PERSONAGGI/ L’ARCHITETTO FILIPPO PACCAGNELLA/Un altro padovano “illumina” l’America

di F.F

Quella per il disegno è una passione che l'ha accompagnato fin da piccolo ed è la stessa che oggi l'ha portato ad arrivare in alto, davvero in alto. Lui è Filippo Paccagnella, architetto trentunenne padovano che da quattro anni vive a New York dove lavora per lo studio Ronnette Riley Architect, al 74° piano dell'Empire State Building. Dopo la laurea all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) ed un diploma in Industrial Design alla Scuola Italiana Design di Padova (Sid), Filippo sceglie New York per rincorrere il suo "sogno americano". Le soddisfazioni qui non mancano e, lavorando, arrivano in poco tempo. Tra i tanti progetti che il giovane padovano ha seguito in questi anni, quello a cui è più affezionato è Goalight una eco-lampada da soffitto a LED, in alluminio e plastica riciclati, personalmente progettata per l'azienda padovana Esse-Ci che da 26 anni produce apparecchi per l'illuminazione. Goalight, che per ora verrà prodotta solo su richiesta in Europa, sarà presentata in anteprima europea al Light+building 2010 di Francoforte, dall'11 al 16 aprile.

Tra i progetti a cui Filippo Paccagnella ha lavorato in questi anni, per conto di R. R. Architect ha seguito quello per il New York City Housing Authority realizzato con pannelli d'acciaio e vetro antiproiettile intercambiabili, un nuovo sistema di facciata per 19 Buildings a Brooklyn, ora in fase di costruzione, e il progetto per  il Westin Hotel di Toronto. "L'architettura ed il design sono due arti del costruire nate per risolvere un problema ed eprimere bellezza, guidando l'utente attraverso un esperienza unica" dice il giovane architetto parlando di sè e del proprio lavoro. Ma la sua energia e voglia di creare non si chiude in quell'ufficio del 74° piano dell'Empire State Building "da dove, dice, ho visto dei tramonti bellissimi". La sua passione per l'architettura e il design è entrata anche nelle scuole americane. Il primo contatto con il mondo dei ragazzi, Filippo l'ha avuto nel 2008 quando la per la prima volta, alla South Eastern Middle School East, ha tenuto un seminario per studenti sull'educazione al bello e la sua difesa. Di recente Paccagnella ha invece insegnato ad alcuni ragazzi di 11-12 anni di una scuola in Pennsylvania che cosa significa essere architetti e che impatto ha l'architettura sulla nostra vita quotidiana. "Ora sento il bisogno di insegnare alle nuove leve l'importanza del design sostenibile come fattore chiave per migliorare la qualità della vita. La bellezza delle cose ci rende felici. Sono cresciuto in Veneto, mi sono laureato a Venezia, circondato da esempi di architettura ed arte classica, il concetto di bello è sempre stato nel mio Dna".

L'ultima esperienza di insegnamento Filippo Paccagnella l'ha avuta qualche settimana fa nella prima scuola media bilingue, inglese e cinese, della East Coast, la Shuang Wen School, dove ha parlato ai piccoli studenti di design sostenibile nel nostro vivere quotidiano. "I bambini raprresentano il nostro futuro, saranno quelli che per primi dovranno sopportare e risolvere gli errori che la nostra generazione sta commettendo e i primi a portare innovazione e cambiamento. Negli Stati Uniti i bambini sono istruiti in modo esemplare ma spesso il tema dell'ecologia è limitato solo al concetto di spazzatura; quello che sto insegnando loro è la differenza tra un design sostenibile ed un design che invece attrae l'attenzione fregandosene del mondo in cui viviamo".
Parlando di futuro abbiamo chiesto al giovane architetto che cosa immagina per il suo e, ancora una volta, la sua energia sembra volersi tradurre in nuovi progetti tra cui quello di un'azienda tutta sua, che promuova il design sostenibile, in cui radunare amici designer capaci di realizzare idee giovani e innovative. Su queste prospettive, il ricordo corre spontaneo a quando, "ancora diciassettenne, racconta, mia madre insistette moltissimo perchè, invece di passare le vacanze estive al mare con gli amici, andassi a Boston per una vacanza-studio. Nonostante la prospettiva mi allettasse poco, ci andai, e questo mi cambiò la vita. Ora mi guardo indietro e mi chiedo dove sarei ora se non l'avessi ascoltata".