PUNTO DI VISTA/Leghisti alla matriciana

di Toni De Santoli

Sarà la Lega Nord - in base a notizie diffuse fra lunedì e martedì scorsi - a decidere sulla natura e sui tempi delle riforme sociali, politiche, economiche, istituzionali da applicare in Italia. Questo ha preteso il capo leghista Umberto Bossi e questo gli ha concesso il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, il quale - secondo un giornalista italiano del quale ci sfugge ora il nome - "è, intimamente, leghista". D'altro canto, secondo la logica ‘perversa' degli agglomerati politici coi quali si formano i "poli" (le palle al piede dell'Italia!), Berlusconi non avrebbe potuto agire diversamente: è la Lega che sorregge il vuoto e vacuo Popolo delle Libertà, è quindi la Lega a puntellare la maggioranza di governo. Se la Lega - come già fece nel 1995 - uscisse dalla maggioranza, per questo castello di carte sarebbe la fine.

Ma verranno varate le strombazzate, eppur ancora nebbiose, riforme delle quali la nazione avrebbe bisogno estremo? Ora come ora, stante la demoralizzante acquiescenza dei parlamentari della maggioranza verso Silvio Berlusconi, sì, verrebbero varate. Poniamo allora che queste benedette riforme stiano per tramutarsi in leggi, norme, disposizioni. Leggi, norme, disposizioni concepite, elaborate, lanciate dalla Lega Nord. Lanciate, quindi, da un movimento ancor più oscurantista del Partito Nazionalista di novant'anni fa, ancor più oscurantista della setta settecentesca aretina "Viva Maria", e, di sicuro, tanto retrogrado, grigio, quanto il famoso ministro savoiardo Solaro della Margarita e i suoi accòliti nel Piemonte di centocinquanta e rotti anni fa...

Bene: il ‘progetto riforme' viene assegnato a un movimento ‘locale', a un movimento che non rappresenta, né può, rappresentare il popolo d'Italia. Non si dia troppa retta a quel che viene scritto in questi giorni su vari quotidiani italiani circa presunti sfondamenti elettorali della Lega a sud del Po. A sud del Po, i bossisti possono avere, tutt'al più, stabilito qualche testa di ponte, ma da qui a sfondare, o a dilagare, ce ne corre. Ce ne corre parecchio. Ci dicano quindi quanti voti prende la Lega a Roma. Quanti ne prende a Napoli. Quanti ne piglia a Bari, Brindisi, Taranto, Potenza, Cosenza, Messina, Catania, Palermo, Cagliari. E quanti ne ottiene a Firenze, Livorno, Siena, Perugia, Pesaro, Ancona, Macerata, L'Aquila, Pescara, Rieti. Quanti? Nemmeno uno. Ci viene voglia di parafrasare lo Stalin il quale, a chi gli faceva notare l'influenza del Vaticano in almeno mezzo mondo, replicò, in modo beffardo: "Sì, ma quante Divisioni ha il Papa...?"

In Italia vivono milioni e milioni di cittadini i quali non intendono che il loro destino venga deciso dalla mezza dozzina di individui che guida il novello Carroccio.  La Lega, almeno secondo noi, è un'anomalia nel Settentrione stesso. E' un equivoco. E' una disfunzione. Essa divide, anziché unire. Illude, anziché dare vera speranza. Suscita egoismo. Acceca e altera gli impressionabili. Uno dice: "Eppure vari amministratori leghisti lavorano bene". Certo che lavorano bene, sono persone preparate, oneste, animate da un certo senso civico. Ma ciò che il Carroccio rappresenta, sovrasta, schiaccia l'opera buona di dieci o dodici fra sindaci e assessori. L''opera buona' di questa pattuglia di amministratori si perde nell'"oscurità" della Lega Nord. Essa appare piccinina di fronte alle disguaglianze fra gli Italiani propugnate dai "cervelli" del Carroccio.

La Lega il proprio riscatto potrebbe tuttavia trovarlo e potrebbe quindi essere di una qualche utilità all'Italia e agli Italiani. Basterebbe che riconoscesse la maestà di Roma, che tendesse la mano in modo sincero, onesto, a chi vive a Lampedusa, a chi vive nel Campidano, nelle Murge, a Piazza Armerina; che, genuinamente, proclamasse: "Da Brunico a Pantelleria c'è un solo popolo: il popolo italiano". Ma forse sarebbe come chiedere troppo a chi, dinanzi all'Arco di Tito, non ha neppure coscienza di dove si trova... Magari ha più voglia ancora di divorare una ‘matriciana'... Quella, appunto, gli piace... Eccome se gli piace...