LE PROTAGONISTE/Il “bavaglio” alla fine ha giovato

di Lella Golfo*

E' stata una settimana convulsa qui in Italia. A pochi giorni dal voto per le Regionali, lo scontro si è radicalizzato, nel tentativo di compattare le opposte fazioni e scongiurare il rischio astensionismo. L’attenzione è stata a una percentuale ormai dimenticata: quel 71,4% degli elettori che votarono alle amministrative del 2005. Non scendere troppo sotto quella soglia è una scommessa per tutte le forze politiche. In gioco ci sono non solo i risultati che usciranno dalle urne ma la verifica di uno scollamento tra una classe politica minata dagli scandali e un Paese che coraggiosamente e ottimisticamente tira le cinghie per arrivare alla fine del mese. Un astensionismo patologico sarebbe un segnale preoccupante in questo senso e tutte le manifestazioni dell’ultim’ora, a destra come a sinistra, sono state per convincere gli elettori a recarsi alle urne.

Le Piazze riunite a Roma a una settimana di distanza ne sono state la prova più evidente. Il Pd, purtroppo, si è lasciato abbindolare da di Pietro che ha “monopolizzato” la scena. Dall’altra parte, la Piazza del Popolo delle Libertà ha dato assai lavoro a politologi ed editorialisti. Sulla ridda di analisi, ha svettato l’ammissione di Eugenio Scalfari, costretto a definire quella di San Giovanni come una “bella piazza”. Per una volta, infatti, una manifestazione politica non è stata appannaggio di tifoserie agguerrite, professionisti della protesta organizzata. Al contrario, i moderati, normalmente restii ad affrontare i cortei armati di striscioni, hanno deciso di scendere in strada. In poco più di una settimana sembrava impensabile ai più riuscire a organizzare una “festa” e riempire uno spazio immenso come Piazza San Giovanni nella Capitale di facce allegre e pulite di giovani e donne e di tanta gente mite e sorridente, decisa a dimostrare ancora una vola la fiducia nei confronti del Premier Silvio Berlusconi. L’appello del Pdl è riuscito ed è stato un bell’esempio di democrazia, con tanto di bandiera tricolore di cinquecento metri sorretta da tutti i Ministri. La guerra di cifre che ne è seguita è stata una commedia all’italiana. Ma anche i più critici non hanno potuto che constatare la leadership di Berlusconi, salda più che mai. La sua è stata un’ennesima prova di forza e di coraggio. Il Premier è certamente il leader politico che più in questi anni ha dimostrato di conoscere il popolo, di avere il polso dei suoi umori. Credo che nessuno sarebbe sopravvissuto politicamente al fuoco di fila cui è stato sottoposto in questi anni e in particolare in questa campagna elettorale. Niente gli è stato risparmiato e la tenacia con cui ha resistito agli attacchi dimostra la tempra dell’uomo. Sabato, dopo la manifestazione di San Giovanni, anche i più scettici hanno capito qual è l’elisir di Berlusconi. È il suo popolo, quella maggioranza operosa da cui trae energia vitale e che gli dà la forza per andare avanti. Comunque la si pensi, la sintonia che lui ha con i propri elettori è la chiave del suo successo.

Altro tema principe della settimana, è stato il “bavaglio” imposto all’informazione. Siamo rimasti “orfani” dei talk show che nell’imminenza delle elezioni si fanno infuocati e animano le nostre serate. Si è parlato di censura inaccettabile, di ferita democratica. Si è discusso di se e quanto il mezzo televisivo riesca a spostare voti. I conduttori per protesta si sono trasferiti sulla rete, nelle piazze o nei teatri. I talk show superstiti hanno messo in scena vere e proprie gare di mimo pur di non citare nomi di politici, dando vita a farse a dir poco rocambolesche. In realtà, pur nella perdita che sicuramente c’è stata ed è stata da tutti deprecata, il bilancio non è stato poi negativo. Abbiamo avuto tribune elettorali condotte con garbo, equilibrio e intelligenza dal Direttore di Rai Parlamento Giuliana del Bufalo. Tutti i partiti hanno avuto la possibilità di parlare dei propri programmi e di temi importanti e spesso fagocitati dagli scontri personalistici. È stata una bella occasione per fermarsi e riflettere per tutti gli elettori ed elettrici e forse troveremo uno strumento più saggio dell’attuale legge che regola gli spazi politici in televisione. I candidati e tutti gli esponenti politici hanno riscoperto la politica delle piazze e dei comizi tradizionali, rinunciando alla comoda ubiquità fornita dal tubo catodico. Tutto sommato, quindi, credo che il “bavaglio” abbia giovato alla campagna elettorale e alla salute dei cittadini. Lunedì si celebra il ritorno con un palinsesto così fitto da far rimpiangere il silenzio di queste settimane. Sarà la solita giostra di analisi contrapposte. Cambiando canale si scoprirà che una sconfitta va letta come vittoria e viceversa. In sostanza, l’Italia tornerà se stessa!

Quanto a noi donne, la Fondazione Bellisario ha lanciato un manifesto programmatico - già fatto proprio in caso di vittoria da Renata Polverini - in cui chiediamo ai futuri Presidenti di Regione di sanare il cronico squilibrio che esiste nelle posizioni apicali delle società partecipate dalle Regioni: una rete di aziende che vanta un patrimonio di 3,4 miliardi di fatturato e 1.500 poltrone nei Consigli d’amministrazione. Operativamente, vogliamo che i Presidenti modifichino i regolamenti o realizzino norme ad hoc, che prevedano la quota minima di un terzo di donne come componenti di Cda, collegi sindacali, collegi dei revisori e organismi di gestione e controllo. Da parte nostra, ci impegniamo a fornire ai futuri Governatori una lista di curricula di donne eccellenti che possano candidarsi a ricoprire cariche dirigenziali in tutte le società a nomina regionale.

Quanto a me, la campagna elettorale si è conclusa nel mio collegio in Calabria a sostegno del candidato Giuseppe Scopelliti, in una bella ed emozionante manifestazione di popolo nella mia Reggio Calabria. Inoltre, nel corso un incontro con nutrito gruppo di imprenditrici e manager calabresi abbiamo consegnato all’attuale assessore all’attività sociale del Comune e candidata consigliere Regionale, Tilde Minasi, le nostre proposte. Sono certa che Giuseppe Scopelliti, il sindaco che i sondaggi hanno eletto come il più amato d’Italia e oggi danno come favorito per la carica di Governatore, un giovane promettente e capace, saprà con la sua intelligenza e determinazione e con le sue idee innovative iniziare in Calabria un percorso all’insegna della trasparenza e della meritocrazia. Un percorso in cui ci auguriamo che anche le donne e i giovani avranno un ruolo da protagonisti.

*Lella Golfo è duputata del Pdl e Presidente della Fondazione Bellisario