TEATRO \ BROADWAY & DINTORNI/Un “Ovo” da sogno

di Mario Fratti

Teatro per tutta la famiglia. Se volete dare un ricordo indimenticabile ai vostri figli, a tutta la famiglia, portateli a vedere il circo Du Soleil nella nuova produzione del magnifico spettacolo "Ovo" (1-800-450-1480, Randall's Island, facilmente raggiungibile). Cinquantaquattro incredibili atleti provenienti da tredici Paesi. Il meglio del pianeta. Deborah Colker ha saputo tessere poesia, policromia, agilità, acrobazia in una coreografia che sbalordisce. Azione continua di atleti che usano il loro corpo sfidando le leggi della natura. Volano ad un'altezza che dà il capogiro, ballano, divertono con errori voluti e, alla fine, scalano un muro che sembra impossibile. Non perdetevi questa occasione.

A Broadway c'è uno spettacolo, una frenetica farsa all'italiana che diverte per due ore. "Lend Me a Tenor" di Ken Ludwig (239 West 45th Street - The Music Box). Bella scena di Lee Beatty (un salotto, una camera da letto, molte porte). Il produttore Saunders (Tony Shalhoub), sua figlia Maggie (Mary Catherine Garrison) ed il segretario Max (Justin Bartha) attendono ansiosamente l'arrivo del famoso tenore Tito (Anthony LaPaglia) che deve presentarsi in teatro per interpretare "Otello". E' in ritardo e sarebbe una grossa catastrofe se non arrivasse. Maggie che è riluttante fidanzata del timido, confuso Max, è innamorata del tenore che finalmente arriva con la dominante moglie Maria (Jan Maxwell). Cominciano i guai perché la sexy ammiratrice Diana (Jennifer Laura Thompson) arriva e la moglie è gelosissima. Un ascensorista (il goffo, divertente Jay Klaitz) vuole autografi e foto. Arriva anche la ricca, elegante Julia (Brooke Adams). Una bibita sbagliata e si pensa che Tito sia morto. Max, col volto annerito, diventa Otello e lo sostituisce. Tanti equivoci perché Tito non è morto e i due Otelli confondono tutti. Moglie, amici, amanti. Tante avventure e curiosi equivoci. Si ride e si applaude. Anche i giovanissimi spettatori si sbellicano dalle risa.

Teatro per tutte le età è al 340 West 50th Street (tel. 646/884-1700). "Imagining Ocean" di John Tartaglia ha magnifici burattini e vien rappresentato anche alle undici di mattina.
Altri nomi italiani questa settimana. Il regista Vittorio Capotorto presenta una novità di Nicola Saponaro. "Weekend with a Killer" è un giallo insolito. Sappiamo all'inizio che la bionda, elegante Lisa (Deirdre Brennan) sta per essere uccisa da Mike (Lucio Polosa) alla presenza della sua cameriera Gina (Louise Rheas). Sorprese, applausi. Teresa De Sio presenta "Amen" nel festival organizzato da Pamela Villoresi (tel. 212/864-5400). Emily DeVoti presenta "Milk" (ritorno alla vita di campagna) al teatro Here (145 6th Avenue). Gerard Denza presenta il suo "Edmund: the Likely" al teatro Producers (tel. 646/620-2353). John Morogiello ci dà un'ironica storia d'amore fra George Bernard Shaw e la sua corteggiatrice Charlotte ("Engaging Shaw", teatro Abingdon, 312 West 36th Street).

Somigliano molto agli italiani gli irlandesi. Al teatro Soho 915 Vandam) una divertentissima commedia di Martin Casella, "The Irish Curse". Un soggetto delicato che ci fa ridere a denti stretti. I protagonisti si son riuniti in una chiesa sotto la guida e la protezione del prete Kevin (Scott Jaek) per discutere la loro magra vita sessuale. Si sentono infatti inadeguati con le loro donne. Che fare? Uno è stato abbandonato dalla moglie (Dan Butler), uno è omosessuale (Austin Peck), uno finge di avere tante amanti, per incoraggiare gli altri (Brian Leahy). L'ultimo arrivato (Roderick Hill) dovrebbe sposarsi ma ha paura che la futura moglie, delusa, lo abbandoni come è successo al maturo Dan Butler. Il prete confessa che ha organizzato gli incontri perché ha lo stesso problema con le donne. Si consolano, decidendo alla fine che l'amore conta più del sesso potente. Si sorride a tante simpatiche, umanissime confessioni. Si impara e si applaude.

Al teatro "For the New City" di Crystal Field si hanno sempre novità nelle tre sale. Si può andare ad occhi chiusi. C'è sempre qualcosa di interessante (155 1st Avenue). Vi abbiamo visto questa settimana un bel musical di Lissa Moira, con musica di Chris Wade, "The Seduction of Time". Sensuale coreografia di P.L. Salazar ed H. Livingston. Lissa Moira e Zen Mansley sono i due narratori che ci presentano la situazione e gli attori. Il "tempo" è rappresentato dal bel giovane Lance D. Bryant. Viene corteggiato ed amato dalle danzatrici, simbolo di chi vuole amore nel mondo di una natura fertile (N. Cassieri, J. Spitale, C. Theobald ed E. Wilson). Tutte agili e belle. Segue un secondo atto con Richard West che suona e commenta, saggiamente, sulla politica. Nel terzo atto abbiamo "Such Sweet Sorrow", una gara per trovare la perfetta coppia Romeo e Giulietta. Strane, divertenti combinazioni. Molti applausi per tutti, per l'intera serata.

Miglior monologo della settimana è "The Diary of a Teenage Girl", basato sul romanzo di Phoebe Gloeckner, adattato e recitato dalla brava Marielle Heller. Una tragica adolescente, vittima della madre e degli uomini che la usano e la sfruttano. Un lungo atto unico che dovrebbe avere più repliche, in diversi teatri (è ora al 3LD, 80 Greenwich Street).