SPECIALE/CONFERENZE/Nella nostalgia delle Terre Promesse

di Liliana Rosano

Le Terre Promesse sono quei luoghi dove la memoria si incrocia con la cultura e con le tradizioni. Non solo ricordi ma anche storia, cultura e civiltà. Alle "Terre Promesse Excursions Towards Italian Topographies", intese come luoghi non solo fisici ma culturali è stata dedicata l'annuale conferenza organizzata dal Calandra Italian American Institute della City University di New York dal 23 al 24 Aprile. Due giorni in cui, italianisti, scrittori, studenti, si sono confrontati su un tema che racchiude diversi aspetti: dalla scrittura al cibo fino all'architettura.

Il viaggio nelle Terre Promesse sottintende quella diaspora  avvenuta con la migrazione degli italiani negli Stati Uniti, la quale, ha creato due paesaggi distinti ma anche legati dal filo della memoria e dalla nostalgia.
Ad inaugurare la conferenza, Anthony Tamburri, direttore dell'Istituto che sottolinea come "la scelta del tema della terra è riconducibile al fatto che si tratta di un elemento comune che lega tutti i vari aspetti che riguardano il dibattito sulla cultura italiana. Il nostro vuole essere un approccio globale che a esamina il legame tra l'Italia, madrepatria per milioni di immigrati italiani e il contributo di questi ultimi nel processo di migrazione verso gli Stati Unti d'America".

Il rapporto tra la scrittura e il viaggio tra la rappresentazione della Madre Terra nelle parole e nei racconti di chi è emigrato, è stato il tema di apertura su cui hanno discusso Nancy Ziehler, Joseph P. Cosco, Fulvia Masi e Robert Oppedisano.
La complessità del fenomeno dell'emigrazione in tutte le sue diversità e sfaccettature è un tema molto caro a chi si occupa di questi studi che riguardano le discipline legate all'italianistica e non solo. Con un viaggio nel passato ma anche nel presente, Gerald T. Mc Neill e Puglia Mc Neill hanno parlato degli immigrati siciliani a New Orleans e della diversità rispetto all'impatto che la stessa cultura ha avuto nella costa est.
E il tema richiama la cultura italo-americana di cui oggi, più che mai si parla con uno sguardo e un accento diverso rispetto al passato.

"Quello di cui oggi si ha bisogno - afferma Tamburri-  è una maggiore considerazione della cultura italo-americana da parte di quella italiana e una maggiore sensibilità della cultura italo-americana agli input di quella italiana. Solo in questo modo, conclude Tamburri, si può costruire un dialogo costruttivo. La conferenza infatti nasce proprio con questo scopo: cercare gli elementi in comune delle due culture ma anche quelli che caratterizzano una certa  identità e darne una visione unica e non sempre diametricalmente opposta come invece oggi spesso si tenta di fare".
Emigrazione e processi di gentrificazione. Come cambia il volto di una città ma anche di una società. Di questi processi di gentrificazione e del nuovo paesaggio urbano che è stato ridisegnato a Brooklyn ha parlato Jospeh Sciorra del Calandra Institute.

Luoghi della memoria, non per forza fisici, sono tutti i luoghi attraversati da paesaggi che fanno parte del passato ma di cui si sente l'esigenza di un ritorno al presente attraverso una loro rivisitazione e una traduzione. Questo il tema che ha legato tutti gli interventi, numerosi, di cui non possiamo in maniera esaustiva darne notizia,

Alla memoria dell'infanzia in un certo senso è stato dedicato il keynote speech di Luisa Del Giudice: "Gastronomic Utopias, Promised Land". Il mito del paese della cuccagna, la cultura del cibo per gli italiani, la celebrazione dell'abbondanza nel racconto. Una ricerca etnografica, quella di Del Giudice, ma anche intrisa di nostalgia e ricordi.