CULTURA/EVENTI/Marconi, scuola d’eccellenza

di Riccardo Chioni

Non ha precedenti, nei 33 anni di vita della Scuola d’Italia “Guglielmo Marconi” di New York, l’autorevole tributo alla lingua e alla cultura italiana negli Stati Uniti espresso venerdì sera dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ospite d’onore del gala svoltosi presso la sala ricevimenti Cipriani a Manhattan.
“Nelle aule della Scuola d’Italia - ha detto tra l’altro il segretario generale dell’Onu - si formano i futuri cittadini del villaggio globale attraverso un riconosciuto programma di alto valore con attività scolastiche curriculari di natura bilingue che abbraccia sia la cultura europea che quella statunitense”.

Centinaia di ospiti hanno preso parte alla cena di gala svoltasi sotto l’alto patronato dell’ambasciatore italiano a Washington, Giulio Terzi di Sant’Agata, tra cui il console generale Francesco Talò, l’ambasciatore presso l’Onu Cesare Ragaglini, il nunzio apostolico presso il Palazzo di Vetro arcivescovo Celestino Migliore, l’ambasciatore di San Marino alle Nazioni Unite Daniele Bodini e il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Stefania Giannini.

Ha fatto gli onori di casa Laura Savini, il volto familiare della Pbs che s’affaccia sui piccoli schermi dalle emittenti Wliw21 di Long Island e del Canale Thirteen della televisione pubblica nazionale.
La serata si è aperta con il coro degli studenti del Liceo e 8th grade della Scuola “G. Marconi” diretto dal maestro Petrika Melo che ha intonato - come vuole la tradizione - gli inni italiano, americano ed europeo, raccogliendo meritati prolungati applausi.
L’ambasciatore italiano a Washington, Giulio Terzi di Sant’Agata ha sottolineato “il contributo che da oltre trent’anni la Scuola d’Italia fornisce alla diffusione della lingua e della cultura italiana negli Stati Uniti, nel solco della tradizione della pedagogia italiana che vede nelle figure quali Maria Montessori e Antonio Rosmini due pilastri della metodologia educativa a livello mondiale”.

Il  console generale Francesco Talò, nel suo messaggio augurale, ha osservato che “l’appuntamento è lo spunto per riflettere sui nuovi traguardi che attendono la comunità scolastica della ‘Marconi’ che negli anni ha definito e continua a costruire un curriculum di formazione arricchita e qualificata, basata sull’apporto di due contesti linguistici e culturali moderni ed avanzati come quello americano e italiano. È per queste ragioni - ha proseguito Talò - che nutro sentimenti di gratitudine per tutti gli operatori scolastici che contribuiscono a rendere unica ed irripetibile l’esperienza formativa che gli studenti vivono all’interno delle loro classi, dalla scuola dell’infanzia sino al Liceo”.

Il  chairman del  Board of Trustees della Scuola d’Italia, Stephen Madsen ha ricordato il generoso contributo della Alexander Bodini Foundation mirato alla promozione della cultura italiana attraverso la Scuola “G. Marconi” ed altre istituzioni come The Endowment for Inner-City Education, la Italian Academy presso la Columbia University, l’assegnazione di grant internazionali destinati a Unicef e a gruppi a sostegno della gioventù in tutto il mondo.

Per l’impegno di imprenditore e mecenate all’ambasciatore Daniele Bodini la Scuola ha assegnato un riconoscimento durante la serata. Madsen ha inoltre sottolineando il ruolo trainante della preside Anna Fiore nel proseguo dell’eccellenza educativa, alla quale si affianca l’impegno della vice preside Pia Pedicini.
La Scuola d’Italia da due anni è stata pienamente accreditata dalla New York State Association od Indipendent Schools: un obiettivo raggiunto dopo un rigoroso scrutinio, come ha sottolineato la preside.
“Desidero congratularmi e dare il benvenuto al Rettore della Università per Stranieri di Perugia, Stefania Giannini con cui la Scuola ha avviato un accordo di collaborazione che consentirà programmi di scambio di docenti e studenti per migliorare cultura e lingua italiana attraverso corsi a Perugia, così come consentire lo sviluppo di progetti di ricerca su bilinguismo” ha detto la preside.

Uno studio pubblicato recentemente dal New York Times ha indicato l’italiano quale unica lingua europea che ha fatto registrare gli ultimi anni un notevole aumento dei corsi offerti nelle scuole pubbliche americane. Proprio le strategie per la promozione della lingua italiana negli Stati Uniti ieri sono stati al centro di una riunione di sistema tenutasi presso l’ambasciata di Washington che ha visto la partecipazione di dirigenti scolastici italiani in Usa, di associazioni italoamericane, di istituzioni culturali e personalità che sostengono l’azione condotta dal governo italiano per la diffusione dell’italiano.