PRIMO PIANO/EVENTI/Quando la spiritualità diventa arte

di Liliana Rosano

"Il Timor di Dio" è il tema scelto per l'edizione 2010 di "Divinamente New York", il festival internazionale della spiritualità che, per il secondo anno consecutivo, da Roma approda nella Grande Mela.
Dal 22 al 26 Aprile si celebra la spiritualità e l'esplorazione attraverso una serie di eventi tra spettacoli musicali, teatrali e tavole rotonde in vari location tra cui il Rubin Museum of Art, il Symphony Space e l'Istituto Italiano di Cultura.

Ad inaugurare il festival, lo scorso giovedì all'Istituto Italiano di Cultura di New York, Riccardo Viale, direttore dell'Istituto che, insieme a Pamela Villoresi, direttore artistico e fondatrice di questa kermesse, hanno parlato di questa idea e come si sviluppa questo tema durante questa cinque giorni a New York.

L'attrice italiana ha affermato che "Il festival è un breve viaggio in un Arca che bagna diverse sponde della spiritualità e che, guidata da un movimento di condivisione, approda in un porto di pace".
A dare una forma artistica al concetto di spiritualità, le letture che la Villoresi ha scelto per il pubblico di giovedì tratte da "L'Arca di Noè" di Michele Martino, "l'Inferno" di Dante e le "Baccanti" di Euripide.
La conferenza è stata poi seguita da "Il Sentiero dell'Anima", un originale concerto eseguito dal duo russo Anton Dressler al clarinetto e Uri Brener al pianoforte con musiche di Debussy, Stravinsky ma anche legate alla tradizione kletzmer.

Spiritualità e musica, un connubio sempre interessante e ben riuscito che la cantante napoletana Teresa De Sio, ha interpretato con la sua musica attraverso Amèn, una composizione scritta e pensata per questo festival ed eseguita venerdi sera al Symphony Space.
Musica e spiritualità ma anche letteraturà e spiritualità. Una storia d'amore, quella tra Galileo Galilei e la sua figlia illegittima, Suor Maria Celeste, è stata invece messa in scena venerdi nello spettacolo teatrale "Stellarum Opifici" al Rubin Museum.

La spiritualità come elemento presente in ogni forma di vita e dimensione storica è invece il concetto chiave di "Francesca, la Santa degli Immigrati", il racconto di Francesca Cabrini, messo in scena da Vanessa Gravina domenica a St Mark Church.

Dagli Stati Uniti al Sudamerica fino all'Europa, Francesca Cabrini, è riuscita a creare scuole, ospedali e orfanotrofi, coinvolgendo nel suo progetto artisti, pensatori e politici di diversa fede.
A chiudere Divinamente New York 2010 "From voice to voice" un concerto di Evelina Meghnaghi che presenta una rivisitazione dell'esodo degli ebrei sefarditi attraverso l'africa e l'Europa alla comunità romana. Nel concerto, che si terrà domani all'istituto italiano di cultura, è stato pensato un repertorio che mette insieme i canti delle melodie del Nord Africa, quelli legati alla tradizione giudeo-spagnola e infine italiana. Melodie antiche e moderne per celebrare l'essenza della musica in tutte le sue forme spirituali.

Soddisfatta ed entusiasta, Pamela Villoresi continua per il secondo anno consecutivo questa avventura newyorchese di Divinamente, fondato nel 2008 a Roma. Una scommessa, che è una sfida ambiziosa e coraggiosa soprattutto quando si parla di tematiche non sempre facili e accessibili a tutti.