Flussi transatlantici di migrazioni qualificate Usa-Ue: l’esperienza italiana

di Mila Zara

Il riconoscimento dell’importanza della mobilità scientifica internazionale nel XXI secolo, intesa come flusso di scambio e di ritorno di un sapere altamente specializzato, e non più come esodo di menti in fuga dall’Italia, è il terreno fertile su cui si attiva la collaborazione tra istituzioni politiche nazionali, europee, nonchè fondazioni ed associazioni di categoria private. Ad affrontare questo delicato tema, il seminario intitolato "Transatlantic Mobility, Networking Opportunities and Support Mechanisms for the European Researchers in the United States: The Italian Experience", svoltosi nella sede del Consolato Generale d’Italia a New York, giovedi 18 marzo 2010.

Organizzato in collaborazione da EURAXESS Links USA (la Delegazione dell’UE negli USA), l’ISSNAF (The Italian Scientists and Scholars in North America Foundation) e il Consolato Generale d’Italia a NY, l’incontro ha fornito l’occasione per presentarci le opportunità e i meccanismi predisposti a favore di studiosi europei, e dunque italiani, interessati a svolgere la loro attività di ricerca negli Stati Uniti e viceversa. Un dibattito interattivo cui hanno preso parte domanda e offerta. Rispettivamente, ricercatori e studiosi, che hanno testimoniato la loro esperienze diretta nel mondo, e dall’altro il Console d’Italia a New York, Francesco Maria Talò, i Professori Giorgio Einaudi e Marina Santilli dell’ISSNAF, la Dott.ssa Antonella Tajani, del CNR di Roma, nonchè i rappresentanti delle istituzioni europee negli USA, il Dott. Laurent Bochereau, della Delegazione dell’UE a Washington, e la Dr. Izabella Zandberg, di EURAXESS Links USA. Questi ultimi hanno illustrato il quadro delle proposte formative italiane ed europee negli USA, vale i dire i numerosi programmi messi in atto sia a livello regionale e nazionale italiano, quali quelli fatti presenti dalla rappresentante del CNR di Roma, sia a livello europeo, come esposto dai rappresentanti di EURAXESS e delle istituzioni europee.

Il vivace colloquio scientifico ha rivelato una convergenza di opinioni e la condivisione di obiettivi comuni, ovvero la necessità della promozione e dello scambio non più unilaterale della ricerca scientifica a livello internazionale.

All’unanimità si è, dunque, giunti alla reinterpretazione del fenomeno della recente migrazione italiana ed europea verso gli Stati Uniti secondo una prospettiva diversa, che mette in discussione l’approccio tradizionale e standardizzato del "brain-drain migration". Lontani dai tempi della fuga di cervelli dall’Italia e/o dall’Europa verso gli Stati Uniti- hanno ribadito gli esperti- assistiamo oggi ad un’inversione di pensiero e di tendenze. Dunque, siamo di fronte ad un crescendo di "flussi bidirezionali" da/verso l’Europa/USA di "skilled people", ovvero manodopera qualificata che intende formarsi all’estero ma anche intenzionata a ritornare nel proprio paese d’origine, o quantomeno nell’area europea. Quest’ultimo risulta essere il fine perseguito dai singoli individui, sebbene non tutti, nonchè dagli stessi stati nazionali promotori.  A tal proposito, si è sottolineato come rientri tra gli obiettivi di ciascuna comunità scientifica nazionale, sia essa italiana, europea e statunitense, non solo la promozione di strumenti di supporto economico-finanziario a favore della ricerca all’estero, quali le borse di studio sono, bensì anche la previsione di adeguate attività di recruitment per le menti che si sono formate nei più avanzati laboratori scientifico-tecnologici, alla fine del loro percorso di formazione. La condivisione del sapere e di modelli di lavoro differenti costituisce, infatti, una fonte di ricchezza per una knowledge-based economy, ovvero per economie basate sul know-how e sulla conoscenza, riconosciuti come i veri propulsori dell’innovazione scientifica e tecnologica di ciascun paese.

Per maggiori informazioni su borse di studio e di ricerca negli Stati Uniti e in Europa si consultino i siti di EURAXESS, ISSNAF e CNR.