A modo mio

Per Elisa

di Luigi Troiani

Partito a metà mese da Conegliano, Heart A Live Tour toccherà, tra aprile e maggio, quindici città sino ad Acireale, un giro d'Italia che non potrà accontentare tutti i fan, visto che siti come Roma e Milano hanno segnato subito sold out. Elisa Toffoli, in arte Elisa, non più ragazza sbarazzina dei primi successi, donna e da ottobre mamma, ha messo in piedi uno spettacolo che, sulla sua preziosa voce e la potenza della band, edifica tecnologie visive e coreografiche, fa danzare ballerine e ballerini, lancia mimi e acrobati. L'obiettivo non è stordire lo spettatore con variazioni estetiche sui decibel, ma conferire spessore ai testi, da sempre elemento base del rapporto d'amore che lega la cantante di Monfalcone al vasto pubblico.

   Il concerto fa perno su Heart, uscito a novembre, ma sarebbe riduttivo immaginarlo come promozione dell'ultimo album della cantante. Anzi, il cuore dell'esibizione sta proprio nei vecchi successi, quelli che il pubblico canta a squarciagola quando la band produce il suo frastuono, o sussurra commosso nel medley di Elisa al piano. Non succede solo con i brani in italiano. Lei, con radici in tante culture e parenti russi e francesi, canta soprattutto in inglese, anzi, come dice in una recente intervista, pensa e scrive testi e ritmi (Adult Alternative Rock e Pop Rock, Trip hop e Soul) soprattutto in inglese, anche perché guarda agli Stati Uniti come a una seconda casa, dopo il successo di Dancing (quinto in classifica negli States nel 2008, scrisse Billboard) e il tutto esaurito delle sedici tappe di US/Canada Fall Tour 2008.

     Sarà interessante seguire l'ulteriore evoluzione dell'artista. A vederla al Pala Lottomatica di Roma, sembra matura per il salto dal progressive rock di cantautrice e polistrumentista brava ma pur sempre easy, a forme più mature e complesse di creatività. La commistione di immagini colte e pensose del fondale di questo spettacolo, le prerogative di clip e strip non ovvie che vivacizzano il fluire delle canzoni, la sontuosità di certi a solo dei membri della band, la grinta e padronanza della leader, consentono di immaginare il passaggio verso un prodotto molto simile al musical innovato, o a un mix di musica e teatro, qualcosa insieme spettacolare e popolare. La scenografia e la scaletta proposte dal tour sembrano quasi la prova generale per un salto di qualità che certo gioverebbe alla sprovincializzazione del nostro palcoscenico musicale, dio sanremo permettendo.

     Elisa, così interessata all'America da finirci la prima volta per studio a diciott'anni dopo essere cresciuta davanti al telefilm "Fame", potrebbe trovare proprio nella continua sperimentazione che quel paese produce in termini di musica, video e spettacolo, la soluzione che dice di star ricercando per soddisfare il desiderio di sintetizzare in unico impatto immagini e musica, investendo talento in digitale e web. Resta da capire come reagirà la sua platea, quella abituata a farsi coccolare dalla dolcezza della sua musica nelle ore di gioia e in quelle di dolore, quando la persona amata è accanto o se ne è andata. La gente che nei concerti canta con Elisa tutte le sue canzoni, potrebbe non gradire. E' un rischio che la ragazzina ciabattona e naif delle prime uscite, un po' Lolita un po' alternativa, non poteva correre. La giovane donna dai tacchi alti e dalle poppate lunghe per Emma Cecile, quella che lo scorso anno ha mobilitato in pochi giorni il gotha della canzone femminile italiana per un concerto che raccogliesse fondi per i terremotati abruzzesi, ha energia per farlo.