IL FUORIUSCITO/Soldi dall’Europa? Attenti a quelli.

di Franco Pantarelli

Sembrava un po' il classico gioco: "C'è una notizia buona e una cattiva, quale vuoi prima?", quando sull'Italia sono state diffuse, giorni fa, due notizie quasi in contemporanea. La prima era la diffusione pubblica della "lista", che non né quella gloriosa di Schindler, né quella mostruosa della P2: era molto più tristemente la lista delle 370 persone che hanno avuto le proprie case "ristrutturate" dall'impresa di Diego Anemone, quella che ha fatto lavori pubblici di grande portata senza passare per le regolari licitazioni che servono a garantire la trasparenza. I 370 nomi appartengono tutti a quella che una volta si chiamava "classe dirigente" e che ora consiste per lo più in un insieme di personaggi il cui merito più consistente è quello di avere lisciato il pelo - in vario modo - a Berlusconi, il che li ha fatti sedere su poltrone ministeriali o comunque di potere. Di qui il sospetto - data la caratteristica "imprenditoriale" di Anemone - che quelle ristrutturazioni abbiano rappresentato il suo "grazie" a chi gli aveva consentito, violando la legge, di aggirare le licitazioni.

E' chiaro che non tutti i 370 sono stati corrotti (anzi alcuni sono subito usciti allo scoperto per spiegare pubblicamente i rapporti che hanno avuto con l'impresa di Anemone), ma è chiaro anche che bisogna verificare per benino che i lavori fatti dall'impresa di Anemone siano stati pagati, che le regolari fatture siano state compilate e insomma che la legge sia stata rispettata. Alla fine di questo controllo, tutti si aspettano che una certa parte di quei 370 resterà nella rete e che di consenguenza il governo si ritroverà a "perdere i pezzi" come quello stupendo personaggio cantato da Giorgio Gaber. Ricordate? "Perdo i pezzi ma non è per colpa mia/se una cosa non la usi non funziona/ma che vuoto se un ginocchio ti va via/che tristezza se un'ascella ti abbandona". "Che rimpianto per quel femore stupendo/ero lì che lo guardavo mogio mogio/poi dal treno ho perso un braccio salutando/mi dispiace che ci avevo l'orologio".

Nel caso del governo Berlusconi un pezzo è stato giá perduto, come si sa. Il suo nome è Claudio Scajola. Sarà un ginocchio o un femore? Di sicuro è l'ex (ormai) ministro dello Sviluppo Economico e autore della più originale versione del "complotto politico" che sia mai stata inventata. La sua originalità sta nel fatto che il complotto, secondo le stesse parole di Scajola, è consistito nel vendergli una casa per un milione e mezzo di euro facendogli pagare solo 600.000 euro. E gli altri 900.000?  Scajola sta ancora cercando il mascalzone che li ha sborsati. Ma potete giurare che appena lo troverà gli spaccherà il muso per punirlo di essersi comportato così perversamente. Pensate, la sua malvagità è arrivata al punto di sborsare una somma di quasi un milione di euro per comprare la casa a un galantuomo come l'ex (ormai) ministro, e senza neanche dirglielo, manco fosse un innamorato timido.

Lui si è dimesso soprattutto "per difendermi", ha spiegato, ed ha subito fissato un appuntamento con i magistrati inquirenti per raccontare loro tutto ciò che sa, in quanto "persona informata dei fatti". Ma ancora una volta la sorte ha continuato ad accanirsi contro di lui costringendolo a cancellare, all'ultimo momento, l'appuntamento con i magistrati, che hanno accettato in virtù della grande differenza esistente fra l'indagato e il testimone. L'indagato è "convocato", il testimone si offre. L'indagato può avvalersi della facoltà di non rispondere, il testimone no. Se l'indagato mente, ha il diritto di farlo; se il testimone mente, compie un reato. Una di queste ragioni hanno fatto scappare Scajola.

Ma indovinate voi quale, perché io ora devo raccontare la seconda notizia che avevo annunciato all'inizio.  Eccola. Il Cipe, che sarebbe il Comitato interministeriale per la programazione economica, ha stanziato 17 miliardi di euro per finanziare grandi opere pubbliche. E' una buona notizia per quelle infrastrutture (ferrovie, strade, ponti, ecc.) che sono state troppo a lungo trascurate, ed è una buona notizia anche perché ci sarà lavoro per qualche migliaio di persone, che potranno spendere e dare vita a un "indotto" capace di far girare un po' l'asfittica economia italiana. Ma alla lunce della prima notizia, quella della "lista", c'è da tremare pensando a come verranno scelte le imprese a cui far svolgere i lavori previsti che frutteranno 17 miliardi di euro.
Speriamo che quelli che ancora resistono al fetore che emana dall'Italia, si organizzino e tengano gli occhi bene aperti.