Libera

La libertà di non sapere

di Elisabetta de Dominis

Il Popolo della libertà è uscito dalla casa, ha solcato mura, argini, fossi, vallate… arrivando alle vette del governo. Purtroppo. Perché, sentendosi libero, si è messo a fare i comodi suoi. La libertà di farsi comprare un appartamento con vista sul Colosseo e pagarlo parte in nero, con la compiacenza di un notaio. La libertà di insultare, di rubare, di mentire... di sostenere che "in Italia c'è troppa libertà di stampa". Vittorio Feltri ha concluso giorni fa un suo editoriale su Il Giornale, affermando che è vero, ma non ci sono uomini liberi. Appunto. A chi si riferiva? E cosa intende per libertà? Posto che Il Giornale è di Berlusconi - scusate: di suo fratello - quella che graziosamente il padreterno concede al Popolo della libertà? Dunque chi sta dentro sarebbe libero, chi sta fuori no. Ma come si fa ad essere liberi se la propria libertà di espressione è limitata dalle direttive impartite da un padre, benché generosissimo, premurosissimo, amorevolissimo? Uno che ti chiede un certo comportamento in cambio di alcuni privilegi che ti assicura, a me sembra un padrone.

Tuttavia chi sente di trascinare una vita da schiavo, per il fatto che non potrà mai permettersi di vivere alla grande, non si sente più tale quando incontra il padreterno e i suoi bisogni materiali vengono soddisfatti. Gli schiavi di oggi sono nati liberi ma poi hanno venduto se stessi. Cosa volete che sia vendere pensiero e parole quando si ha la libertà di volare in Sardegna con aerei dello Stato per trascorrere le vacanze nella villa del premier. Come Emanuela Romano, animatrice del comitato "Silvio ci manchi", nominata assessore del Pdl alle Politiche del lavoro e dei servizi sociali di Castellamare di Stabia. Si tratta di una di quelle che camminano a testa in giù (per servire il padrone) e che appunto Veronica Lario lo scorso anno, in occasione della loro candidatura alle elezioni europee, apostrofò come "ciarpame politico senza pudore" .

Perfino la segretaria di Scajola è divenuta assessore alla Regione Lazio, grazie alla spudoratezza del suo mentore. Uno così in gamba che arriva a diventare ministro senza sapere chi gli ha comprato una casa. La libertà di non sapere. Perché c'è qualcun'altro che vede e provvede per noi.
Viene da domandarsi: gente come Scajola è cretina o pensa che siamo cretini noi? E ancora: come mai, in confronto a Scajola, siamo così intelligenti e stentiamo ad arrivare a fine mese?
Si diventa schiavi per avere tante piccole libertà, alienandosi l'unica vera libertà: la libertà di essere se stessi. Forse però molti non sanno cosa significhi, perché sono privi di personalità e - grazie a Dio - c'è un padreterno in terra che gliene fa una su misura, a seconda della bisogna, sua e loro.

Ma vi rendete conto che abbiamo addirittura un premier coiffeur, il quale decide perfino il taglio di capelli delle sue ministre? Anche se professa il contrario, uno riesce ad ottenere una cosa del genere perché sa che certe donzelle non dispongono della propria testa.
Una volta dire a uno: "Sei senza testa" risultava molto offensivo. E l'offeso era così mortificato che ce la metteva tutta per dimostrare il contrario. Oggi invece ragionare con la propria testa, avere un proprio pensiero richiede una bella tosatura. Come ai cani. Un popolo acefalo o canino? Fate voi. Il risultato è lo stesso: senza parola. Perché è la parola che esprime il pensiero. Se no si è solo degli schiavi, trattati da cani, anche se in cucce di lusso con vista sul Colosseo. E non è colpa di Berlusconi; piuttosto a lui va il merito di esser riuscito a radunare tanti cretini che, come disse lui anni fa (e non mi stancherò mai di ripetere), "erano delle zucche e li ho trasformati in principi".

Non c'è niente di più pericoloso che riporre la propria fiducia in un cretino, perché ovviamente prima o poi, per quanto servile possa essere, combinerà una cretinata. I cretini che, come dicevamo, vogliono vivere alla grande senza averne le possibilità, si allargano oltrepassando spudoratamente i confini del lecito. E dal potere temporale al potere spirituale il passo è breve. Basta avere in tasca per salvacondotto un assegno circolare. Vi aprirà le porte di Propaganda Fide e Congregazione del preziosissimo sangue nientepopodimeno che monsignor Francesco Camaldo, colui che si prende cura di porre il copricapo sulla testa del Papa. Speriamo non gli abbia messo altre cose in testa... il nostro sangue è prezioso e ci stanno prendendo per dei poveri cristi.