Libera

Prigionieri dei banditi

di Elisabetta de Dominis

Siamo in primavera: gli insetti volano di fiore in fiore... di scandalo in scandalo. Succhiano tutto quello che c'è da succhiare e poi, talvolta, alcuni finiscono il loro volo schiacciati. Ma se gli insetti sono un governo e se il governo rappresenta un popolo, o almeno la metà di esso, nel frattempo infestano la nostra vita, i nostri principi, il Paese. Nel frattempo si punzecchiano l'uno con l'altro e noi, che siamo pulci in confronto, dobbiamo stare a guardare. A guardare che loro sono potenti e ricchi e di successo e furbi... e noi ci sentiamo dei cretini. Perché, nonostante tutta la nostra cultura e i nostri buoni costumi, non siamo capaci di sfondare come loro né di guadagnare e nemmeno di sopravvivere dignitosamente. Per loro sembra tutto sia facilissimo, per noi ogni lavoro è difficile da ottenere e ancora più da essere poi ricompensato per quanto vale.

Poi un giorno apprendiamo che uno si fa fare i massaggi a peso d'oro, quell'altro si fa comprare un appartamento con assegni circolari probabilmente provenienti da denaro riciclato, il terzo sistema la suocera in una produzione rai che le frutta un milione e mezzo di euro, il quarto ottiene per la moglie un appalto di sei milioni sempre dalla Rai. Non ho voglia neanche di fare i nomi e di entrare nei dettagli: sono stanca di perdere ogni giorno minimo due ore della mia vita - per tenermi aggiornata o insozzata? - a leggere i traffici ignobili di questo o quello, che comunque continuano a governarci ed essere pagati profumatamente per tale incarico, essere invitati in tv a raccontarci balle, essere trattati con deferenza mentre fanno abuso di privilegi come fossero esseri superiori. Superiori sì, per ignominia.

L'Italia ormai è in mano ad un'oligarchia di banditi legittimati da cariche istituzionali che si sono conferiti a vicenda. Eppoi parlano di lotta alla mafia quando, a cominciare dalle banche, non guardano la provenienza dei soldi che arriva nelle loro tasche. Ma guardateli in foto: sono dei miserabili, ripuliti e vestiti a festa. Per non parlare quando aprono bocca, soprattutto quando ci devono infilare la forchetta: degli squali. "Il governo è costretto a nuotare a vista" ha detto Bondi per giustificarne l'inattività. Ma se sono concussi a vicenda... Viene da pensare che non sappiano fare altro che litigare per confonderci le idee sulla loro incompetenza e irresponsabilità. Il Paese non va avanti, anzi va indietro, e noi dobbiamo essere spettatori inermi di questo lordume che ci affossa. Noi dobbiamo lavorare ogni giorno, sfiancarci, pagargli le tasse, mentre loro parlano e rubano. Ma quale legittimazione sono più degni di avere? Come possiamo ancora riconoscere la loro autorevolezza?

Ma poi il governo sa davvero nuotare o solo galleggiare? Quello greco sta già affondando e l'Europa rischia di naufragare. Aiutare o no la Grecia? Non è questo il punto, se prima non si fa un po' di pulizia tra gli uomini, tra i principi su cui basiamo la nostra esistenza e quella degli Stati. Se aiutassimo la Grecia, dovremmo aiutare ogni nostro produttore che sta fallendo, e che non ha falsificato i conti. Perché il principio etico del soccorso è il medesimo. Invece no, perché usiamo metri diversi all'interno del nostro Paese. Ogni Paese europeo ha poi i suoi. Se l'Italia pensa che deve essere generosa, la Germania preferirebbe morire piuttosto che privarsi di denaro per la Grecia, considerando che il paese degli dei ha barato.

Insomma Berlusconi si scandalizza perché Fini l'ha tradito, ma non si scandalizza quando lo fa lui nella sua vita privata. Bossi si è riempito per anni la bocca d meritocrazia, poi ha candidato quell'ignorante di suo figlio. Tutti si sono scandalizzati quando lo scrittore Pietro Citati ha detto che Bossi ha preso due pillole di viagra e poi gli è venuto il coccolone - il che è di dominio pubblico nella società milanese - ma nessuno si è scandalizzato quando ha sputato sul tricolore, offendendo la nostra nazione e il nostro sentire, tutti noi.
Ormai tutti si scandalizzano solo per i fatti privati che gli riguardano. Nessuno prova più vergogna, perché non c'è più il senso del limite tra lecito e illecito. Quando viene meno il senso della responsabilità e del rispetto, viene meno la vergogna.