La “resurrezione” di Francesco de Mura

di Martina Margoni

Il professor Arthur R. Blumenthal è un appassionato ed esperto di Francesco de Mura e grazie al coinvolgente entusiasmo profuso nella sia presentazione, é riuscito, in meno di due ore, a far innamorare di de Mura il pubblico che, mercoledì 12 maggio, ha assistito, presso l'Istituto Italiano di Cultura di New York, alla conferenza sul pittore napoletano. Tra i partecipanti all'evento anche la Contessa Maria Grazia Leonetti, ex governatore di Pio Monte della Misericordia a Napoli e da sempre impegnata nelle promozione e salvaguardia dei tesori artistici custoditi nella città partenopea e l'attore Federico Castelluccio, estimatore del compaesano de Mura, collezionista d'arte e a sua volta pittore.

Il Professor Blumenthal, fondatore della Loving Art Parternship e direttore emerito del Cornell Fine Arts Museum a Winter Park in Florida, ha presentato de Mura attraverso un excursus multimediale delle sue principali opere, oggi custodite in alcuni importanti musei nordamericani.
La poca conoscenza e le scarse informazioni che abbiamo quest'oggi su de Mura non rendono certo giustizia alla bravura ed abilitá dell'artista napoletano. Ai sui tempi, 1696-1782, il de Mura era, infatti, considerato uno dei principali esponenti della scuola napoletana nonché favorito del Re Carlo di Borbone. Formatosi nella bottega di Francesco Solimena (1657-1747) vi rimase per più di vent'anni e l'influenza barocca del Maestro é riscontrabile nelle sue prime opere. Quando si rese finalmente indipendente dallo studio di Solimena e cominciò a realizzare commissioni in proprio, il suo stile ebbe un'evoluzione, differenziandosi notevolmente da quello del Maestro. Le composizioni divennero più eleganti e raffinate ed i colori chiari ma contemporaneamente brillanti si distinsero da quelli piú scuri e tetri usati dal Solimena. De Mura venne, inoltre, molto influenzato anche dall'amata Napoli e dal suo ambiente artistico e culturale. La vivacità e caoticità partenopea si ritrovano nel movimento e nel colore impressi nelle sue opere: le figure sono sinuose e non statiche, gli sfondi, ricchi di particolari ed elementi architettonici, ricordano le rovine romane e ricorrenti sono i richiami ad alcune figure tipiche del presepio.

De Mura fu un pittore molto prolifico; gli affreschi di carattere religioso possono essere ammirati nelle principali Chiese campane come quella della Nuziatella, la Chiesa di Santa Chiara o la Certosa di San Martino, mentre gli affreschi laici si trovano nei palazzi reali di Torino e Napoli. La commissione per la reggia piemontese di Re Carlo Emanuele III fu l'unica opera che l'artista realizzò al di fuori dei confini del Regno di Napoli e di Sicilia. Molti disegni, bozzetti e dipinti sono, inoltre, custoditi presso il palazzo di Pio Monte della Misericordia e nei principali musei europei e del Nuovo Mondo, tra cui il Metropolitan Museum di New York, la Art Gallery of Ontario di Toronto,  il Boston Museum of Fine Arts, l'Art Institute of Chicago e molti altri.

Ma come si spiega la presenza di de Mura oltreoceano e perché questo artista non é ricordato come meriterebbe? Per rispondere alla prima domanda basta dire che, alla sua morte, il de Mura donò gran parte delle sue opere all'istituzione benefica Pio Monte della Misericordia. Da lí molte vennero comprate da collezionisti e mercanti d'oltreoceano durante i loro viaggi a Napoli, all'epoca uno dei principali porti europei nonché centro culturale e commerciale molto vivace, causando cosí una sorta di diaspora della sua arte. Per quanto riguarda il secondo quesito, De Mura ebbe la sfortuna da una parte, di essere oscurato dal  Maestro Solimena, che visse più di 90 anni e dall'altra di essere uno degli ultimi esponenti di due secoli di Barocco-Rococó. Nonostante, infatti, nelle sue opere si intraveda già qualche segno di Neo-Classicismo, alla fine del '700 la sua arte venne considerata antiquata e fuori moda e perciò fu presto dimenticato. Inoltre, molte delle sue opere, come gli affreschi nell'abbazia di Monte Cassino, vennero distrutte dai bombardamenti della II guerra mondiale. Infine, la sua fama fu legata quasi esclusivamente al regno di Napoli, che non abbandonò mai se non per recarsi a Torino dal Re Carlo Emanuele III.

L'obiettivo é quello di resuscitare la figura di questo incredibile artista, organizzando mostre a Napoli ed in America dedicate interamente a lui. La Contessa Leonetti, il Professor Blumenthal coadiuvati da Nicola Spinosa, direttore del Museo di Napoli e David Nolta, Professore a Boston ed esperto di de Mura, sono impegnati in questo difficile ma non impossibile compito, con la speranza che de Mura torni ad essere considerato "il primo dipintore d'oggi dí", come era stato definito dai suoi compaesani alla morte di Solimena nel 1747.