LIBRI \ DOCUMENTO/Guerra alla mafia

di Franco Borrelli

Dconfiggere la mafia? E’ possibile e ci si può provare, anche se il compito è arduo, anche se la lotta ad essa ti costringe poi a “cambiar connotati” e a vivere da recluso non sai tu nemmeno dove. Ma bisogna pur cominciare da qualche parrte, con coraggio e determinazione, se si vogliono conseguire risultati per sé, i propri figli e la stessa società omertosa che purtroppo ti sta intorno.

E’ quel che Carmela Rosaria Iuculano non solo ha predicato ma messo in pratica. Giovane donna nata e cresciuta di mafia (marito, padre, fratello, etc.), ha deciso di ribellarsi a violenze e soprusi d’ogni genere, a connivenze con assassini e ricattatori, e, pur “ripudiata” dai suoi stessi consanguinei, ha voluto vuotare il sacco facendo tanto di nomi e circostanze che hanno poi portato gli inquisitori a risolvere più di qualche rebus e ad arrestare più di qualche persona. La giovane, potendo rifarsi un’identità nuova - più pulita e nel rispetto della giustizia -, per sé e per i suoi figli, dichiara così guerra nientemeno che a Cosa Nostra di Provenzano, quello dei “pizzini”; e le sue tribolazioni vengono raccolta da Carla Cerati e conservate in una sorta di romanzo-documento che, col titolo «Storia vera di Carmela Iuculano», è stato recentemente pubblicato dalla veneziana Marsilio.

Sognava da adolescente di poter/dover cambiare il mondo, ma si trovò subito, Carmela Rosaria, a dover convivere con una realtà più grande e crudele, governata da leggi non scritte, impigliata ella stessa in una rete di connivenze che favorivano gli affari di Cosa Nostra; in un mondo di omicidi, vessazioni, ricatti, commercio di sostanze illegali, taglieggiamenti, coperture di azioni nient’affatto lecite dietro una superficie di fittizia legalità; un destino, il suo, “ereditato”  per nascita e da trasmettere poi in eredità ai propri figli.

Ma si può vivere così? La risposta la Iuculano l’ha data con insolito coraggio, collaborando con la giustizia, e consentendo ai magistrati di ricostruire le vie criminali di Bernardo Provenzano & Co., facendo i nomi dei mandanti e degli esecutori, con una lucidità che solo una grande dignità e un senso corretto della vita, della società e delle sue leggi morali può fornire.

La donna vive ora “sotto copertura”, come si dice nel linguaggio degli addetti ai lavori, dopo una scelta che l’ha portata, per amore dei figli, a schierarsi duramente contro la sua stessa famiglia di sangue, per darsi e permettere ai figli un domani di giustizia e di legalità. E’ possibile credere nei cambiamenti e non bisogna perciò lasciar nulla al caso o nascondersi dietro il paravento del possibile intervento degli altri. Costi quel che costi, si può far guerra alla mafia anche da soli; un esempio il suo anche per altre donne - figlie, sorelle e mogli di mafiosi -, e il suggerimento non tanto velato a non cedere alle imposizioni e a schierarsi invece decisamente dalla parte del giusto e del lecito.

Era finita persino in carcere, la Iuculano, e negli occhi dei figli aveva visto quella luce di disapprovazione che l’ha poi portata al grande passo. Il suo è un coraggio esemplare e una dimostrazione che, se davvero si vuole, la Sicilia (e non solo) “potrà liberarsi della mafia, quella mala pianta che non la fa respirare”.

Carla Cerati ha raccolto la sua storia lasciando che fosse la Iuculano a parlare sempre, non giudicandola mai e lasciando che questo fosse appannaggio dei lettori. Ne è venuto fuori un libro che per lucidità e testimonianze tesse la cronaca della Sicilia e dell’Italia malavitosa, fatti e persone di un universo davvero particolare in cui è difficile ritrovarsi e sentirsi a proprio agio. E’ una lezione etica applicata la sua, che trova collocazione ed esaltazione nella “Lettera ai figli” - riportata dalla Cerati alla fine del volume -, la più grande eredità d’amore e di coscienza che una mamma possa lasciare ai figli nati e cresciuti in parte in un mondo innaturale e dedito all’esercizio del male, un vero e proprio testamento morale, un “J’accuse” implacabile. Lo si legge sia come romanzo sia come documento questo davvero particolare ed “unico” libro: uno squarcio lacerante d’umanità, e la certezza che il male possa essere comunque controllato e sconfitto.