MOTORI/ LE REAZIONI ALL’AUTOSHOW DI NEW YORK

di Greta Valigi

Siamo stati al New York Autoshow, curiosi di assistere alle prime reazioni sul debutto della Fiat 500. Allo stand Chrysler, due 500, una bianco-perla e una grigio-canna di fucile.
Sulla bocca di tutti: "Ah! Questi sono quelli che hanno comprato Chrysler!"
C'è anche molta confusione; chi confonde Fiat con Seat e chi esclama "la Fiat produce automobili? Non avevo capito che facessero macchine".

Richard da New York, è piacevolmente colpito. "Numero uno: belle vernici! Numero due: gli interni sono davvero di classe. Non c'è paragone con Smart; questa è su un altro livello". Poi aggiunge: "Gli americani sono abituati all' assistenza dei giapponesi, caratterizzata da un servizio di riparazioni in tempi record su tutto il territorio. Se voi volete trovare successo qui, puntate sul fattore affidabilità; siate credibili". A proposito di riparazioni, James, dalla Pennsylvania racconta: "Ho posseduto due Fiat, una ‘79' e una ‘X19'. La prima era sempre guasta e dovevo  portarla continuamente in carrozzeria (infatti qui, negli anni '60, si era diffuso il detto: "Fiat=Fix It Again Tony!" letteralmente: aggiustala di nuovo, Tony). Mi liberai dell'auto e  mi ripromisi di non comprare mai più una Fiat. Ma lo rifeci, con la X19, perchè le amavo! Non erano auto potenti, ma erano divertentissime da guidare! Sono certo che anche questa 500 lo sia!".

Tom, Dan e John sono venuti assieme dal Connecticut. Chiediamo: "È la prima volta che vedete la 500? Che ve ne pare?" Tom: "No, l'avevo vista in un programma tv inglese. Che dire, bei dettagli, molte cromature; sembra una piccola auto di lusso! Pare molto più curata esteticamente delle rivali Scion e Toyota".  "Ma voi la comprereste?" Dan: "Per me? No. Continuerei a comprare auto più grandi (dice letteralmente "full size cars"). Casomai la vedrei adatta per i giovani". Alla domanda "Credete che possa avere successo qui negli U.S.A.?" i tre concordano: "Probabilmente sì nelle grandi città. Chi vive nei sobborghi viaggia costantemente in autostrada e percorre lunghe distanze. In quei casi c'è bisogno di auto confortevoli con motorizzazioni adeguate".
Tra gli intervistati, alcuni raccontano di averla vista in recenti vacanze italiane.  Quando chiediamo di fare dei pronostici: "Mh... size factor" (fattore "taglia"), "È veramente piccola...non so"; si passa da: "Hey, e le birre dove le metto???" a "Non la potrei mai comprare... ho troppi bambini!" e ancora "Guarda là; i poggiatesta posteriori sembrano toccare il portellone del bagagliaio! Che sia sicura??". E se insistiamo: "Beh, la MINI è piccola però qui a New York è un successone!" riceviamo risposte del tipo: "Sì... però la MINI offre buone prestazioni. Questa corre?" Alcuni chiedono addirittura della versione Abarth: "...ho visto questa macchina nella versione "supercharged"! La importeranno?".

Una giovane coppia in attesa di un bambino siede davanti allo stand. Lei ironica esclama "Tesoro, che dici prendiamo questa?" ed entrambi si fanno una risata.

Ma ecco infine il rivelarsi di quel brutale spirito automobilistico a stelle e strisce, in tutta la sua  "apertura al confronto" con qualcosa che non sia un 5 mila V8. Un signore sulla settantina arriva allo stand, lancia una rapida occhiata alle 500 e senza battere ciglio riprende a passeggiare. Lo raggiungiamo e, nemmeno il tempo di formulare la prima domanda che lui: "...questa la fanno a 4 porte?" "Hem...no"
 "Beh...ARRIVEDERCI"
e se ne va...