di Casa Sicilia New York e il coinvolgimento dei giovani segna un cambio di rotta, speriamo e crediamo a nostro favore".