ARTE/ ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA & COLUMBIA UNIVERSITY/I talenti del Premio New York 2010

di Martina Margoni

Venerdì 23 aprile, all'Istituto Italiano di Cultura, si è tenuta la semestrale esposizione delle opere dei vincitori del Premio New York. Questa edizione ha visto trionfare Meris Angioletti e Luca Trevisani, due giovani e promettenti artisti italiani che, grazie al loro talento e a suon di pennellate, martellate e quant'altro, si sono aggiudicati il Premio New York 2010 con la conseguente possibilità di avere uno studio all'International Studio e Curatorial Program di Brooklyn, NY.

Il Premio, giunto ormai alla sua ottava edizione, fu istituito nel 2002 grazie ad una collaborazione tra l'Istituto Italiano di Cultura di New York, il Ministero degli Affari Esteri (Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale) e l'Italian Academy for Advanced Studies della Columbia University. Si tratta di una borsa di studio elargita a due artisti italiani per due volte l'anno che permette loro di trascorrere 4 mesi a New York presso ISCP e sperimentare la vita artistica newyorkese. Alla fine di questo periodo agli artisti viene chiesto di organizzare un'esposizione con delle opere che riassumano la loro esperienza nella Grande Mela.

Ottenere il premio richiede una buona dose di talento, duro lavoro ed un pizzico di fortuna; qualità che Meris e Luca hanno dimostrato di avere. Nonostante la giovane età, dai loro curricula si nota come entrambi abbiano già lavorato a livello internazionale: Luca esponendo lavori in Italia, Europa ed a New York mentre Meris dividendosi principalmente tra Italia e Francia. Renata Rosati, responsabile arte dell'IIC sottolinea come il 90% dei vincitori siano diventati, col tempo, artisti di fama internazionale come Andrea Mastrovito o Daniela Olivieri meglio conosciuta come Sissi. Ciò denota la serietà del premio e la cura con cui vengono selezionati gli artisti.
Le opere esposte all'opening della settimana scorsa erano tre schizzi del Trevisani ed un'installazione audio della Angioletti.

I disegni di Trevisani, purtroppo assente perché rientrato in Italia, sono stati definiti dalla signora Rosati "minimalisti e concettuali". Si tratta di rappresentazioni di ikebana su carta, l'arte giapponese della disposizione dei fiori recisi secondo i principi dello zen e rientrano in un progetto di più ampio respiro, composto da disegni, sculture e video. A detta dell'artista: "Come in un'ikebana, [anche nei suoi schizzi], le leggi di natura sono piegate e non spezzate, per visualizzare la ricerca di un ordine superiore".

Inusuale ed interessante l'opera di Meris, The Curious and the Talker. Trattasi  di un'installazione acustica che lei definisce "Radio Drama" perché ispirata ai sound movies americani degli anni '40 e '50. Indossando delle cuffie si ascolta un dialogo tra due persone intervallate da una terza voce che funge da narratore. Questa sorta di piece teatrale é ispirata a reali conversazioni avvenute tra l'artista ed un sensitivo riguardo la luce, la telepatia ed il pensiero per capire cosa sia e come funzioni il processo creativo della mente. All'ascoltatore Meris lascia immaginare il video o le figure del dialogo; é il nostro cervello che deve vedere ed immaginare quello che sente, attraverso un "atto creativo d'immaginazione", come lei stessa lo ha definito.

L'avventura newyorkese é stata, per i due ragazzi, "densa"ed intensa ed ancora troppo recente per poter essere definita. Entrambi concordano sul fatto che la scena artistica newyorkese sia molto diversa da quella europea: "Due mondi che si guardano, come la luna e la terra", commenta Trevisani. Sono comunque contenti di tornare in Italia, dove potranno rilassarsi e riguardare a questi quattro mesi con maggior cognizione e senso critico per poi spostarsi nelle città dove attualmente vivono; Luca a Berlino, Meris a Parigi.

Il Premio New York é, senza ombra di dubbio, un'opportunità unica e molto costruttiva per i giovani artisti italiani, in quanto permette loro di entrare in contatto con una scena artistica vivace, colorata e multietnica come quella newyorkese. Dopotutto l'arte nasce dallo studio, dal talento e dall'esperienza ed il Premio New York é un ottimo modo per girare, viaggiare, conoscere e sperimentare.