Libera

Piove sui ladri di polli

di Elisabetta de Dominis

Piove: governo ladro. Proprio, non ne possiamo più della pioggia che non smette da mesi: ci sarà un nesso con le presunte ruberie di certi uomini al governo? Finalmente se ne è accorto anche il premier che "troppi si sono arricchiti alle mie spalle... alla stregua di ladri di polli". Ma Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, li difende, sostenendo che "prima vengono offerti in pasto elenchi di nomi,  poi chissà quando verranno fatte le indagini. Bisogna smetterla con la macelleria mediatico- giudiziaria. Persone per bene vengono sbattute in prima pagina come fossero dei mostri..." No, solo dei porci. Il povero Berlusconi non si capacita che certi politici abbiano come unica mira quella di arricchirsi, benché non guadagnino poco e godano di molti benefit.

Ma, caro presidente, non capisce che lei, accordandogli la sua fiducia, ha fatto crescere il loro ego smodatamente e si sono convinti di meritarsi il suo stesso tenore di vita? E' stato troppo buono, li ha trattati da pari purché le ubbidissero, facendoli desinare alla sua tavola come vidi fare un suo deputato con il proprio cane. Lei ha tuonato: "Non vi difendo più", ma non sa che il padrone è responsabile di quello che commette il suo cane come un buon padre di famiglia? Se poi vogliamo considerarli dei porci, beh non resta che macellarli. Sperando che almeno siano buoni da mangiare. Ci sono tanti italiani da sfamare... e, se non vuole che si rivoltino, è meglio, come dice lei,  "licenziare chi ha sbagliato". Subito. Eppoi faccia tacere gente come Scajola che ogni parola che dice le fa perdere consensi. L'ultima: "Ho promesso a me stesso di non parlare di questa faccenda", era meglio che lo prometteva a lei. Ha pure aggiunto: "Ho bisogno di riposarmi per un po' ". L'ha abituato troppo bene, come i cani di un mio amico che, per spostarsi nel parco, si fanno portare sul carro della jeep. Risultato: sono obesi e citrulli, perché mangiano e basta.

Voglio dire che i cani vanno trattati da cani se si vuole che non combinino guai. Considerando poi che gli umani, che chiamiamo cani, non provano la dedizione di questi animali verso il padrone, ci si può aspettare da loro di tutto. Come sta appunto venendo a galla. Ma sulle manie di grandezza di Bertolaso non ha mai nutrito dei dubbi? Neanche quando ha fatto osservazioni sull'intervento umanitario americano ad Haiti? O quando ha osservato che, come Clinton, pure lui aveva una Monica? Le pare che questa sia gente da mandare in giro a rappresentare l'Italia e il suo governo? Capisco che lei fa già molto e non può far tutto... ma non permetta che altri tentino di emularla.

Comunque una cosa è certa, almeno fino a prova contraria: Anemone non è un comunista. Se no, il premier ce l'avrebbe detto subito. Anemone ha fatto favori (ristrutturazioni, affitti e acquisti di case) a destra e a manca, ma soprattutto a destra, in cambio - sembra - di commissioni di grossi lavori pubblici. Ma, si sa, i soldi mettono tutti d'accordo.

Quello che non capisco è perché il ministro della cultura Bondi, che è quasi calvo, avrebbe affidato a un parrucchiere il restauro degli Uffizi. Certo, questi era amico e socio del cognato di Bertolaso, un uomo intraprendente a quanto pare. Insomma, uno diventa Bertolaso grazie anche ad una parentela intraprendente. Guarda caso, lo stesso giorno Bondi ha dichiarato che non sarebbe andato a Cannes, offeso dell'ammissione al festival del film "Draquila" di Sabina Guzzanti. Uno, che non ha niente da rimproverarsi, non si può sentire offeso da un film satirico. In fondo il povero Cavaliere subisce ogni giorno una satira pesante sui suoi canali Mediaset. Se invece il film è un film documentario, come ha dichiarato la regista, beh allora forse Bondi confonde l'offesa con la vergogna. Ma, come dicevamo, in Italia non arrossisce più nessuno. E Bondi avrebbe visto il film nel buio della sala, casomai poteva sgattaiolare via prima della fine adducendo un impegno governativo improvviso. Ecco, in questo momento Berlusconi avrebbe più bisogno di gatti... Inoltre potrebbero cibarsi delle seppie lesse a sinistra che, comunque, si stanno cuocendo fra di loro. Perché chi di noi umani, liberi e raziocinanti, può digerire il ritorno di Veltroni e di Franceschini, già cotti e stracotti, nella pentola democratica? Non che ci paiano più digeribili D'Alema o Bersani, ma almeno, quando facevano i comunisti, erano qualcuno e non si facevano mangiare da nessuno.