Visti da New York

Caro Silvio ti scrivo

di Stefano Vaccara

Caro Silvio ti scrivo, cosi mi distraggo un po', e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.

Caro premier Silvio, vedo che anzi sei molto vicino, oggi sei già a Washington per Obama e gli altri grandi e nani della Terra, per quella grande messa in scena sulla sicurezza nucleare.

Mentre voi starete a parlare, c'è chi tra noi ha messo dei sacchi di sabbia alla finestra, per paura dell'iraniano, del coreano, e perché anche di voi non ci fidiamo.

Bombe nucleari tu caro premier Silvio per fortuna non ne hai, ma sei capo di governo pur possedendo l'arma dei media, così puoi far la festa a tutti quanti, tre volte anche a Natale.

Da quando sei partito, c'è una grossa novità, le tue elezioni sono finite ormai ma tra noi, italiani d'America, c'è qualcosa che non va. Le tue televisioni hanno detto che con il nuovo anno, anche quello già passato porterà "retroattivamente" una grande trasformazione, proprio un grande novità, una riservata solo per noi all'estero e che nessuno stava aspettando. Il tuo governo, caro Silvio, ha tagliato retroattivamente del 50 per cento i contributi ai giornali italiani all'estero. E' un fatto molto strano, perché a tutti gli altri giornali, compreso qualche campanile stonato o del tutto invisibile, il Parlamento della tua maggioranza i contributi non li ha fatti mancare, mentre a quei giornali che hanno migliaia di lettori italiani fuori dall'Italia, o anche lettori che italiani non sono ma l'Italia è la loro passione, gli ha lanciato un taglio retroattivo equivalente a un missile a testata nucleare, per farli sparire per sempre dalla faccia della terra.

Si starà senza più parlare per generazioni, non ci sarà più un giornale italiano fuori d'Italia. Passi pure che ogni povero cristo che ci lavorava dovrà trovarsi un altro modo per mangiare, ma caro Silvio, come la mettiamo se anche la lingua italiana all'estero non sarà più letta e neanche i muti la parleranno, neanche i sordi l'ascolteranno?

Senza grandi disturbi quindi, grazie alle grandi trasformazioni del tuo governo, anche il giornale degli italiani d'America sparirà.

Vedi caro Silvio, cosa ti scrivo e ti dico, e come sono contento che tu sia qui e leggi America Oggi in questo momento! Vedi vedi vedi vedi caro Silvio, cosa si deve inventare, non per riderci sopra ma per continuare a sperare.... Che tu caro Silvio, in fondo in fondo della decisione dell'anno che retroattivamente verrà, tu non ne sai nulla, non può essere colpa tua, hai tanto altro più importante da badare, come a Washington da domani con Obama.

Sei proprio tu che hai urlato in piazza, in tv, persino su facebook, che l'amore vince sempre contro l'odio. Vero Silvio?

Allora forse qualche furbo leghista ti ha preso per cretino di una certa età, per farti odiare anche per l'anno che verrà. Alla mezzanotte di un decreto, qualcuno dei tuoi si è distratto e ti ha fatto fesso.

Vedi caro Silvio, in questo istante non pensare a chi ogni tanto ti rompe e non ti elogia o non scrive che il Cavaliere ha sempre ragione, ma pensa invece alle migliaia di italiani che all'estero vivono e come diventa quindi importante che anche in questo istante ci sia anch'io e, soprattutto, questo giornale.

Vedi caro premier Silvio, anche tu un giorno potresti cambiare, rimanere all'estero più a lungo, per scelta o forse per necessità, e diventare come uno di noi, e anche se più agiato, pur sempre bisognoso del calore di chi ti parla italiano.

Vedi caro amico premier, cosa ti scrivo e ti dico, l'anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando. Spero allora, caro Silvio, che anche per te l'anno che verrà avrà la stessa novità.