SPECIALE/CONFERENZE/Il rilancio del Mediterraneo

di Jenny Bibezic

L'Italia-America Chamber of Commerce (IACC) e l'Italian Club NOVA della Columbia University operano insieme per promuovere le relazioni tra Italia e Stati Uniti nell'ambito commerciale ed adesso hanno concentrato particolare attenzione alla zona Euro-Mediterranea, che è caratterizzata dall'influenza di Paesi Terzi investitori.

Il Comitato YEX della Italia-America Chamber of Commerce (IACC) in collaborazione con l'Italian Club NOVA della Columbia University lo scorso mercoledi, 12 maggio 2010, ha organizzato una conferenza intitolata "Il Bacino del Mediterraneo. Un nuovo mercato in espansione per il terzo Millennio?" presentata dal Professore Giancarlo Elia Valori. Ad assistere alla conferenza tenuta alla Columbia University vi erano l'Ambasciatore Italiano a Washington D.C., Giulio Terzi di Sant'Agata, il Console Generale di Italia a New York, Francesco Maria Talò, accompagnati da altri delegati.
Il Professore Giancarlo Elia Valori occupa attualmente la carica di Presidente della Banca dello Sviluppo del Mediterraneo, ed è uno dei maggiori esperti nel campo delle dinamiche economiche, politiche e sociali di questa area.

Anziché concentrare l'attenzione sulle diversità culturali che caratterizzano l'area del Mediterraneo e l'importanza storica dei Paesi di questa regione, il Professore Valori ha fornito un altro tipo di analisi, rivolgendo l'attenzione sulla politica economica attuale relativa all'incremento degli scambi commerciali.
In tal modo, i giovani studenti della Columbia University che hanno preso parte al dibattito nella conferenza hanno potuto avvalersi di una nuova prospettiva, che vede il Mediterraneo come una zona di grandi possibilità di investimento per il sostenimento dello sviluppo economico.
Inoltre, con il potere di Stati Uniti nel mercato globale e il crescente sviluppo della Repubblica Popolare Cinese, il Professore Valori sostiene che "il Mediterraneo sarà l'asse della geostrategia globale futura." In quanto, lo sviluppo di questa area permetterà di sostenere l'economia dei beni di consumo della Cina, che è stata coinvolta anche nelle tematiche relative alla sicurezza (ad esempio, lo spiegamento delle forze navali in Somalia).

In altri termini, "le trattative possono basarsi su tre livelli: in primo luogo, le joint ventures tra Unione Europea e Cina nel Mediterraneo, per aprire a Pechino a basso costo di intermediazione e di trasporto il mercato Unione Europea. In secondo luogo, le azioni comuni di sostegno alla domanda dei Paesi Mediterranei, che l'Unione Europea può gestire favorendo le importazioni dei prodotti a maggiore rilievo socio-economico del Mediterraneo meridionale ed orientale. In terzo luogo, una logica strategica nuova di collaborazione tra Pechino ed i Paesi dell'Unione Europea per destrutturare i punti di insorgenza jihadista e le vecchie tensioni, ereditate dalle Guerra Fredda, che spezzano la continuità strategica e geoeconomica di tutto il bacino del Mare Nostrum."

Altresì, come ha avuto modo di ricordare, l'Ambasciatore Italiano a Washington D.C., Giulio Terzi di Sant'Agata, "gli Stati Uniti e la NATO garantiscono all'Europa stabilità e futuro" per la sicurezza delli scambi commerciali.
Fattore, altrettanto, importante è certamente la tutela di un livello accettabile di pluralismo e dello stato di diritto che dovrà avvenire attraverso la chiusura strategica multilaterale, anche con il supporto Cinese, delle sacche di tensione, sia essa etnica, jihadista, neorivoluzionaria, reazionaria.

Quindi, "l'economia del Mediterraneo è sempre una questione strategica e geo-politica," come ha aggiunto Valori citando Sun Tzu: "Tutti possono vedere le mie tattiche, nessuno puo con