PROTAGONISTE/“Silvio 3.0” vince anche sul web

di Lella Golfo*

A Febbraio, in Italia, 22,9 milioni di persone hanno usato internet, e oltre 19 milioni trascorrono più di sei ore al mese sui social network. Un bacino sconfinato di contatti e adepti che non poteva non ingolosire il mercato della politica. Certo, rispetto ai trendsetter d'oltreoceano, i politici di casa nostra ci hanno messo un po' a carburare ed entrare negli ingranaggi della rete, ma nell'ultimo anno hanno bruciato tutte le tappe, facendo dell'agorà virtuale il più conteso degli spazi. Per onestà, il primato della scoperta del web come straordinario moltiplicatore e aggregatore di consensi è stato di Beppe Grillo. In funzione contestataria e smarcatamente demagogica (perché se di sinistra la demagogia è cosa buona e giusta, se di destra è rigurgito totalitario), il comico riciclato alla politica ha costruito su internet un movimento che con un debutto dell'1.7% è stato salutato, insieme alla Lega, come il fenomeno dirompente delle ultime regionali.

Fin qui la funzione qualunquista e antipolitica del cyberspazio. Ma il vero colpo di coda e nello stesso tempo la virata destinata a dettare l'agenda in futuro è stata appannaggio del centrodestra. Perché in Italia l'indimenticabile canzone di Gaber ha lasciato il segno e se il culatello resterà sempre di destra e la mortadella di sinistra, la rete era proprietà esclusiva del popolo di girotondini e compagni.

A sparigliare definitivamente le carte ci ha pensato come sempre Silvio Berlusconi. Già nel 1995 il Premier avvia la sua esplorazione della frontiera liquida delle rete ed è sempre sua la creazione della prima community dedicata a un politico, forzasilvio.it, che in dieci mesi raggiunge 240mila utenti registrati e non sfigura di fronte al milione e mezzo di iscritti che my.barackobama.com ha conquistato dopo un anno e mezzo di campagna elettorale. Una settimana fa, poi, il coup de théâtre che ha spiazzato tutti. Con un funambolismo e una versatilità mediatica che non smettono mai di stupire, il Premier ha inaugurato l'era di "Silvio 3.0", approdando sul social network più popolato d'Italia, Facebook. L'occasione gliela offre ilgiornale.it che ospita un intervento del Cavaliere per ringraziare gli elettori: in appena otto ore i commenti salgono a quota 12mila. Non c'è partita per gli avversari politici.

Il primato di Grillo con i suoi 206mila fans o il "caso Vendola" che dagli 83mila adepti su Facebook ha tratto linfa vitale per la vittoria in Puglia, sono sbaragliati in un colpo di ciglia. Appena sbarcato sul social network che conta 15 milioni di iscritti solo nel nostro Paese e 400 milioni in tutto il mondo, il Presidente del Consiglio spunta 215mila fans e sale sul podio dei leader politici più popolari del web. Un trionfo prevedibile. Perché la rete altro non è che una piazza virtuale e il Cavaliere ha sempre usato le piazze come veicolo di legittimazione carismatica. Internet bypassa i canali istituzionali, disinnesca i formalismi, neutralizza il politichese, rende liquida la comunicazione. I social network possono diventare per la politica il luogo virtuale di una consultazione allargata e fluida, perpetua e a doppio senso, paritaria e partecipativa.

Diciamolo pure, come strumento politico il web può essere paragonato a un "predellino virtuale", un "gazebo telematico", che nella realtà corporea sono pure invenzioni di Berlusconi! Che ora ha fiutato l'enorme potenzialità politica di internet ed è approdato al cyberspazio con una naturalezza che fa fare brutti presagi agli avversari. Perché il Premier ci ha preso gusto e ha intenzione di capitalizzare il successo del debutto non solo per sedimentare il dialogo diretto con un elettorato più ampio e giovane, ma per avviare un coinvolgimento sempre più incisivo sulle strategie future del Governo. A breve, per esempio, nascerà il sito ilgovernodelfare.it che interpellerà il popolo dei cybernauti sul tema delle riforme.

La guerra è iniziata. Perché fino ad ora, il monopolio del web sul fronte del centrodestra era appannaggio dell'area finiana del partito. Prima con il magazine della Fondazione Farefuturo, poi con la neonata Generazione Italia e i suoi "circoli virtuali", l'ex An ha fatto del magma della rete il nuovo serbatoio di idee e dibattito. Ora Silvio incalza anche su quel fronte. Non solo internet come strumento di irradiamento carismatico ma come piattaforma di proposte e democraticizzazione della politica.

L'opposizione, nel frattempo, resta al palo e perde anche l'ultimo baluardo anarchico espugnabile. Vendola, per esempio, rischia di esser travolto dall'ansia telematica. Sì perché dopo una campagna elettorale paragonata a quella obamiana dove la Fabbrica di Nichi con i suoi 31.107mila fans è risultato il profilo più frequentato dei candidati governatori e dopo gli originali filmati su Youtube che hanno costretto gli avversari a seguirlo sullo stesso terreno, il popolo del web gli ha chiesto il conto e vuole deciderne gli assessori. Pierluigi Bersani? Nella classifica dei politici più popolari su Facebook, raccatta un misero 14° posto. Davanti a lui, Vendola, Di Pietro, la Serracchiani, De Magistris e Veltroni. Verrebbe da dire che internet è democratico e democraticamente il centrosinistra continua a frantumare la leadership tra cento e uno contendenti. Fossi in Pierluigi inizierei a preoccuparmi. Fosse mai che si inventano che nel 2013 le primarie si svolgono sulla rete?