Visti da New York

Qualcuno sta cercando di ammazzare America Oggi? Schiaffoni per menti raffinate

di Stefano Vaccara

Qualcuno sta cercando di ammazzare America Oggi? Forse a Roma qualche mente "raffinatissima" vorrebbe far fuori il quotidiano degli italiani negli Usa, insieme all'altro grande quotidiano italiano del Nord America, il Corriere Canadese di Toronto, e agli altri valorosi giornali degli italiani in Venezuela e in Australia? Per ora sembra proprio che ci sia seminascosto un cecchino appostato nei pressi di Palazzo Chigi che vuole zittire una volta per tutte le storiche e più autorevoli fonti di informazione degli italiani all'estero. Tagliando addirittura retroattivamente per il 2009 il 50% dei contributi destinati alla stampa italiana all'estero. L'azione del governo equivarrebbe ad una fucilata a pallettoni che colpisce a morte tutti risparmiando nessuno.

È del 24-25 febbraio scorso il passaggio in terza lettura, alla Camera e al Senato, del "Decreto Milleproroghe". Ecco qui la testimonianza scritta dal senatore di Montreal Basilio Giordano, che ha aiutato a premere il grilletto e far sparare al governo i suoi pallettoni diretti solo contro la stampa italiana all'estero: "All'ultimo momento il sottosegretario all'Editoria Bonaiuti vi aggiungeva un comma che taglia del 50%, per il 2009, i contributi alla stampa italiana all'estero: comma che non ha avuto neanche il tempo materiale per essere discusso dalle aule parlamentari. E la cosa ha colto di sorpresa anche me. Soprattutto per il suo valore retroattivo, che taglia doppiamente le gambe a chi, contando sugli annuali contributi della presidenza del Consiglio, ha contratto dei debiti pesanti".

Giordano, mente "raffinatissima" o "scimunitissima", vedete un po' voi, prosegue così: "Ho allora contattato i vertici del PdL, i quali mi hanno garantito che nei prossimi mesi l'intera materia dei contributi alla stampa italiana all'estero sarà rivista e riformata; ma che ora il Decreto andava votato perché in scadenza. Non mi ero mai sentito, come questa volta, tra l'incudine e il martello.... Potevo fare una dichiarazione di voto diversa dal mio gruppo PdL, o votare con l'opposizione, oppure astenermi. Ma ho preferito ragionare più che agire d'istinto: ho votato a favore del decreto.... perché ho voluto dare fiducia alla maggioranza di cui faccio parte. Una decisione sofferta, che avranno difficoltà a capire sia i miei Elettori che i colleghi giornalisti ed ex-colleghi editori all'estero... Ma sono sicuro che il boccone amaro di oggi sarà ampiamente affrancato dalla riforma di giugno, che interesserà tutta la materia. Una garanzia, ripeto, non una promessa... In Senato, leader di partito come Gasparri e Quagliarello mi hanno assicurato di voler porre rimedio a questa ingiustizia. Quindi lo si faccia e lo si faccia in tempo. Il clima in Parlamento e presso le categorie sembra cambiato e le occasioni non mancano, a cominciare dal decreto sullo sviluppo."

Nel decreto sullo sviluppo, votato appena venerdì, dei soldi strappati retroattivamente alla stampa degli italiani all'estero non c'è traccia. Scriveva la mente "raffinatissima" del senatore Giordano: "Per quanto mi riguarda, farò in modo che gli italiani all'estero recuperino, nel cuore e nell'agenda parlamentare del PdL, il rispetto e l'amore che si meritano. In un momento in cui il cambio di ‘casacca partitica' va tanto di moda, io ho fiducia nel PdL e resto in trincea. Sicuro, come sono, che gli Italiani all'estero ancora oggi siano del tutto sottostimati: non solo per quanto hanno dato, ma anche per quanto possono dare all'Italia. Voglio sperare che in avvenire, per gli Italiani all'Estero, non ci siano altri schiaffi, come quello del ‘Decreto Milleproroghe'. Non se li meritano affatto".

Già, gli italiani all'estero non se li meritano affatto. Ma forse Giordano, come anche il suo collega deputato Amato Berardi, che ha motivato la sua astensione al decreto con ragionamenti anche lui "raffinatissimi," qualche schiaffone lo meriterebbe.

Speriamo che abbiano ragione loro, che invece il loro Pdl abbia voluto fare solo un ragionamento "raffinatissimo" per aiutare a divulgare e mantenere viva la lingua, la cultura e l'informazione per gli italiani all'estero, cioè quella indipendente e mai asservita a nessuno. Ma certamente, nessuna mente raffinata avrebbe mai potuto credere che la stampa italiana all'estero potesse dare fastidio proprio per questa sua inespugnabile indipendenza, e che si volesse farla tacere per sempre...