PUNTO DI VISTA/Ma chi si fida di Amanda?

di Toni De Santoli

Torna d'attualità, di tragica attualità, il caso di Meredith Kercher, la ragazza inglese sola, ingenua, vulnerabile, assassinata a Perugia nel 2007 dopo essere stata gettata nella spirale del terrore, dopo essere stata violata: l'indecenza delle indecenze, un crimine che ogni giudice americano definirebbe, a ragione, "heinous". Torna quindi d'attualità il caso di Amanda Knox, la giovane americana condannata per omicidio a ventisei anni di carcere insieme al suo ragazzo, il Sollecito, e al Guedè, africano, adottato anni fa da coniugi perugini (i due lugubri personaggi hanno ricevuto pene un poco meno pesanti). L'omicidio di Meredith Kercher è stato riportato pochi giorni fa alla ribalta da Channel Four, inglese, e diffuso in Italia dalla rete tv "Sky". Un esempio di giornalismo televisivo equilibrato, rigoroso, privo di sentimentalismi, privo di moralismi.

Ma di Amanda Knox un'opinione ce l'eravamo comunque già fatta nei mesi scorsi, mentre infuriava, e tuttora infuria, la campagna a suo favore condotta negli Stati Uniti, dove, per l'occasione, si è detto e ripetuto che "the Italian judicial system is a joke". No, cari lettori italiani che vivete negli Stati Uniti d'America: il sistema giudiziario italiano non è un "joke". Lo era - ed era un terribile, spaventoso "joke" - una quarantina di anni fa, tanto che esso spinse il regista e documentarista Nanny Loi a girare nel 1970 (il film uscì nel '71) l'indimenticato, celebre film, con Alberto Sordi quale protagonista, "Detenuto in attesa di giudizio". Oggi il sistema giudiziario italiano non è, nossignori, un "joke". Ci si pensa due volte prima di condannare a venticinque o trent'anni di galera un essere umano. Gli "strati" di giudizio sono innumerevoli. Ci si muove coi piedi di piombo. Non si gioca col destino delle persone. Ma l'America nella circostanza o, meglio, certa America, ha subìto l'ennesimo attacco isterico...

Infliggere ventisei anni di carcere a una ragazza americana così "merry", così "good-natured", così ‘proiettata' verso gli altri... Come sono perfidi, come sono spietati gli europei, e come sono "callous" gli italiani, i quali decidono per il verdetto di colpevolezza prima ancora che il processo abbia inizio...! Perfino un magistrato americano ha preso parte, e prende parte, alla campagna pro-Amanda, alla difesa della "next door girl", della fanciulla giuliva, soave, tenera, la quale non torcerebbe un capello a nessuno, la quale è simbolo, e incarnazione, di "bontà", "candore", "gioia di vivere". Morale: è proprio vero che nel Nuovo Mondo vivono le anime più belle e generose e che nel Vecchio Continente spadroneggiano ancora i bruti, i cattivi, gli agenti del Male, gli alfieri del classismo, i signori della tenebra... E' stato insomma rispolverato, e tirato a lucido, l'antico, insopportabile luogo comune secondo cui l'America è Luce e l'Europa (e l'Italia!), appunto, Tenebra. Americani! Non avventuratevi mai più in Europa! Dimenticatevi Londra e Parigi e, soprattutto, Perugia (!), Roma, Palermo... Potreste non uscirne vivi. Potreste ritrovarvi murati vivi...

Il processo per l'omicidio di Meredith è stato lungo, articolato, sofferto, sofferto ‘anche' dalla pubblica accusa, il giudice Magnini, del quale un bel giorno in ambienti americani si è messa in discussione la salute mentale. Al chè Magnini ha osservato che per mesi e mesi ci si è preoccupati della giovane imputata americana e ci si è dimenticati dalla ragazza inglese ammazzata come un tempo non s'ammazzava nemmeno un maiale. Amanda Knox alla fine del dibattimento è stata ritenuta colpevole d'omicidio. Quindi, la "merry" Amanda è colpevole. E' colpevole (ci vorranno comunque altri gradi di giudizio per la sentenza finale) la studentessa americana che, a dispetto dei suoi modini televisivi, della sua ‘grazia', della sua educazione artefatta, calunniò come omicida il malcapitato, e innocente, Patrice Lumumba, facendolo sbattere in galera per ben due settimane... Ci si può quindi fidare della parola di questa donna per la quale la vita è un ‘gioco', una ‘vacanza', finchè un essere umano non ci rimette nel modo più orribile la vita?