Libera

Papa, papà e papi

di Elisabetta de Dominis

Almeno non avremo il nano di Venezia né il castellano di Lecco. Chi va a Roma perde la poltrona? Macché. Brunetta e Castelli sono invisi nelle città dove sono nati. Vorrà dire qualcosa? Quando si maltratta si viene maltrattati. La spocchia non paga e allora i difetti, anche fisici, diventano colpe. Dove sta tanta cattiveria in un uomo così piccolo? Si chiede la gente. Quando poi si è piccini di testa... La riprova infatti è che Brunetta si è lamentato di non aver preso i voti della Lega. Ma almeno fosse stato zitto. Primo, perché ciò dimostra che non lo possono vedere neppure i suoi alleati; secondo, perché attesta che si vince solo grazie al voto di scambio. A riprova Renzo Trota, ossia Bossi junior (21 anni), come lo chiamò il padre, è stato eletto a Brescia, dopo che "papà mi ha dato l'opportunità di fare esperienza al Parlamento europeo e successivamente in quello italiano". Neanche avesse fatto una vacanza studio pagata dal genitore. Nossignori, ha ricoperto una poltrona pagata dai contribuenti italiani: 14mila euro circa il mese a uno che più che una trota è un somaro, essendo stato bocciato 3 volte, e vive come il delfino del re della Padania.

Il mio disprezzo più ancora che a questi politici, va al quoziente intellettivo degli italiani leghisti che li hanno votati. E'dal 1994 che la Lega promette il federalismo fiscale, e cosa ha fatto se non usare questa minaccia per prendersi una fetta di torta dell'impero romano?
Ritornando a Brunetta: ha terrorizzato tutti gli impiegati d'Italia, quegli stessi che ovviamente non possono evadere le tasse e che rappresentano una rilevante percentuale della metà degli italiani, la quale non dichiara più di 15mila euro l'anno, il cui rimanente è composto da ladri, ossia quei ristoratori, parrucchieri, dentisti, ecc. che non dichiarano i propri incassi.  

Molti politici e di destra e sinistra non hanno imparato da Berlusconi la gentilezza, l'ottimismo e la dissimulazione. Basta così poco per farsi votare. E far sognare, come la bella ministra Carfagna che è stata la più votata d'Italia: 56mila voti, il cui merito ha attribuito al suo presidente. Dunque senza vergogna - pure lei - ha dichiarato che papi le ha comprato i voti... provvidenza divina! Non sarà che in questo Paese papa, papà e papi sono la stessa persona? Nello spirito intendo... considerando che il Nostro ha dichiarato orgoglioso che ha vinto perché ci ha messo la faccia.

Quando la faccia è di bronzo, lo spirito non è santo e il pensiero non è animato da principi morali, bensì distorti dal proprio tornaconto. Insomma lo spirito santo non scende più dal padre al figlio, come insegnano i preti, né c'è un'anima ansiosa di conoscere il volto dell'amore, come nella favola di eros e psiche, ma solo del potere.
"C'era una volta un presidente. Ius primae noctis" è un libro scritto da una diciannovenne di Padova che offre la sua verginità al presidente dell'Iran Ahmadinejad. Scrive: "E' un eretico del nostro tempo, nega l'olocausto, vuole l'atomica, minaccia l'America". Intervistata da Chiambretti nel suo programma notturno, ha spiegato: "A me piacciono i coraggiosi, i forti, i liberi. Mi sembra che questa società sia assolutamente falsa. In una società libera mi lascerebbero esprimere la mia opinione senza insultarmi". 

Chiambretti ha osservato: "Lei non conosce la condizione delle donne in Iran: ci vada e sicuramente la festa gliela faranno là. L'idiozia non la sopporto" poi le ha gettato a terra il libro. Lei se n'è andata offesa, ma dopo poco è tornata, obbligata dal suo manager. E' entrato Jonathan, un ebreo iraniano che le ha detto: "Il titolo doveva essere: Voglio sposare Ahamdinnejad. Se va in Iran la lapidano. E non sa che lui si sporcherebbe ad andare con una cristiana? Né lei potrebbe scrivere libri e indossare la minigonna". E la scrittrice: "Ma io non metterei certo la minigonna e non avrei bisogno di scrivere libri". Lo storico Giordano Bruno Guerri ha sottolineato che il fascino del potere è un potente afrodisiaco sia per il dittatore, che sogna di sodomizzare il suo popolo, sia per gli umili a cui piace sottomettersi. Al che l'oca ha detto che lui è un nano che vive sulla storia dei potenti. E Guerri: "Lei sarà pure illibata, ma è corrotta nell'animo: una piccola miserabile". Silvia Valerio è una bionda quasi nanetta, faccione su due gambette da anoressica: perché non si è offerta al papi? Le avrebbe trovato una collocazione e nessuno l'avrebbe insultata, tantomeno lapidata.