EVENTI/CULINARIA/La cultura del formaggio a NY

di Chiara Benni

Si è svolto martedì l'ultimo incontro del calendario invernale delle serie di letture organizzate alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University in collaborazione con il GRI (Gruppo Ristoratori Italiani). Soggetto del dibattito erano i negozi di specialità italiane a New York.
Ad illustrare il tema Michele Scicolone, premiata scrittrice di cibo e autrice di 15 libri di cucina, che intervistava Lou DiPalo del DiPalo's Fine Foods a Little Italy e Louis Coluccio Jr. del Coluccio & Son a Brooklyn.

Chiunque ami stare dietro ai fornelli sa che le ricette della cucina italiana sono molto semplici, e che il segreto di una buona cucina italiana è la scelta del giusto ingrediente; e il giusto ingrediente è un prodotto originale di qualità. Per "originale" si intende di origine italiana.
Scicolone ha raccontato ad esempio la volta in cui in un grocery store chiese del Parmigiano Reggiano importato senza però specificare la provenienza, e le fu venduto un Parmigiano Reggiano argentino del tutto differente da quello appunto originale italiano. È perciò molto importante comprare gli ingredienti nei posti giusti, ovvero quelli che possono garantire l'originalità del prodotto. Due dei posti migliori a New York in cui trovare prodotti italiani sono appunto DiPalo's Fine Food e Coluccio & Son, il primo specializzato in formaggi, il secondo specializzato in pasta.

Nel 1962 i nonni Coluccio migrarono a New York dalla Campania. In Italia erano venditori di arance e frutta e una volta in America, iniziarono una vendita all'ingrosso di prodotti italiani. Dalla vendita all'ingrosso sono passati a quella al dettaglio e vantano oggi una clientela che va dagli abitanti del quartiere a visitatori da tutto l'interland newyorkese che arrivano in zona proprio per fare spesa nel loro negozio. Negli anni si sono specializzati nella vendita di pasta, ma hanno una varietà di prodotti vastissima e di recente hanno anche attivato una linea di prodotti che porta il loro nome. E' a loro inoltre che si deve l'importazione del Grana Padano. Oltre a ciò, spiegava Louis, hanno iniziato a collaborare con grandi chef nell'organizzazione di coctail party, in modo che sempre di più venga allargato il business a nuovi aspetti della stessa materia, la diffusione del buon cibo italiano.

La storia di DiPalo's risale invece all'inizio del secolo scorso. Savino DiPalo, contadino e formaggiaio della Basilicata, migrato qui a NY nel 1903, aprì il suo primo negozio nel 1910. Si trattava di una piccola latteria a Little Italy, in cui trovare latte fresco, mozzarella e ricotta fatti in loco giornalmente. Nel 1925 Concetta, figlia di Savino, insieme al marito Luigi aprì una latteria più grande un poco più a nord all'angolo tra Grand e Mott, in cui vendevano solo formaggi fatti a mano da Luigi stesso. Da allora il negozio non ha fatto che crescere, sia in quantità di prodotti venduti, che in tipologie e numero di clientela acquisita.

Ormai un secolo è passato dall'apertura del primo negozio, e le vicissitudini economiche, storiche, sociali mondiali e locali hanno messo a dura prova la famiglia DiPalo e la loro attività. Ma nulla li ha scalfiti e lo spirito con cui Savino aprì il primo negozio ha continuato a vivere e a trasmettersi di generazione in generazione. E così oggi la loro è una tra le attività commerciali più antiche di New York che può vantare ben 11 anni di primato come miglior "cheese store" in tutta New York. Sul loro banco tradizionalmente in marmo bianco viene ancora oggi servita la loro mozzarella fresca di giornata (viene fatta fresca tutti i giorni, 7 giorni su 7), così come il bisnonno Savino sapeva fare.

Queste sono le storie di due famiglie italiane di immigranti provenienti da due regioni d'Italia diverse, in due periodi storici diversi. Entrambe si trovano oggi a condividere la stessa piazza su cui vendere il proprio prodotto e si trovano insieme a condividere lo stesso obiettivo: portare in America il buon cibo italiano, sia a livello di prodotto venduto che a livello di conoscenza trasmessa al consumatore. Lou DiPalo mi raccontava ad esempio che spesso si ferma a spiegare ai suoi clienti la storia del prodotto che vende in modo che il consumatore diventi sempre più consapevole di ciò che sta acquistando.