PUNTO DI VISTA/Non votate i neo-vitelloni

di Toni De Santoli

Elezioni regionali parziali oggi e domani in Italia. Ma, sia chiaro, andare alle urne è un diritto. Non un dovere. Fra i tanti equivoci che in questi ultimi anni hanno provocato il degrado della società italiana, difatti c’è anche questo: che andare al voto sia un "dovere". No, non lo è. Nessuno Stato democratico può costringere - e neanche sollecitare -  il cittadino a recarsi alle urne.

Uno Stato autenticamente e nobilmente democratico non ha neppure la volontà di convogliare nei seggi elettorali quanta più gente possibile. Del voto del cittadino una classe politica dev’essere degna. La classe politica italiana non è degna del voto dei cittadini. Se ne è avuta la riprova in queste tormentate settimane di campagna elettorale, una campagna elettorale avvelenata più dalla destra al potere che dalla sinistra all’opposizione. Avvelenata, più che altro, dal ‘berlusconismo’. Questa, dopotutto, è la tattica delle novelle camicie azzurre (splendide eredi dei nazionalisti del Corradini…): attaccare l’opposizione a testate, a cannonate; sollevare il polverone, far baccano; impressionare quindi i più impressionabili, contenti d’aver trovato un Capo che sa il fatto suo, un Capo che nulla teme, un Capo che non ha peli sulla lingua, un ‘caudillo’ che, quando apre il fuoco, c’è da tremare… Il frastuono, l’invettiva, la reiterazione di gesti ‘spettacolari’, di ‘toni forti’, distolgono l’attenzione di almeno metà degli italiani dai problemi veri che questo governo non sa, o non vuole, risolvere; come non saprebbe, o non vorrebbe, risolvere nemmeno la sinistra, la cui nobiltà è ahimè cancellata dalla generosità morale, politica, istituzionale verso torme di inguardabili lestofanti piombate in Italia da altri Paesi dopo il 1995 e, in misura maggiore, dal 2000 in poi.

Ne abbiamo già scritto, ma ‘repetita iuvant’: queste folte schiere di mascalzoni, di stupratori, non recano minaccia alla signora dei Parioli: ne recano alla commessa, alla cassiera, alla ‘call centre girl’ che abita nelle orribili, buie, alienanti (per usare un termine efficace, di moda quarant’anni fa) periferie infestate da quella genìa di tagliagole, di individui che nulla di umano hanno. E perfino se ne vantano. Recano minaccia alla donna che proprio la sinistra dichiara di voler tutelare e proteggere…

Cari lettori, il vostro qualunquista vi dice che siamo alla bancarotta, alla bancarotta morale. Della quale sono responsabili gli schieramenti della destra e gli schieramenti della sinistra. Non se ne salva uno. Ora gli uni e gli altri chiedono ancora una volta il voto. Hanno la faccia tosta di chiedere il nostro voto. I loro capi e gregari ritengono di aver le qualità per amministrare con scrupolo ed efficienza la cosa pubblica. Non le hanno queste qualità. Ma altro non saprebbero fare i giornalisti mancati, i professori mancati, i soldati mancati… Eppure ti avvicinano, ti sorridono, ti blandiscono, ti dicono che loro, soltanto loro, i ‘politici’, saprebbero condurti per mano nel regno della felicità, basta che tu gli dia ‘fiducia’… Ma è all’Inferno che ti trascinano. Ti ci scaraventano gli uni e gli altri, la destra e la sinistra. Ti ci schiaffano con criminosa indifferenza i  politici ‘di carriera’… Gli amanti della sottilizzazione, del giochino dialettico; i ‘guerrieri’ che niente rischiano, ma ti fanno credere di rischiare qualcosa… I paladini dei poveri che loro (soprattutto con la cronicizzazione dell’infame, disumano precariato) rendono ancor più poveri… Neo-vitelloni che non debbono però più badare alle cento o duecento lire…

Neo-vitelloni, ecco che cosa sono gli uni e gli altri. Neo-vitelloni i quali indossano però abiti da mille euro, si eccitano – smodati o quasi - di fronte alle telecamere delle tv, pranzano in ristoranti romani di una certo prestigio, dove noi ci teniamo a debita distanza da loro, sissignori, a debita distanza. La distanza, il distacco degli snob… Questa, cari lettori, è, oramai, la nostra sola arma… Non sarà, all’atto pratico, efficace, ma è pur sempre qualcosa sotto il diluvio dell’opportunismo politico, della mendacia politica, della volgarità politica di questa nazione che nazione più non è…