SPETTACOLO/Molto... Cortesi questi burattini

di Laura Caparrotti

Una serata per bambini, una serata per adulti. Una serata per tornare a farsi stupire con uno degli spettacoli più antichi e più belli: quello dei burattini. La Casa Italiana Zerilli-Marimò ha ospitato - mercoledì scorso - la Famiglia Cortesi con i suoi burattini della tradizione bergamasca. I Cortesi erano già arrivati a New York due anni fa portando con sé la bellezza e l'allegria di tale pregiatissima arte. La volta scorsa avevano portato una fiaba, mentre questa volta hanno proposto una commedia dal titolo "Arlecchino malato d'amore", con protagoniste alcune delle maschere più amate della Commedia dell'Arte quali Arlecchino, Pantalone, Gioppino, e Brighella. La sala allora era stata gremita di piccolini che ridevano e applaudivano senza posa. Questa volta, il pubblico era in percentuale più adulto, ma non meno coinvolto.

Nell'aprire la serata, Stefano Albertini, il direttore della Casa Italiana, ha ricordato la sua storia con i burattini, quando da ragazzino arrivavano in paese per qualche giorno ed era una gran festa. Ecco, una gran festa. Questa era l'aria che si respirava alla Casa e che sicuramente si è respirata alla Scuola d'Italia Guglielmo Marconi e alla St. John's Church di Hoboken dove i Cortesi hanno portato i loro spettacoli. Una gran festa e una grande arte. Guardando lo spettacolo, non si può fare a meno di rimanere affascinati dalla bravura di questi maestri che fortunatamente continuano e sviluppano un'arte che altrimenti finirebbe.

I ritmi dell'azione, la capacità di sentire il pubblico e di giocarci, per non parlare della bellezza della fattura dei burattini - costruiti da Daniele Cortesi - e delle scene del teatrino - costruito da Lucretia Moroni, fautrice anche della venuta dei Cortesi a New York - rendono questo spettacolo una gemma preziosissima. Nel vedere la commedia, nel sentire le risate sincere del pubblico, degli adulti come dei bambini, non si può fare a meno di chiedersi perché tale arte non è altamente celebrata.

Oltretutto, com'è vero anche per i pupi siciliani, questi spettacoli hanno una storia importante: infatti, non erano all'inizio pensati per un pubblico di bambini, al contrario le storie, spesso truculente, erano tutte per gli adulti, che si portavano dietro i bambini ai quali venivano dedicate delle farsette a fine spettacolo. Nel caso dei pupi siciliani, gli spettacoli erano addirittura solo per gli uomini; durante ricorrenze speciali venivano presentate storie diverse, meno violente e più sacre, a cui potevano partecipare la famiglia tutta.

Insomma, senza fare in questo breve articolo, la storia dei burattini e dei pupi, quello che possiamo dire è che chi non c'era si è perso un grandissimo spettacolo e chi c'era, ha avuto la possibilità di aprire il cuore e farlo ridere.  Per chi volesse saperne di più dei Burattini Cortesi, può visitare il sito www.baraccaeburattini.it. Per chi sarà a Bergamo a giugno, la Fondazione Palazzo Moroni organizza un Festival di Teatro di Figura in cui saranno presentati vari spettacoli dei Burattini Cortesi.