EVENTI/CONFERENZE/Viaggiando in un’unica Terra Italia

di Liliana Rosano

"Terre Promesse: Excursions Towards Italian Topographies" è il titolo della conferenza che si terrà al John D. Calandra Italian American Institute della Cuny i prossimi 23 e 24 Aprile (25 West 43rd street, 17 floor, tel 212 642 2094). Al centro del dibattito il tema della Terra, inteso non solo come spazio fisico di lavoro ma anche come luogo intellettuale di crescita e di manifestazione di ogni forma di arte: dal cinema alla letteratura. "Abbiamo scelto il tema della terra, ci spiega Anthony Tamburri, Dean del Calandra, come elemento comune che lega tutti i vari aspetti che riguardano il dibattito sulla cultura italiana. Il nostro vuole essere un approccio globale che esamina il legame tra l'Italia, madrepatria per milioni di immigrati italiani e il contributo di questi ultimi nel processo di migrazione verso gli Stati Uniti d'America. Partendo proprio dall'elemento della terra, simbolo di fisicità e di appartenenza". La conferenza aprirà i battenti con la discussione sul "Travelling Writing", mentre nella stessa giornata diverse sono le tematiche affrontate da studiosi e non solo: la simbolica rappresentazione della madreterra, giustizia sociale e democrazia, la migrazione siciliana a New Orleans, Little Italy come sociale soggetto a numerosi cambiamenti. A proposito di quest'ultimo, abbiamo chiesto a Tamburri, come è cambiata Little Italy in questi anni e qual è l'impatto oggi della cultura italiana nella società americana.

"Little Italy oggi si è trasformata in una vera e propria destinazione turistica che ha perso ogni traccia di autenticità del fenomeno migratorio degli italiani d'America. Della Little Italy, simbolo di lavoro, sacrificio di milioni di italiani sbarcati nel Nuovo Mondo, non è rimasto niente.
Oggi però l'impatto della cultura italiana nella società americana passa attraverso altri canoni e attraverso altre forme di comunicazione, tutte riconducibili al "Made in Italy".
Cosi Italia oggi significa soprattutto cibo, arte, moda e cinema".

E cosi si torna a parlare di Italia e della cultura italo-americana, tema molto caro oltreoceano che sembra appassionare gli italianisti e anima i dibattiti accademici.
Ci si chiede se c'è una certa urgenza o esigenza di tanta discussione, del perché oggi sembra attuale più che mai questa operazione di modernizzazione della cultura italiana e questo legame con la cultura americana.. In una parola, torniamo al rapporto Italia vs Italian-American.

Un rapporto difficile e controverso che parte da una precisazione.
"L'aggettivo italiano, afferma Anthony Tamburri, ha un duplice significato. Per alcuni, si riferisce a quelli che vengono direttamente dall'Italia, per altri invece, sta a significare anche Italo-Americano. Questo naturale rapporto dialettico, ha bisogno di essere analizzato in maniera più profonda ed esplorato fino in fondo per evitare di imbattersi ancora una volta nei soliti stereotipi e luoghi comuni. Le due culture, continua Tamburri, spesso si sovrappongono e si influenzano a vicenda. Pensiamo ad esempio agli elementi in comune della cosiddetta " working-class novel": Vasco Pratolini in Italia, John Fante negli Stati Uniti, l'uso del discorso indiretto sia  in nelle novelle di Giovanni Verga  cosi come  in Pietro di Donato. Ma non solo, pensiamo dice Tamburri all'influenza del neorealismo italiano in Martin Scorsese.

Quello di cui oggi si ha bisogno è una maggiore considerazione della cultura italo-americana dal parte di quella italiana e una maggiore sensibilità della cultura italo-americana agli input di quella italiana. Solo in questo modo, conclude Tamburri, si può costruire un dialogo costruttivo. La confernza infatti nasce proprio con questo scopo: cercare gli elementi in comune delle due culture ma anche quelli che caratterizzano una certa  identità e darne una visione unica e non sempre diametricalmente opposta come invece oggi spesso si tenta di fare".
La conferenza al Calandra Institute esplora e affronta anche tematiche strettamente legate alla trasformazione della società americana ma il cui contributo italiano è stato essenziale, come quella che riguarda il processo di gentrificazione a Brooklyn di cui se ne parlerà il 24 aprile.

Non manca qualche curiosità e sfiziosità, come una sessione dedicata alla rilevanza culturale dei funghi selvatici come cibo (Fright or Delight: The Cultural Implications of Wild Fungi as Food). Una visione romantica che dimostra come il cibo per entrambe le due culture è tradizione e viaggio nella memoria.