Sceneggiatore e attrici svelano..

di S.L.

Martedì 27, durante la tavola rotonda organizzata dal TFF e successivamente a quella tenutasi a Rai Corporation promossa dalla ACINA (Associazione Corrispondenti Italiani in Nord America) moderata da Claudio Angelini, il regista, lo sceneggiatore Ivan Cotroneo e le attrici Elena Sofia Ricci, Lunetta Savino e Paola Minaccioni hanno condiviso la loro esperienza nella lavorazione al film.

Alla Rai Cotroneo, rispondendo ad Angelini, dice: «Ferzan voleva fare una commedia ma raccontare temi impegnativi come l'ipocrisia. Tutte le commedie in fondo nascono su di un episodio tragico».
La parola passa poi a Elena Sofia Ricci che ricorda la telefonata del regista per proporle la parte: «Erano anni che sognavo di lavorare con Ozpetek -dice l'attrice che nel film interpreta la zia zitella, personaggio ispirato alle tre zie del regista, ndr- Ero pronta a fare qualsiasi cosa e me l'ha fatta fare! Sentivo la necessità di confrontarmi su qualcosa che mi mettesse alla prova come attrice e come persona perché si trattava di invecchiare e imbruttirsi in un'epoca che non consente di uscire senza trucco».

La "Cameriera Brillante" di Goldoni con Ozpetek diventa Teresa, la cameriera brutta interpretata dalla comica Paola Minaccioni: «Io sono stata scelta perché Ferzan voleva un'attrice brutta! È venuto a vedermi a teatro e mi ha affidato un ruolo per poi non farmi recitare perché si è scoperto che il personaggio meno diceva, meglio funzionava». Lunetta Savino, al suo secondo film con Ozpetek dopo "Saturno Contro", racconta: «Stefania -il personaggio della madre, ndr- è stata una prova, perché aldilà delle scene di commedia ce n'erano altre complesse. Il finale è un timido tentativo di riconciliazione che poi esiste solo nella fantasia del protagonista».Inevitabile la domanda sulla scelta di ambientare il film in Puglia, a Lecce. Ferzan Ozpetek non ha esitazioni: «Ho trovato quell'atmosfera di apertura mentale per il prossimo che l'Italia aveva nel '76-77. Il cinema contribuisce a costruire l'immaginario delle persone, tu porti una città come Lecce all'estero e chi ha visto il film poi quando la visiterà ne avrà già l'immagine».