L’evento di Buonitalia al Madison Square Garden/Parmigiano e Grana Padano alleati a NY

di Francesca Forzan

I due formaggi italiani per eccellenza, il Grana Padano e Parmigiano Reggiano, sbarcano insieme negli Stati Uniti legati da una nuova “partnership”. La presentazione ufficiale della  giovane “squadra” si è tenuta martedì sera al Madison Square Garden, partner di Buonitalia SpA , società italiana di promozione e tutela dei prodotti alimentari italiani nel mondo. Insigniti dall’Unione Europea del marchio di “denominazione di origine protetta” DOP (Protected Designation of Origin), Grana Padano e Parmigiano Reggiano hanno scelto di “deporre le armi”, che in Italia li ha impegnati da sempre  in una battaglia di sana competizione, per fare fronte comune al mercato alimentare americano. L’obiettivo è quello di promuovere la qualità del Made in Italy , contro le imitazioni e le truffe, accompagnando i consumatori americani attraverso un programma di attività di promozione ed educazione che li renda capaci di distinguere un prodotto sano e di qualità.

Il nuovo programma che prevede manifestazioni, seminari, eventi, attività di educazione al gusto, coinvolgerà negozi alimentari e una trentina di catene di supermercati tra le più grandi del paese, da Costco a Whole Foods a Wegman’s e molti altri ancora, per un totale di circa 1500 punti vendita.  Il programma avrà inizio nella metà di aprile nei negozi di Food Emporium di New York e proseguirà fino a giugno 2011. “I comuni nomi di ‘Parmesan’ o di ‘Reggianito’, con i quali negli Stati Uniti si intendono generalmente  mix di formaggi grattugiati di vario genere che si trovano di solito nei banchi frigo dei supermercati, tende a confondere il consumatore impedendogli di imparare a riconoscere gusto e qualità” ha riferito Leo Bertozzi, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano “per questo il nostro intento è quello di puntare sull’educazione di chi consuma, insegnando loro a distinguere ed apprezzare il vero made in italy”.

All’evento di presentazione che ha sancito il nuovo accordo tra le due aziende italiane, non poteva mancare chi, dei prodotti italiani in cucina, ha fatto una filosofia di vita. Ad inventare, cucinare, preparare gustosissimi stuzzichini e piatti rigorosamente a base di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, due chef d’eccezione, gli italiani a New York, Cesare Casella e Fortunato Nicotra. “Sarebbe facile ‘ingannare’ un americano che non conosce le vere tradizioni italiane”, ci ha spiegato Cesare Casella proprietario della Salumeria/gastronomia Rosi oltre che di un noto ristorante italiano a Manhattan, “ma quando scelgo i prodotti da offrire ai miei clienti, non scendo a compromessi. Sono pochi gli americani capaci di notare la differenza tra Grana Padano e Parmigiano Reggiano, quindi la rivalità italiana tra i due marchi qui può essere messa da parte per lasciare spazio ad una nuova idea di marketing che non può che rivelarsi vincente in un paese dove la poca conoscenza permette la crescita delle frodi alimentari”. Secondo i dati forniti da Coldiretti, l’anno scorso le esportazioni di formaggi italiani negli Stati Uniti hanno raggiunto quasi le 30.000 tonnellate delle quali circa 10.000 per Parmigiano e Grana Padano. Le imitazioni invece hanno raggiunto 1,7 milioni di tonnellate di cui 60.000 solo di Parmesan. Solo il 2% dei consumi americani di formaggi italiani sono costituiti da veri formaggi provenienti dall’Italia e ben due piatti su tre sono ottenuti con ingredienti non originali.  Numeri che potrebbero essere destinati a crescere dal momento che prodotti italiani a marchio Dop, Igp e Stg, non sono tutelati a livello mondiale.

La battaglia di consorzi come quelli del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, oltre che puntare all’educazione e alla promozione, è fatta anche di azioni legali volte a punire chi si fa promotore di frodi alimentari di questo tipo, a tutela spesso dei commercianti. Tuttavia, la prima attività di controllo che ogni singolo consumatore americano può fare per tutelarsi in ciò che acquista, rimane sempre la lettura attenta nei prodotti delle indicazioni di origine e provenienza, del tipo di produzione, diffidando quanto può, di nomi come “Parmesan”, “Romano chees”, “Reggianito” e altri ancora.