Il Festival di tre giorni tra Boston e NY/Suggestioni “on the spot” di poesia e musica italiana

di S.L.

Con la serata di martedì 30 Marzo all'Istituto Italiano di Cultura è terminato il Festival di tre giorni realizzato tra Boston (Harvard University) e New York (Italian Academy at Columbia University e IIC) e dedicato a uno speciale connubio tra musica e poesia.

Promosso dal Consolato Generale d'Italia di Boston, The Lauro De Bosis Committee for Italian Culture at Harvard e Federazione Sonora, "Suggestioni: Italian Music and Poetry on the spot" sembra ideato quasi a voler invocare Euterpe, nella mitografia classica musa della musica o della poesia lirica.

Protagonisti musicali la Talea Ensemble, con il pianista Steve Beck e Alex Lipowski, a cui eccezionalmente si unisce il percussionista italiano Dario Savron. La Talea Ensemble è un gruppo che si prefigge l'obiettivo di promuovere un programma innovativo di musica nuova e all'avanguardia comunicando, in conseguenza, le voci caratteristiche dei compositori che meritano di essere ascoltati. Abbiamo dunque Steve Beck con una sua personale composizione, Dario Savron alla Marimba (strumento a percussione di origine africana formato da una serie di piccole tavole di legno duro, sotto le quali vengono disposte, come risonatori, grosse canne di bamboo. La versione perfezionata che prende il nome di Xilomarimba, è provvista di risonatori di metallo ed è entrata a far parte delle orchestre di musica leggera e sinfonica) ha proposto la sua In the night e la prima esecuzione al mondo de Thummels VergiB-mein-Lied del compositore italo-tedesco Fabio Nieder. Infine, Alex Lipowski ha eseguito Mani di Pierluigi Billone, brano di ben 17 minuti, interpretato con uno speciale strumento a percussioni di forma tubolare con una molla fuoriuscente l'estremità inferiore. Un lavorio di suoni, fruscii, suggestioni, per far calzare a pennello il tema della serata, piuttosto che la musica da camera che siamo abituati ad ascoltare.

Tra uno spartito e l'altro sul leggio si sono dati il cambio i testi poetici di Paolo Valesio, Giorgio Caproni e Davide Rondoni. Lungamente apprezzati in Italia e all'estero, sono alcune delle voci più interessanti nel panorama poetico del nostro Paese. Valesio inizia leggendo il componimento Porta del Sole, ispirato dal famoso loco madrileno. Segue Il pasto dell'avvoltoio di cui trascriviamo l'incipit:

Morire è facile.
Ma essere sepolti: è un'arte filosofica.
Bisogna farsi seppellire
Col vestito del dì delle nozze.
Tu riaffermi la linea di una vita
Con un solo vestito buono
Dallo sposalizio alla terra.
Sperando che così ritroverai-
Al taglio decisivo, e sopra l'ultima  lama della luce di coscienza-
i padri dei padri dei tuoi padri.
[...]

Valesio, cattedra Giuseppe Ungaretti in letteratura italiana alla Columbia, conclude con due brevi poesie: Da Piazza San Pietro, dedicata al funerale di Papa Giovanni Paolo II a cui il poeta assistette attraverso la tv americana che trasmetteva da Roma dopo l'annuncio della morte del Pontefice; e Preghiera della torera, ispirata dal film "Parla con lei" di Pedro Almodòvar. Silvia Giampaola, addetta alla promozione culturale dell'IIC, legge una selezione da Asparizioni di Giorgio Caproni. Dopo di lei, il poeta Davide Rondoni decanta la sua È sempre notte, sempre giorno dedicata, dice Rondoni, «ai tanti fuochi che vediamo nella nostra epoca, meravigliosi e tremendi, e che magari non immaginavamo di vedere. I fuochi che ci portano su Marte o quelli che hanno abbattuto le Due Torri». Le due poesie successive sono legate alla città di New York, Spanish Harlem, che racconta di una "puttana incontrata nella notte", e Ground Zero, in cui il poeta immagina le innumerevoli vittime tornare a lavorare.

Una serata insolita, dove la poesia, i suoi toni, il suo saper parlare alle emozioni, ha suggestionato forse più di una musica dai rimandi futuristi ma senza l'appeal di Marinetti.