MUSICA LIRICA/Progetto Puccini

di Giuseppe Greco

Non solo un semplice sosia, ma in tutto e per tutto Puccini. Riccardo Joshua Moretti, già Guest Director del Teatro Bolshoj di Mosca, da docente del Conservatorio "A. Boito" di Parma ricopre il ruolo di attore protagonista nel film "Puccini e la fanciulla" che sta riscuotendo successi in tutto il mondo. Il lungometraggio è uscito nelle sale cinematografiche nel 2008, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del compositore, è stato presentato alla 65° Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia. La Parma OperArt Associaton e l'Italian Academy Foundation lo presenteranno domenica prossima, 11 aprile alle 7:30 di sera, alla Zankell Hall della Carnegie Hall (57th Street & 7th Avenue). Per informazioni, tel. (914) 966-3180 [ext. # 127].
Il maestro Moretti, che compone colonne sonore per film, documentari e musica per il teatro, ha ideato lo spettacolo dal titolo "Puccini experience". Si tratta di un viaggio intimo dentro l'anima musicale pucciniana in cui Moretti racconta la sua recente esperienza cinematografica, uno spettacolo dove musica, danza, parola e immagini (proiezione del filmato inedito "Un giorno con Puccini" e frammenti da "Puccini e la fanciulla") si ritrovano e si confondono, ricordando l'opera e la vita del grande compositore.  

Come è nato questo progetto?
«Durante la preparazione del film "Puccini e la fanciulla" il regista Paolo Benvenuti ha ritrovato, all'interno di una vecchia e polverosa valigia, numerosi e preziosi documenti (foto, lettere ...) tra cui due bobine di una vecchia, logora e appiccicosa pellicola riposta in due scatole di latta per biscotti. Solo successivamente abbiamo saputo che risaliva al 1915 e, con stupore e meraviglia, il filmato riguardava il M° Puccini ripreso mentre soggiornava nella sua amata Torre del Lago.

Dopo un accurato restauro questo prezioso documento ha ripreso a vivere in tutto il suo splendore. Finite le riprese del film di Benvenuti mi sono messo subito al lavoro per realizzare una colonna sonora che fosse la più adatta possibile a quelle splendide e storiche immagini ma, soprattutto, per ricreare quelle atmosfere che quel luogo magico sa esprimere in modo quasi surreale e, allo stesso tempo, esprimesse il mio amorevole omaggio al musicista che da sempre amo in modo viscerale.
Così è nata l'idea del mio recital dal titolo "Puccini experience" all'interno del quale questo documentario riveste la parte più significativa ed emozionante. Ci sono vari temi relativi alla scansione delle varie sequenze cinematografiche, ogni tema è un momento a sé stante ed autonomo anche quando si tratta di un intervento di pochi secondi e ciò è stato indispensabile per sottolineare musicalmente i molteplici aspetti del racconto visivo».

Lo spettacolo si compone di parti video e di parti sonore. L'ensemble, oltre al maestro Moretti che ha composto tutti gli arrangiamenti, è formato dalla viola della Filarmonica della Scala di Milano, da un contrabbasso e flauto, al pianoforte il maestro Moretti. La parte danzata rappresenterà la figura di Doria: la servetta di Casa Puccini che si suicidò perché accusata dalla moglie di Puccini di avere una relazione amorosa con il marito. La giovane Doria si tolse la vita ingerendo sublimato corrosivo e morì dopo cinque giorni di terribili sofferenze facendo una morte straziante.

Le musiche composte dal Moretti sono sempre molto pucciniane per il suo modo di sentire i suoni, egli conosce i suoi metodi e il suo modo di scrivere musica, grazie alla sua profonda conoscenza del maestro Puccini.
«Io di lui so tutto», afferma. «La casa che si vede nel film, dove abbiamo girato le scene, a Torre del Lago, era la mia casa, ci ho vissuto tre anni quindi per me era molto familiare. E' situata proprio accanto alla casa di Puccini, inizialmente Puccini voleva comprare questa ma era di proprietà degli Orlando dei cantieri livornesi, una famiglia talmente ricca che non fu disposta a vendere la villa a Puccini, il quale così acquistò la villetta che si trova a cento metri di distanza da questa in cui il maestro abitò per un certo periodo, proprio come me.
Quindi è come se mi fossi trovato a casa, fin da ragazzino andavo a studiare lì, il mio rapporto con Puccini è sempre stato molto strano, a dodici anni in Conservatorio mi chiamavano "Giacomo" perché conoscevo talmente tante cose di Puccini... conoscevo a memoria tutto quanto lo riguardava. Questo mio attaccamento poetico mi ha portato a pensare alla musica nel modo in cui lo faceva lui. Io ho fatto il film anche per questo, non solo per la somiglianza fisica».