MOSTRE/ALL’IIC DI NEW YORK “MAKE ME UP A STAR”/L’Oscar? Si vince col trucco

di Francesca Forzan

La loro arte è quella di modificare volti e corpi creando figure nuove e completando il senso dell'immagine.  Sono i truccatori cinematografici che attraverso il loro mestiere sono capaci di trasformare i protagonisti delle più importanti pellicole in personaggi e realtà totalmente dfferenti. A loro è dedicata "Make me up a star" una mostra che, dopo Roma e Los Angeles, è arrivata proprio in questi giorni a New York , ospitata nelle sale dell'Istituto Italiano di Cultura di Park Avenue dal 16 aprile al 5 maggio, in corrispondenza con il Tribeca Film Festival.

La mostra è un omaggio alla creatività e ai successi italiani. "Make me up a star" celebra infatti quet'arte del "dietro le quinte" e cinque grandi figure di maestri del make up cinematografico: Manlio Rocchetti (vincitore dell'Oscar con il film ‘Driving Miss Daisy'), Fabrizio Sforza, (premio BAFTA per ‘Il paziente inglese'), Vittorio Sodano, (David di Donatello per ‘Il Divo'), Maurizio Silvi (premio BAFTA per ‘Moulin rouge') e Francesco Freda, da sempre truccatore di Mastroianni e di Sofia Loren. Attraverso calchi, modelli, immagini inedite e foto, la mostra ricostruisce alcuni set delle più importanti pellicole internazionali. Sarà così possibile, per il visitatore, capire come nascono e si trasformano personaggi e attori e quanto e quale lavoro ci sia alle spalle di alcune figure del grande schermo. In memoria del celebre truccatore italiano Fabrizio Sforza, recentemente scomparso, la mostra propone anche una speciale sezione dedicata ad uno dei suoi grandi lavori, la pellicola, "L'ultimo imperatore".

Ospite d'onore all'evento di apertura della mostra, ideata e prodotta da Elisabetta Cantone e Francesca Silvestri, giovedì sera all'Istituto Italiano di Cultura di New York c'era il premio Oscar Manlio Rocchetti. Intervistato da Andrea Visconti, corrispondente per l'Espresso da New York, Rocchetti ha raccontato la sua vita di make up artist. Una carriera iniziata quasi per caso circa quarant'anni fa grazie allo zio Goffredo che un giorno decise di insegnargli l'arte del make up di cui lui stesso si occupava. Da quel momento è stato un crescendo di esperienze, di opportnunità, di crescita professionale che l'hanno portato a collaborare con i più grandi registi ed attori italiani e stranieri portando a casa la nominatione all'Oscar per "Driving Miss Daisy" nel 1990, il Nastro d'Argento per il film "Once Upon a Time in America", oltre che il premio BAFTA per "Gangs of New York". Una vita passata ad osservare e creare volti, corpi, figure per quella che lui definisce "un'arte a metà con la tecnica dove creatività e precisione possono modificare la percezione stessa del film". "Il trucco non è solo coprire esageratamente o trasformare totalmente, ha spiegato Rocchetti, il vero trucco è quello che non viene percepito da chi guarda".

Ideata e prodotta dalla Fondazione Dress in Dreams, "Make Me Up a star", che ora si prepara con ogni probabilità a fare tappa anche a San Francisco, è stata organizzata in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di New York, il Consolato Generale d'Italia, la Camera di Commercio e la Provincia di Roma,  AltaRoma e l'Istituto del Commercio Estero Italiano.