Libera

L’ignoranza è un vanto

di Elisabetta de Dominis

L'impressione è: un colpo al cerchio e un colpo alla botte. Berlusconi fa il nordista, Bossi il sudista e noi - gente comune - al centro a fare i fessi. Votare per Casini sarebbe stato ammetterlo (attenzione: non sono una sua simpatizzante). Invece stare nel Popolo della libertà fa tanto liberali per i liberisti e i libertini, stare nella Lega fa secessionisti senza federalismo fiscale. Federalismo che è come l'araba fenice. Arriverà fra un anno, ecco l'ultima notizia. E' da un bel po' che la Lega è arrivata al governo senza il suo cavallo di battaglia, il federalismo; ma che sia a piedi nessuno se n'è accorto, perché gli italiani vanno tutti sulle quattro ruote, delle quali una buona parte di grossa cilindrata. Infatti per Pasqua ci sono state le solite code chilometriche sulle autostrade e il Giornale ha titolato: "La crisi è andata in vacanza. Italia povera, italiani ricchi. Centri turistici presi d'assalto, ristoranti pieni: metà dei connazionali dichiara di guadagnare meno di 15 milioni l'anno, ma vive alla grande. C'è qualcosa che non torna". Sì, ne abbiamo già scritto. 

"Fanno miracoli o fanno dei furti?" si chiede il direttore Vittorio Feltri. Gli rispondo io: fanno dei furti miracolosi. E vi spiego perché: per fregare il fisco, bisogna essere dotati di doti soprannaturali o sapersi sacrificare. Nel primo caso bisogna essere talmente furbi da essere diabolici, ma il diavolo non è che un angelo decaduto. Ovviamente questi soggetti frodano alla grande (vedi i 95 miliardi ritornati dal paradiso fiscale in terra natia grazie allo scudo fiscale). Poi ci sono i poveri cristi, che si sacrificano facendo un secondo lavoro per vivere dignitosamente o magari ne fanno uno solo, il muratore, la colf, e tengono i soldi sotto il materasso così, non pagando le tasse, si possono concedere con sacrifici la vacanza pasquale in fila indiana. Il fisco però è cieco, come la fortuna, e non distingue tra chi non paga le tasse perché non ce la farebbe a vivere (come quel piccolo imprenditore veneto che si è suicidato, essendo rimasto senza lavoro e con 100 mila euro di debito verso il fisco) da chi froda alla grande. Tra questi includo anche quegli onorabilissimi industriali che equiparo agli schiavisti perché usano manodopera extracomunitaria sottopagandola sia in patria che all'estero. E al contempo fregano l'acquirente vendendogli a caro prezzo un sottoprodotto che di italiano ha solo il marchio. Mi è capitato negli ultimi due anni di comprare tre paia di scarpe costose e di rimanere con tutte e tre bloccata dopo circa mezz'ora: non riuscivo più a fare un passo per i dolori alle articolazioni del piede. Ho notato che la pianta del piede non poggiava sul plantare: un artigiano italiano non avrebbe mai sbagliato le proporzioni di un plantare e il rapporto punta-tacco.

Nell'ultima settimana Diego Della Valle, noto produttore di vari marchi, è stato invitato a ben due programmi politici, come opinionista. Ora, non solo non fa parte di Confindustria, e questo poco male, ma neppure ha votato, per sua ammissione, e questo mi pare peggio; infatti non è stato in grado di esprimere un'opinione politica degna di nota. Ma quello che è più deprecabile è che si è espresso in un italiano sgrammaticato: "Bisogna capire che non è sempre quelle riforme che servano che vengono fatte". Sarà a causa delle sue frequentazioni di lavoro? Il conduttore però non l'ha corretto, forse per rispetto dei suoi miliardi, i quali non servono per sapere quando usare correttamente l'indicativo e il congiuntivo. Tanto la sintassi è un'opinione, ma la matematica no. Infatti al giornalista Gad Lerner, che lo sbeffeggiava per essere riuscito ad entrare, grazie alle sue relazioni nel mondo del business, nel consiglio di amministrazione del Corriere, ha risposto che lui non ha mai perso in nessun investimento e che i risparmi di suo padre li ha fatti fruttare. Solo di suo padre?

Del resto Tremonti per fare il grazioso con l'elettorato leghista, che si sa non brilla per cultura, ha dichiarato: "Noi che poche volte ci capita di leggere un libro". Ormai l'ignoranza è un vanto.