PUNTO DI VISTA/Non è accaduto

di Toni De Santoli

La Storia ci dice che sotto gli Antonini l'Impero Romano conobbe un lungo periodo di pace e prosperità. Che con la Rivoluzione d'Ottobre Lenin riscattò le masse russe dal servaggio, dall'abbrutimento; che Franklin D. Roosevelt dette ai lavoratori americani la "Social Security" e Clement Attlee l'assistenza sanitaria gratuita ai popoli delle Isole Britanniche. Ma che cosa ci dirà fra cinquanta o cent'anni di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini? Forse, ai due personaggi dedicherà poche righe. Forse preciserà che l'uno e l'altro non mantennero - perché non vollero o non seppero mantenere - le promesse distribuite agli italiani nei primi tempi della loro ascesa politica.  Ma anche questo è un tratto degli italiani o di "categorie" italiane, quella della piccola borghesia per prima: affermare la necessità di radicali cambiamenti politici, sociali, mentali, subire poi la deleteria involuzione, mostrare la stessa "forma mentis" delle classi politiche fino ad allora combattute, deludere quindi le attese, le aspettative, ricondursi a un individualismo da cui nulla di buono può sprigionare o abbarbicarsi quasi con voluttà a quello stesso individualismo.

Noi non abbiamo seguito giovedì scorso i lavori della direzione del Pdl. Conoscendo i personaggi, credevamo che non se ne ponesse la necessità. Non se ne poneva di sicuro l'esigenza. Giovedì scorso ai vertici del Pdl non è successo "nulla"... Non è accaduto nulla che potesse sorprenderci. Nulla da cui la nazione italiana potesse, o possa, trarre il beneficio che le spetta, abbandonata com'è a se stessa, un organismo ormai malato nelle cose e nelle persone mentre tanti altri cittadini aspettano ancora con toccante e nobile ingenuità il ritorno dello Stato Sociale mandato in frantumi da chi oggi detiene il potere e da quanti il potere hanno esercitato fino a un paio di anni fa.

Sapevamo che a questo raduno di piccoli napoleoni avrebbero prevalso i particolarismi personali, le ambizioni personali di fronte alle quali tutto il resto - anche i problemi più drammatici o spinosi - passa in second'ordine, avrebbe prevalso il solito gioco democristiano delle correnti e sotto-correnti, del "bilancino" (ma almeno i democristiani fra gli Anni Cinquanta e Settanta seppero risolvere i problemi quotidiani di milioni e milioni di cittadini italiani) con cui pesare tutti quanti e alla fine far contenti tutti quanti. Eppoi, la solita commedia berlusconiana ispirata all'assolutismo politico che poi è anche assolutismo morale e intellettuale. Una sorta di "happening" post-moderno, ma dal copione prestabilito, dal "canovaccio" già fissato e quindi non venga in mente a nessuno la sola idea di sgarrare. Eppure, c'è chi sgarra... La Lega. La Lega altro non fa nel quadro di questo arcobaleno di centro-destra e siccome il Carroccio è il solo, vero, robusto sostegno di Silvio Berlusconi, ecco che il Carroccio trova nel presidente del Consiglio comprensione e legittimazione. Trova un assegno in bianco...

No, cari lettori che lavorate e vivete negli Stati Uniti, giovedì scorso ("anche" giovedì scorso) non c'era la nazione in cima ai pensieri dei "campioni" del centro-destra, non c'era la ricerca appassionata, ma lucida, di una via d'uscita dell'Italia dalla crisi, spaventosa, che l'attanaglia da una quindicina d'anni. Ma cercare questa via d'uscita richiederebbe un senso della cosa pubblica, un'originalità di pensiero, un coraggio di cui questi signori non dispongono. La recita dei "fenomeni" prosegue, ma sappiamo che fenomeni essi non sono. Così giovedì scorso abbiamo preferito preparare la borsa da gioco per la prossima partita, rileggere brani di "The Romans", il capolavoro dello storiografo inglese R.H. Barrow, riascoltare canzoni di Dionne Warwick,  Dean Martin, Tom Jones. Andare dall'ortolana a comprare sedano, carote, pomodori pelati...