Che si dice in Italia

Senza alcun ritegno

di Gabriella Patti

tipendi ancora più alti per i parlamentari italiani? Ma come? Il Paese è in crisi, i posti di lavoro svaniscono nel nulla, i giovani sono sempre più precari e demoralizzati - per non parlar dei cinquantenni licenziati e senza alcun speranza di trovare un altro posto, lo stesso presidente della Camera, il sempre più attento Gianfranco Fini, protesta perché i deputati non ci sono mai ai lavori parlamentari, sì insomma: sono dei lavativi che rubano il loro cautissimo compenso. E c'è un senatore, Giorgio Clelio Stracquadanio, berlusconiano di ferro, che chiede un aumento del compenso per tutti i suoi colleghi? Questa non la capisco proprio. E, di sicuro, non fa bene alla sempre più traballante immagine del partito di governo.
PRIME PROVE DI FEDERALISMO. Bene. In fondo anche in altri paesi avanzati, tante risorse territoriali - fiumi, immobili eccetera - sono sotto la gestione delle amministrazioni locali sgravando lo Stato centrale dall'impegno. Giusto, quindi. Ma allora com'è che, in fondo alla mia mente sospettosa, si agita un pensiero inquieto. Il patrimonio complessivo che viene dismesso e cambia "padrone" si aggira sui 3,2 miliardi di euro: una cifra considerevole. Siamo proprio sicuri che le Regioni-  che, diciamolo, non tutte hanno dato buona prova in questi decenni da quando sono state costituite - siano i soggetti giusti per gestire questo ben di Dio? Che, visto che siamo in Italia, paese bellissimo e ricchissimo di bellezze naturali e architettoniche, è davvero un ben di Dio. Sarò la solita scettica ma qualche dubbio ce l'ho. Anche perché, nel caso di beni che si trovano in un territorio in comune tra due Regioni, saranno le due differenti amministrazioni locali a doversi mettere d'accordo. Due amministrazioni che si mettono d'accordo nella patria della burocrazia. La vedo grigia. Ma voglio essere fiduciosa e ottimista.
   QUALE CHE SARA' LA SENTENZA finale sulla vicenda della caserma Diaz - dopo quella d'appello che, ribaltando il primo verdetto, ha stabilito che i poliziotti coinvolti si sono macchiati di inaudite e gratuite violenze nei confronti di inermi manifestanti no-global al G8 di Genova del 2001 - un fatto è certo: forse la Cassazione ribalterà ulteriormente il giudizio e gli agenti verranno assolti, ma la Polizia, in quanto istituzione a difesa dei cittadini, ne esce danneggiata. Comunque e per sempre.
   POLEMICHE CAMPANILISTICHE per la scelta sulla città italiana a candidare come sede delle Olimpiadi 2020. Roma l'ha spuntata su Venezia. E i veneti, e in genere quelli del Nord, l'hanno presa male. Non ho la competenza per valutare quale sarebbe stata la scelta migliore. Da cittadina e da turista che vive a Roma ma ama Venezia e ogni volta che ci va ne resta estasiata, mi viene banalmente da pensare che l'impatto ambientale sulla città lagunare, già al limite e oltre della propria ecosostenibilità, sarebbe stato devastante. Ma forse sbaglio. Peraltro, ritengo che le altre candidature che si vanno profilando - prima fra tutte quelle di Istanbul: la Turchia, paese sempre più emergente, va gratificata e compensata per il continuo rifiuto alla richiesta di entrare nell'Unione Europea - finiranno per prevalere su quella italiana. Vedremo se ho ragione.
   ITALIANS DO IT BETTER. Lo sapevamo. Questo però è il titolo della bella mostra che apre a Milano, ed è arrivata alla seconda edizione. Edifici avveniristici di studi architettonici noti a livello internazionale: dalla Torre per i giochi olimpici del 2012 a Londra, all'Expo di Shangai. E a proposito di Expo: quello di Milano, non datemi della perenne scontenta, li vedo proprio male: il 2015 è dietro l'angolo ma di progetti seri e validi non ne vedo. E' curioso, ma è davvero il caso di dire che nessuno è profeta in patria. Perché non prendere alcuni di questi progetti, presentati tra l'altro proprio a Milano, e usarli per la manifestazione del 2015?