Italiani in America

Famiglia e tacchi a spillo

di Generoso d’Agnese

Cosa farebbe una donna con la mentalità d’altri tempi, se il suo ultimogenito gli dicesse che non ha più bisogno di lei? Il primo pensiero sarebbe quello di buttarsi nel fiume più vicino, il secondo sarebbe quello di affliggersi per l’amore dei figli nella speranza di instillare in loro una dose di antico senso di colpa tutto italico.

Si chiama Dosi Feraco Cotroneo e per mestiere fa innanzi tutto la mamma. La domanda e le risposte che sottendono implicitamente il DNA del sistema familiare italiano fanno parte però del suo bagaglio professionale racchiuso in un simpatico libro edito in Canada e dalla fascinosa copertina contenente l’oggetto di desiderio di tante donne e di tantissimi uomini: la scarpa con il tacco a spillo. Dosolina Sophia Lucia Cotroneo - per tutti Dosi - in realtà costruisce nelle duecento e più pagine di “The Secret Diary of an Italian Girl”, edito nel 2008 un diario virtuale nel quale vive sul doppio binario la sua vita privata e quella fittizia della protagonista, chiamata a rientrare nel mercato di lavoro dopo tanti anni spesi al servizio totale della famiglia. “È un giorno triste quello che vive una donna quando scopre che ha dedicato se stessa per 20 anni alla sua famiglia, con devozione e abnegazione. Il giorno in cui comprende che le sue parole di incoraggiamento e di conforto, al marito e ai figli, sono andate sprecate in orecchie sorde”.

Per l’autrice quel momento diventa il fulcro di una vera svolta nella vita di molte donne. Alcune tornano nel mondo del lavoro per tentare una carriera e riconquistare la propria indipendenza economica, o semplicemente per aumentare il proprio tenore di vita. Per scoprire infine che il posto di lavoro non è affatto uguale  a quello sognato a occhi aperti e che la carriera non riprende da un ufficio con vista panoramica, ma spesso da una sedia e un tavolo posti in un open space, nel quale tutti tentano di conquistare la loro fetta di emancipazione calpestando i piedi degli altri.

Dosi Cotroneo tenta di trasferire nelle pagine del libro le sue paure e le sue speranze di donna madre di figli adolescenti, di professionista rimasta fuori dai giochi di carriera per allevare i figli e gestire la famiglia ponendosi al centro del suo piccolo universo domestico. Una donna che riscopre proprio attraverso le difficoltà  e l’emarginazione nel posto di lavoro (scavalcata da nuove professioniste più giovani e più ciniche di lei) la grande ricchezza racchiusa nella gestione dell’impresa più genuina che possa esistere: quella della propria casa e dei proprio cari.

“Mentre trascorrevano le mie prime due settimane di lavoro, dopo anni di impegno casalingo, mi sono ritrovata relegata tra le pareti di plastica del mio gabbiotto, accovacciata dietro la scrivania nel terrore di essere rimproverata per una qualsivoglia mancanza, rimpiangevo la mia beatitudine casalinga e soffrivo per la lontananza dai miei figli e per i loro gesti quotidiani. Rimpiangevo soprattutto la libertà di poter pianificare le mie giornate e il mio tempo. E mi sembrava decisamente più allettante fare la pendolare tra la lavanderia e la cucina, piuttosto che stare per ore dietro un volante d’auto ad arrabbiarmi con gli altri automobilisti e con i pedoni”.
Dosi ha riflettuto per sei mesi sul suo nuovo status di donna in carriera e alla fine ha scelto di tornare a casa, portandosi dentro la paura di deludere i propri familiari e la rinuncia a un tenore di vita più alto.

“Rispetto tantissimo le donne che decidono di costruire una famiglia dividendosi tra lavoro e figli. E ci sono donne cui non è dato scegliere. Ma per una donna come me, cresciuta in una famiglia con tradizioni italiane, con esempi italiani e ruoli familiari impressi forse da secoli nel DNA, lasciare il lavoro per tornare a casa ha rappresentato una vera e propria (ri)conquista. Ci ho messo tre settimane per comunicare la decisione ai miei familiari e mi aspettavo freddezza e commenti sarcastici. Invece le mie parole sono state accolte con un vero boato di felicità. Avevo ritrovato il mio posto nell’azienda che più  aveva creduto in me. La mia famiglia”.

Ironica, a tratti leggera e altre malinconica, la storia ricostruita attraverso il personaggio fittizio di una manager in carriera ripercorre pagine dopo pagine i compromessi e le ipocrisie di un mondo femminile che spesso cerca nel percorso professionale un’equazione quasi impossibile da risolvere. E che nella penna di Dosi si trasforma in un atto d’amore per tutte le donne che hanno saputo (e potuto) rinunciare a un tenore di vita più alto scandito da un ritmo spinto agli eccessi e corredato da panini mangiati al volo, di pausa pranzo trascorse nell’angoscia per i figli lasciati a se stessi, di giornate trascorse a indossare una maschera fittizia di felicità.

Nata a Ottawa nel 1965 e cresciuta nei quartieri abitati dagli italiani, Dosi è l’ultima nata di casa Cotroneo, figlia di  genitori calabresi emigrati in Canada. Appassionata di scrittura e di letteratura, l’autrice lasciò la sua isola “italiana” per trasferirsi con il marito e tre figli nella piccola cittadina di Manotick ma non ha mai rinunciato alla sua passione per i prodotti italiani di ottima manifattura. Affascinata dalle calzature Made in Italy e dagli accessori realizzati dalle azienda di moda italiane, ha fatto della sua passione una vera  e propria professione.
Divenuta giornalista e autrice di racconti basati sul retaggio italiano, Dosi Cotroneo è diventata una cronista rosa per varie testate canadesi e italiane in Canada. Collabora con il Cittadino di Ottawa, con il Vancouver Sun, l’Edmonton Journal e il Calgary Herald. La sua è una firma di punta di “Capital Style”, periodico  del segmento di lusso dell’economia canadese, ma l’autrice non ha mai dimenticato l’insegnamento filosofico dei suoi genitori, emigrati da Cosenza nel 1959: “Prima la famiglia”.

Nonostante sia sempre indecisa se spendere i propri soldi per l’acquisto di un altro paio di scarpe alla moda, Dosi mantiene intatta la sua linea di condotta che tra la propria forza dalla capacità di coniugare la fantasia con l’entusiasmo di gestire al meglio l’azienda racchiusa tra le quattro mura della propria casa.