EVENTI/LIBRI/Con Bassetti sulle orme degli italici

di Liliana Rosano

 Parlare oggi del concetto di Italico è molto di più di uno studio statico e ormai compiuto. È un dialogo continuo che richiama numerosi processi di trasformazione e una sempre e attiva discussione.

Da questa curiosità e spinta nasce "Italic Lessons- An On-going Dialog" (Bordighera Press, 2010.), l'ultimo libro di Piero Bassetti che, insieme al giornalista Niccolò D'Aquino, ha messo insieme queste conversazioni sul concetto di italico e di italicità. Un'analisi attenta e sofisticata che abbraccia diversi elementi: la storia, l'etno-antropologia, il fattore migrazione, la geopolitica.
Il libro sarà presentato dagli autori il 20 Aprile, alle 6 pm,  al Calandra Italian American Institute della Cuny  (25 West 43rd street, 17 floor, tel 212 642 2094)) e alla discussione, moderata da Anthony Tamburri, Dean dell'Instituto,  tra gli altri, saranno presenti, con iil Console Generale d'Italia Francesco Maria Talò, anche i Professori della Suny Stonybrook Peter Carravetta e Mario Mignone, e i giornalisti Giampaolo Pioli, Letizia Airos Soria, Stefano Vaccara.

 In questo libro, l'autore vuole condividere insieme al lettore le sue riflessioni sulla nozione di "Italicità" e sulla sua inevitabile influenza su più di 250 milioni di italici nel mondo.
Come afferma lo stesso Bassetti, "per italico si intende, un post-italiano, un cittadino del mondo che ha una nuova identità basata sicuramente su origini regionali ma che si contaminano attraverso il contatto con nuove culture".
Si potrebbe dire che italico è un cosiddetto prodotto "glocal", cioè un concetto che attinge da una specifica matrice geografica (le varie regioni da cui sono partiti gli italiani) ma che si evolve attraverso l'impatto con altri elementi globali (la migrazione, l'incontro con altre culture).
Ma chi è potrebbe essere il nuovo italico, se volessimo dare a questo concetto dei tratti di appartenenza ben specifici?

L'italico, perchè no, potrebbe anche essere il nuovo migrante, colui che oggi sceglie di abbandonare l'Italia e di confrontarsi con altre esperienze socio-culturali.
O anche l'appassionato di cultura italiana, un italofilo, uno studioso di italianistica.
Bessetti, infatti, tiene a precisare che italico non è un concetto monolitico che si basa quindi su una precisa appartenenza e definizione ma un prodotto da cross-culture sempre in evoluzione.
Un tema molto caro a Bassetti, che ha già affrontato nel suo primo libro "Italici" (2008) e poi appunto proseguito nelle interviste con D'Aquino che America Oggi, nell'edizione domenicale di Oggi 7,  pubblicò in 10 puntate. Dalla traduzione in inglese delle interviste, ecco l'approfondimento  nel libro che verrà presentato martedì al Calandra Institute.

Già nella precendente pubblicazione, l'autore esplora la filosofica nozione di italicità, arrivando alla definizione dell'italico "come membro di un vasto network, di una globale aggregazione basata su una certa condivisione morale".
Non mancano in questo nuovo lavoro i riferimenti a Italo Calvino e al suo libro "Lezioni Americane" dove Calvino affronta in un dialogo interattivo con un gruppo di studenti di Harvard, i processi di trasformazione della cultura italiana.
E non si può parlare di italico senza fare riferimento al concetto di italo-americano, che dell'essere italico è, se vogliamo, in qualche modo una forma di espressione.
Ma senza, come precisa più volte l'autore, ridurre il tutto a riferimenti geografici.
E con italico cambia anche il concetto di etnicità. Quest'ultimo infatti sembra essere svincolato da  certi criteri fissati dagli stati nazione (appartenenza ad un territorio, ad una razza) e diventa un concetto più fluido, che assorbe tutte le contaminazioni possibili. Un vero e proprio fenomeno globale.
Piero Basetti è il presidente di Globus et Locus, un'associazione di istituzioni che analizza le conseguenze della (g) localizzazione sulla politica e sulle istituzioni. È considerato il padre concettuale dell'Italicità, quel network transnazionale che mette insieme gi italiani del Canton Ticino, gli italiani di origine e gli italofili. Con lui italico è diventato un modo di essere o  se vogliano una sorte di way of life.

In questo libro il dibattito è stimolato da Niccolò D'Aquino, giornalista nato all'estero e che ha vissuto fuori dall'Italia per diversi anni.
E' non c'è luogo migliore di New York per parlare di italico e di italicità. Sempre e solo nella Grande Mela si compiono infatti tutti i processi di cross culture e di contaminazione. Quel grande contenitore globale che racchiude diverse razze e culture, alla fine mescolandole tutte insieme.