EVENTI/CONFERENZE/ Il ponte dei “nuovi” Meucci

di Francesca Forzan

Chi potrebbe immaginare oggi una vita senza telefono, senza computer, senza tecnologia?”.  Ha esordito così il Console Aggiunto d’Italia a New York, Marco Alberti, introducendo i talenti di Mind The Bridge che giovedì pomeriggio si sono ritrovati nella sede del Consolato Generale Italiano di New York  per il Gran Finale 2010, concorso che seleziona i migliori progetti hy-tech italiani per realizzarli poi in California.  Mind The Bridge è una fondazione no-profit nata nel 2007 nella Silicon Valley, California, con l’obiettivo di sostenere l’imprenditoria italiana aiutando i giovani talenti ad emergere, a diventare eccellenze. Il luogo non è casuale, la Silicon Valley,  il cuore mondiale della tecnologia  dove si concentra l’80% degli investimenti ad alto rischio degli Stati Uniti. La situazione economica in Italia oggi, lo stesso tessuto imprenditoriale fatto per lo più di grandi gruppi di piccole e medie imprese consorziate tra loro, la gestione degli investimenti e dei finanziamenti, molto spesso condannano giovani di grande capacità e talento ad accantonare progetti ed idee che in Italia non sarebbero in grado di concretizzare.

La fondazione Mind The Bridge aiuta a scovare questi talenti aiutandoli ad inseguire e realizzare il loro “sogno americano”, ponendosi come “ponte”  e canale di comunicazione e confronto con gli Stati Uniti. La cerimonia del Gran Finale 2010, che per la prima volta  quest’anno ha fatto tappa a New York, ha portato giovedì nella Grande Mela,  in rappresentanza delle imprese di cui fanno parte, le cinque “giovani menti”  vincitrici della competizione con cui ogni anno Mind The Bridge premia i migliori e più innovativi progetti made in Italy. L’incontro di giovedì, sponsorizzato dall’Istituto del Commercio Estero (ICE) e dal Consolato Generale d’Italia a New York,  è stato anche l’occasione per le aziende di mostrare ad investitori e potenziali partner  inseriti nel contesto industriale della grande area newyorkese, questi nuovi progetti di tecnologia avanzata. Cinque i progetti  presentati. Il primo ad essere introdotto da Marco Marinucci, creatore dell’iniziativa Mind The Bridge, è stato il progetto curato da Marcello Orizi e Daniele Idini per “whereisnow”, che propone un nuovo software per l’auto aggiornamento di documenti di gestione su personal pc o su sistemi aziendali. Quello di Franco Tecchia per “vrmedia” invece, è un progetto che prevede un sistema di soluzioni hardware e software per operare con realtà virtuali nella manutenzione industriale.  Andrea Orioli per “fluidmesh network” ha presentato un nuovo sistema wireless di prodotti per la sicurezza e la video sorveglianza. Altro sistema wireless di video sorveglianza ma con un antenna del tutto innovativa, nel progetto di Daniele Piazza per “adant” e un “mercato sociale”, dove professionisti ed esperti forniscono informazioni e servizi personali per viaggiare, nell’idea di Antonio Bonanno per “tripshake”.

Oltre un secolo fa il toscano Antonio Meucci (1808 – 1889) inventava lo strumento senza il quale oggi, forse, non potremmo immaginare la nostra vita, il telefono. L’invenzione di Meucci fu concretizzata proprio negli Stati Uniti, precisamente a Staten Island, dove Meucci si  era trasferito in cerca di fortuna. Qui, nel 1854, costruì il primo prototipo di telefono, la cui invenzione gli fu attribuita solo pochi anni fa, nel 2oo2, dal Congresso degli Stati Uniti. “La creatività italiana è rappresentata da questi cervelli in fuga che inseguono il ‘sogno americano’ perchè l’Italia non riesce a fornire loro i mezzi per concretizzare progetti ed idee”, ha commentato il Console Aggiunto Marco Alberti. “Loro sono i nuovi ‘Meucci’ costretti, come lui, a lasciare il loro paese dove si investe ancora troppo poco ma pieni di speranza per il futuro”.