SPETTACOLO/Roberta, un jazz facile ad amarsi

di Laura Caparrotti

Questa settimana si festeggia il compleanno di una delle più grandi voci che l’Italia abbia mai generato, l’unica e inimitabile Mina. La Tigre di Cremona, così chiamata ai tempi dei suoi primi successi, è stata una delle pochissime artiste amata anche in America, tanto che leggenda vuole che Frank Sinatra l’avesse chiamata per un tour mondiale da farsi insieme e che lei avesse rifiutato perché non amava viaggiare in aereo.
Questa premessa, dovuta perché la signora della canzone italiana va celebrata, permette di parlare di una cantante nostrana che sta diventando una stella del firmamento musicale americano.

La cantante in questione è Roberta Gambarini, nata a Torino, ma residente da anni a New York. Roberta è un’eccezionale vocalist jazz che ha al suo attivo già tre album - “Easy to Love” (2007), “You are there” (2008) e “So in Love” (2009). “Easy to Love” ha ricevuto una nomination ai Grammy nel 2007 come Best Jazz Vocal Album e stessa cosa è successa a “So in Love” nel 2010. Fra una nomination e l’altra, Roberta ha preso a girare il mondo senza posa, dall’Asia all’Europa e agli Stati Uniti tutti.

Noi l’abbiamo vista in occasione della serie di concerti da lei tenuti ultimamente al Blue Note con il suo quartetto composto da Eric Gunnison (piano), Neil Swainson (basso) e Montez Coleman (batteria). La forza di questa grande cantante sta nell’avere la freschezza di chi inizia e la bravura della grande diva. Durante il concerto, nonostante fosse tornata solo il giorno prima da Jakarta, Roberta ha deliziato il pubblico con standard quali “Easy to Love”, “Get out of Town”, “Multicolored Blue”, “On the sunny side of the street” e la nostra bellissima “Estate” di Bruno Martino.

Mentre canta, viene alla mente quello che vari critici hanno detto di lei nel corso degli anni: è lei l’erede di Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan e Carmen McRae. È lei che ha una voce capace di qualsiasi cosa, ma anche una capacità interpretativa non indifferente. Quando intona il medley tratto da “Nuovo Cinema Paradiso” fa venire i brividi, quando imita alla perfezione con la sua sola bocca il suono di una tromba, sorprende e elettrizza. Riesce a donare a ciascuna canzone un’unicità che le trasforma in un pezzo non ancora ascoltato.
Quando le chiediamo, quanto è contenta del successo di “So in Love”, risponde sorridendo: «Veramente, ormai “So in Love” è una esperienza passata. Sarà che sto girando tanto per il mondo, sto facendo concerti in continuazione e non ho tempo di pensare al Cd, ma mi sento molto proiettata verso il futuro».

Un’esperienza passata che però ancora dura, visto che è l’ultimo nato e visto che ha portato una nomination ai Grammy più vari nomination e premi in varie riviste di settore. Insistiamo puntando sulla scelta delle canzoni: «Sai, questo Cd, come anche altri, non nasce con una serie di titoli già decisi. Alcune canzoni le amo da tempo e le canto con passione, altre – come quella del titolo, “So in Love” - non dovevano neanche essere nel Cd. Ho voluto provare “So in Love” perché mi piace moltissimo ed è finita per essere la canzone numero uno di tutto il disco. Mi piace quel “SO” nella canzone che sottolinea l’essere innamorati, non di un amore qualunque, ma di un amore vero e intenso. Dovendo trovare una particolarità, tendo a cantare sempre molte canzoni di Cole Porter».

Oltre a Cole Porter, però, c’è anche Bruno Martino.
«Un grandissimo autore poco conosciuto all’estero. “Estate” è stata portata al successo internazionale da João Gilberto e tutti la credono brasiliana, tanto che il mio produttore, Larry Clothier, insiste in continuazione che io dica che è di Bruno Martino».

Chiediamo dunque se è intenzione di Roberta, in futuro, di presentare concerti di canzoni italiane.
«In realtà ho già fatto alcuni concerti del genere, ma voglio prepararne uno da portare in giro per fare conoscere certi nostri autori al pubblico internazionale. Intanto, voglio iniziare a presentare al pubblico “E la chiamano estate”, sempre di Bruno Martino, una canzone secondo me ancora più bella di “Estate” e praticamente sconosciuta all’estero».

Roberta Gambarini sarà presente il 7 aprile alla Carnegie Hall per i festeggiamenti di James Moody e parteciperà anche ad Umbria Jazz il prossimo luglio. Se invece volete ascoltarla comodamente a casa, il suo bellissimo album “So in Love” è presente in tutti i negozi e online.