PAOLO FRESU CON “CHIAROSCURO” A SAN FRANCISCO/Dialogando tra luce e ombra

di Maria Bremer

Di San Francisco mi piace tutto. Si percepisce un calore particolare, un'atmosfera unica, rilassata. Voglio tornare". Ha gli occhi sognanti il trombettista Paolo Fresu dopo il suo concerto di sabato 27 marzo allo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco, in duo con il chitarrista Ralph Towner. Il pubblico ha assistito a un dialogo tra individualisti, che hanno messo in mostra tripudi di tecnica musicale dall'album Chiaroscuro senza alcuno sforzo apparente - come fossero seduti sotto ai platani, d'estate, a commentare la vita.

Fresu è un artista eclettico, onnivoro, creativo. Trombettista e compositore, coniuga tonalità mediterranee con un personale spirito d'avventura; nel suono pulito ed elegante della sua tromba sembra riecheggiare il primo Miles Davies. Dirige un proprio quintetto e svariate ulteriori formazioni. Nel suo lavoro gli estremi si fondono in una singolare armonia: dalla banda del paese passa ai premi internazionali, dalla campagna sarda, la sua terra d'origine, a oltre 130 dischi pubblicati. La scoperta del jazz nel 1980 lo porta stabilmente ai vertici delle classifiche del Top Jazz della rivista Musica Jazz e si concretizza, nel suo percorso, in innumerevoli collaborazioni nazionali e internazionali. È la ricerca di una musica "totale", senza confini geografici o di genere, che trionfa ora esemplarmente in Chiaroscuro, l'album che ha fatto da traccia al concerto di sabato 27 marzo. Frutto di un incontro particolarmente felice, nel 1992 - in occasione del festival jazz di Sant'Anna Arresi - con il chitarrista americano Ralph Towner, il disco viene ora presentato in un tour mondiale.

Musicista polistrumentista, collaboratore decennale della casa discografica ECM con numerose formazioni, Ralph Towner tocca qui le corde più profonde con la chitarra classica, contaminando accenti folk e indiani con improvvisazioni jazzistiche che rivelano l'influenza di Bill Evans. Fresu sembra trovarsi perfettamente a suo agio nell'elaborarne le melodie, affidandosi alla propria sensibilità ed espressività.

Chiaroscuro è un incontro che supera i confini geografici, dunque, ma che riflette realisticamente i momenti di rottura e i silenzi di un compromesso culturale in cui l'apertura all'altro è anche scontro, contrasto, luce e buio; dialogo di voci alternate o sovrapposte, lingue diverse che si rincorrono e solo a tratti si fondono in un lessico comune. Austero e solenne il raffinato Towner, frizzante ed eloquente, invece, la tromba di Fresu. Era gremita di pubblico la sala concerti dello YBCA, e ad ogni pausa - soprattutto dopo le intense "Punta Giara", "Wistful Thinking" e "The Sacred Place" - investiva i protagonisti di applausi scroscianti. Fasci di luce rosa acceso facevano da sfondo alla performance.

Il concerto è stato presentato nell'ambito della San Francisco Jazz Spring Season, come parte della sezione ECM Series, ed è il risultato di una fruttuosa collaborazione tra la SFJazz e l'Istituto Italiano di Cultura, che ancora una volta si è dimostrato attento e presente laddove l'arte italiana rivela le sue potenzialità più interessanti: non nel ripiegamento su se stessa, ma nella ricerca di contaminazioni, di sfumature, nella sfida del confronto - stavolta, magistralmente, attraverso la tromba di Paolo Fresu.