SPECIALE/CINEMA/“Mine vaganti” colpiranno Tribeca

di Samira Leglib

Dopo essere stato presentato in anteprima alla Sessantesima Berlinale in Febbraio e aver riscosso grande successo al botteghino italiano in Marzo, il film "Mine Vaganti" del regista turco-italiano Ferzan Ozpetek sarà in concorso al Tribeca Film Festival nella sezione World Narrative Feature Competition.

La nona edizione del festival patrocinato da Robert De Niro aprirà le porte al pubblico dal prossimo 21 Aprile fino al 2 Maggio (biglietti in vendita da domani, lunedì 19), il film di Ozpetek è l'unico italiano a partecipare. Oggi7 avrà la prossima settimana un'intervista col regista e con le attrici Elena Sofia Ricci e Lunetta Savino.
Fedele al format della commedia, meno melo e più all'italiana questa volta, Ferzan Ozpetek ci introduce a un'altra delle sue famiglie allargate, lo stesso modello familiare che ci ha insegnato ad apprezzare ne "Le Fate Ignoranti" (2001) e "Saturno Contro" (2007). La famiglia Cantone, padre, madre, tre figli, una nonna e una zia zitella, è una delle più rispettabili del Salento. Proprietari di un pastificio da generazioni, abitano una villa nella barocca e solare città di Lecce. Tommaso (Riccardo Scamarcio) è il minore dei due figli maschi e la famiglia lo crede a Roma alla facoltà di Economia e Commercio, laurea con cui potrà poi prendere le redini dell'azienda insieme al fratello Antonio (Alessandro Preziosi). Ma Tommaso ha tutt'altre ambizioni così quando il padre (Ennio Fantastichini) convoca una cena di famiglia per ufficializzare il passaggio dell'attività in mano ai figli, decide di confessare pubblicamente la sua omosessualità nella speranza di venire così estromesso dagli affari ed essere finalmente libero. Il colpo di scena arriva abbastanza presto nel plot con Antonio che, un momento prima che Tommaso riesca a prendere la parola, sgancia la prima mina e confessa a sua volta di essere gay. La reazione del capofamiglia è quella che tutti si aspettavano: caccia il figlio prima dal suo tetto e poi dall'azienda. Tommaso è ora il suo unico bene, il figliol prodigo che porterà avanti gli affari e salverà i Cantone dal disonore.

Ilare è la scena della "confessione" dove il regista si serve della telecamera per offrire una panoramica introspettiva della famiglia Cantone, una carrellata di personaggi ognuno unico nelle sue eccentricità: il padre Vincenzo irremovibile e fedifrago, la madre Stefania (Lunetta Savino) connivente e nevrotica, la zia zitella (Elena Sofia Ricci) che ogni notte apre la porta all'amante, la nonna (Ilaria Occhini) che ha sacrificato il vero amore per il buon nome. Quest'ultima incarna forse la vera anima della famiglia Cantone da e attraverso cui gli eventi hanno origine e tornano a ripetersi, seppure sotto svariate vesti. Ognuno ha la sua verità che va tenuta al riparo da occhi indiscreti, eppure tutti sono accumunati dall'incapacità di uscire allo scoperto e infrangere il perbenismo della mentalità provinciale. La regola non detta del "salvare le apparenze", sempre tenace nel Meridione e forse da qui la scelta di ambientare il film in Puglia, governa tutte le scene topiche del film e diventa parodia quando lo spettatore unisce le due facce della medaglia e vede fino a che punto, ancora nella società odierna, l'individuo non è un essere libero, né fuori né (soprattutto) in seno alla famiglia.

In un'intervista in occasione del Festival di Berlino Ferzan Ozpetek racconta di essersi ispirato a un fatto accaduto a un amico, ma poi sfodera tutte le sue arti nella costruzione di personaggi quasi letterari. La nonna ne è un esempio: come le eroine del Romanticismo ha vissuto una vita di finzione, tuttavia non rinuncia a diffondere il messaggio di condurre la propria vita come la si vuole e non lasciarsi condizionare da quello che gli altri vogliono.

Ozpetek sfrutta appieno i meccanismi della commedia coadiuvato da una colonna sonora (per cui sceglie Patty Pravo) che ritma le sfaccettature di questa saga familiare. Gag comiche, iperrealismi, risate, offrono in realtà spunti di riflessione. Se si pensava fosse un altro film sull'omosessualità maschile, questa è solo un pretesto per sollevare il tappeto di casa e mostrare la polvere che si nasconde al di sotto.

"Mine Vaganti" (110min)
Domenica 25 alle 4pm (Village East Cinema)
Lunedì 26 alle 7pm (Chelsea Clearview Cinema)
Martedì 27 alle 12pm (Chelsea Clearview Cinema)
Mercoledì 28 alle 6pm (Village East Cinema)
Sabato 1 Maggio alle 8pm (Village East Cinema)
Per maggiori informazioni consultare il sito del festival: www.tribecafilm.com